25 Aprile 2015, a 70 anni dalla Liberazione, ancora lotta democratica

Tagli alla Sanità pubblica, Stefano Vinti: "Tutti contenti!"

da Stefano Vinti (per l’Associazione Sinistra Lavoro-Umbria)
Stefano Vinti, Associazione Sinistra Lavoro-Umbria, difendere la Costituzione dalle manipolazioni in corso. La Resistenza è ancora attuale.
Sono passati 70 anni, ma non è passata la necessità di resistenza. Se settant’anni fa la Resistenza dava con la Costituzione il frutto più alto della sua battaglia, oggi sarebbe necessaria una nuova resistenza per difendere quel frutto.

Questo il senso che dobbiamo dare al 25 aprile 2015, oltre ogni retorica, oltre ogni pur fondamentale memoria. Un 25 aprile di difesa di quella Costituzione, conseguenza dell’ondata di cambiamento e speranza che la Resistenza e la lotta di Liberazione avevano avviato. Difesa dei valori inscritti nella Carta e a lungo punto di riferimento, condivisi dalla maggior parte delle forze politiche, come limite invalicabile. Per decenni le regole costituzionali hanno garantito che il confronto ed anche lo scontro politico restassero nel recinto della democrazia, all’interno di una dialettica a volte aspra ma pur sempre democratica. Ogni volta che ci si avvicinava pericolosamente ai limiti, sempre è scattato il campanello d’allarme: la Costituzione riferimento chiaro e riconosciuto della convivenza civile.

E’ doloroso registrare che oggi, al contrario, siamo in piena fase regressiva, con un Presidente del Consiglio, segretario di un partito che si dice erede di quelle lotte e di quella stagione, che incita all’inversione di marcia, all’interno del quale i primi ad essere attaccati sono addirittura i diritti dei lavoratori.

E’ necessario un 25 aprile di Resistenza ma anche di preoccupazione e di denuncia. Va alzata la guardia e l’opposizione: le modifiche della Costituzione, l’approvazione di una legge elettorale che mina la rappresentanza, in nome di una fantomatica governabilità, possono portare il nostro paese fuori da quel “recinto” che la Resistenza ci ha lasciato come fondamentale eredità. La democrazia non è votare ogni cinque anni ed il cittadino non è semplicemente un elettore.

A tutti coloro, cittadine e i cittadini italiani, che assistono sgomenti al tentativo di rimettere in discussione i valori fondanti la convivenza civile in questo paese, la democrazia, la solidarietà e la giustizia che furono alla base della Resistenza, diciamo che è ancora fondamentale tenere alta la guardia, essere presenti e vigili per difendere il cammino fatto e proseguire con la costruzione di una società più giusta.

Impediamo che la Costituzione venga stravolta senza che i cittadini italiani possano esprimere il proprio dissenso, la propria opinione e volontà.
L’Associazione Sinistra Lavoro-Umbria, aderisce alle manifestazioni di domani, 25 aprile, e invita i cittadini e i lavoratori a partecipare.

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