25 Aprile, a 70 anni dalla Liberazione, il pensiero di Pesaresi

Pesaresi: "Oggi siamo tutti più forti, più credibili, più europeisti"
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Da Lorena Pesaresi

DAVANTI ALL’OLOCAUSTO DEL NUOVO SECOLO COSA FA IL CONTINENTE CHE HA CONCEPITO LA LIBERTA’ E DEMOCRAZIA? LA RESISTENZA NON E’ FINITA….

L’altra sera ero a cena con un amico e, inevitabilmente, il discorso è caduto sulle ultime vicende europee.

A un certo punto l’amico mi fa questo racconto: “Mio suocero ha fatto il partigiano, nome di battaglia Mascagni, brigata Stella Rossa, anche se lui non era comunista, erano vicino Bologna, sull’Appennino, dietro la Linea Gotica, dalle parti di Monte Sole. Mio suocero ne parlava raramente, solo qualche racconto in qualche sera. L’inverno in montagna era duro, neve, nebbia, pioggia, il più delle volte passavano le notti fra gli alberi, avvolti da una coperta. Non erano mai asciutti, mi diceva, per mesi. Qualcuno morì di polmonite, non potevano curarlo, altri rimasero malati ai polmoni per tutta la vita. La Linea Gotica era troppo importante per i tedeschi e la tenevano duramente. I partigiani dovevano rallentare i rifornimenti, sabotare, colpire, distogliere dal fronte più truppe tedesche possibile. Gli aerei inglesi alle volte paracadutavano armi, altre volte mitragliavano, a seconda di come andava il barometro del rapporto fra il Comitato di Liberazione Nazionale e gli Alleati. Scesero a Marzabotto quando ancora stavano bruciando le case. Di quella strage non volle raccontare mail nulla, ma, se il discorso cadeva lì, vedevo i suoi occhi inumidirsi. Una volta sola disse “c’erano tanti bambini”, nient’altro. Poi i tedeschi si ritirarono, arrivarono gli Alleati. Gli inglesi, ricordava, furono duri con loro, partigiani o no erano un nemico sconfitto, nient’altro. Facevano fare a loro i lavoro più duri e pericolosi. Suo fratello perse un occhio per lo scoppio di una mina anticarro perché gli inglesi li mandarono a rimettere in funzione la linea ferroviaria fra Firenze e Bologna distrutta e minata dai tedeschi in ritirata. Lui s’improvvisò meccanico, anche se era solo un contadino, pur di lavorare e prendere il rancio dagli inglesi. Con gli americani la faccenda era diversa, erano generosi, regalavano carne in scatola, cioccolata, sapone, ascoltavano una musica divertente e ti davano dei passaggi in jeep se ti trovavano a piedi per la strada. Poi l’Italia ritrovò la pace, trovò il lavoro e tutto quello che sappiamo. Mio suocero non andò mai ai raduni ufficiali, solo a quello vicino Monte Sole, fra ex partigiani, a ricordare gli amici morti. Ogni anno erano sempre meno. Quando arrivò l’Euro ci regalò una confezione, della Banca d’Italia, con la serie completa di monete, quelle di piccolo taglio. Gli piaceva quell’idea che l’Europa si fosse unita, che avesse superato secoli di divisioni, era convinto che sarebbe stata una bella Europa in cui vivere. Mio suocero era una buona persona, è morto una decina di anni fa per un cancro preso a causa del lavoro. In fondo è meglio che non abbia visto che razza di Europa è venuta fuori, quanto sia stato inutile soffrire tanto”.

Qui ha finito il racconto. Non ho saputo che rispondere. L’Italia ha saputo trovare la pace, il riscatto dagli orrori del Fascismo grazie a quei giovani, a quei morti, a chi ha rischiato la vita e ha sofferto per la democrazia.

Peccato che la retorica abbia svuotato quel sacrificio.

Ora ci sarebbe ancora da lottare perché le persone non debbano soffrire, perché possano conoscere quello che non è un privilegio di pochi fortunati ma un diritto di ogni uomo: la libertà.

Libertà di vivere da essere umani, innanzitutto, in un mondo umano.

Siamo davanti a un dramma di portata storica, a un olocausto, con milioni di persone che cercano di sfuggire alla morte, alla disperazione. Ci sono milioni, dico milioni, di persone che sono disposte a tutto pur di cercare di non morire. In Siria, in Somalia, in Eritrea, in Libia. Sappiamo anche chi c’è dietro la maggior parte di queste guerre.

Davanti a questo olocausto cosa fa il continente che ha concepito la Libertà e la Democrazia? Gira la testa dall’altra parte, si irrita, tira fuori i libri contabili, li agita come un Vangelo, borbotta, promette, disillude. Questa è un’Europa di governi vili, meschini, sempre pronti a salvare le banche e abbandonare i popoli, anche europei, vedi la Grecia. Queste cose mi fanno inferocire, cerco, però, di fare un discorso calmo.

Ci ricordiamo come il nazismo iniziò a giustificare lo sterminio di massa? Disse: la razza va difesa, ci sono malati mentali, portatori di malattie incurabili, menomati che non producono e costano soltanto, spendono i soldi che potremmo impiegare meglio, spendono soldi di tutti voi. Diamo loro una morte pietosa, così loro non soffriranno, noi impiegheremo produttivamente quei soldi e la razza ne verrà fortificata.

I nazisti ebbero un consenso e iniziarono lo sterminio, che poi allargarono ai comunisti, agli omosessuali, agli zingari, agli ebrei. Lo sterminio avvenne nell’indifferenza, di tedeschi, austriaci, olandesi, polacchi, francesi. Perché oggi solo la Chiesa si oppone a quello che ha definito ‘la globalizzazione dell’indifferenza’? Perché il nostro governo smercia una sconfitta per un successo? Gli italiani avevano voglia d’Europa, ancora un po’ ne hanno. Sono gli Stati europei a non aver voglia d’Europa, a loro basta la Banca Europea. Chi è che decide, noi o loro? La Resistenza non è finita. Un saluto al vecchio partigiano: ciao Mascagni! Ora è compito nostro.

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