Sciopero lavoratori Sda. Ciprini (M5S): “A Rischio un indotto di oltre 9mila persone. Chiesto al Governo un intervento immediato”

da Tiziana Ciprini (deputata M5S e membro in commissione Lavoro

I dipendenti di Sda, azienda del gruppo Poste Italiane per la gestione logistica e distributiva, per l’e-commerce e per la vendita a distanza, sono in stato di agitazione da circa due settimane.

“Tutto nasce dalla crisi dell’azienda Cpl-Consorzio Progresso Logistico che per Sda cura i servizi di movimentazione dei pacchi all’interno dei magazzini” – spiega la deputata 5Stelle Tiziana Ciprini, prima firmataria di un’interrogazione in merito: “Questo accade perché Cpl, ai primi di settembre, comunica di non poter più pagare regolarmente lo stipendio ai dipendenti, sostenendo che la causa delle difficoltà sia la Sda, da cui sarebbe remunerata con tariffe ‘non adeguate’. La Sda reagisce a muso duro, dà il benservito a Cpl e annuncia di voler cambiare fornitore, mentre i dirigenti Cpl rispondono licenziando 43 dipendenti con contratti in scadenza a fine anno.

Dinnanzi a questo sgambetto, i sindacati Si-Cobas (Sindacati intercategoriali) e Sol-Cobas (Sindacato operai in lotta), hanno messo in atto una serie di agitazioni sfociate in scioperi, che hanno interessato il circuito del corriere Sda. La situazione che si è venuta a creare – continua la deputata – mette a repentaglio il lavoro di migliaia di maestranze dirette e indirette dell’indotto logistico, comportando danni certi per il blocco delle attività produttive per Sda e la conseguente interruzione del servizio pubblico postale.

Rimane, inoltre, forte il malcontento tra i lavoratori delle cooperative affiliate che svolgono servizi in appalto a Sda, che rivendicano condizioni contrattuali e retributive ‘adeguate’ ed evidenziano la compressione dei loro diritti contrattuali.

A tale proposito, ho presentato un’interrogazione al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al ministero dello Sviluppo Economico e al ministero dell’Economia e delle Finanze, per sapere quali iniziative intenda adottare il Governo al fine di garantire la continuità lavorativa, assicurando a tutti i dipendenti delle cooperative coinvolte condizioni contrattuali e retributive dignitose, e favorendo l’avvio di corrette relazioni industriali tra la Sda e le organizzazioni dei lavoratori delle cooperative affiliate che svolgono attività in appalto.

Sda – conclude Ciprini – sta consapevolmente rinunciando a circa il 40 per cento del suo mercato e, considerato che nella vertenza sindacale in atto non ci sono al momento spiragli di uscita, c’è il rischio che la stessa azienda logistica salti e con essa vadano a spasso i suoi 1.500 dipendenti, più i 5mila corrieri che per Sda fanno le consegne, più i 3mila facchini che movimentano la merce negli hub.

Non possiamo permettere che oltre 9mila persone vadano a ingrossare l’esercito dei disoccupati a causa di una lotta intestina, deflagrata proprio per il licenziamento di 43 lavoratori a termine”.


 

 

 

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