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Test antidroga ai parlamentari. Ciprini (M5S): “La Camera se la ride e respinge l’ordine del giorno presentato”

"La ratio è semplice: chi guida un Paese deve essere in condizioni psico-fisiche ottimali"

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Tiziana Ciprini nell'aula della Camera

da Tiziana Ciprini (deputata M5S e membro in commissione Lavoro)

“Sono rimasta basita dal comportamento tenuto nell’Aula della Camera da molti colleghi parlamentari durante la votazione della mia proposta per introdurre i drug test per i politici. La ratio è semplice: chi guida un Paese deve essere in condizioni psico-fisiche ottimali. Il chiasso, le risatine e le battute di scherno erano talmente elevate che si riusciva a stento a parlare”.

È quanto afferma la deputata 5Stelle, Tiziana Ciprini, che racconta le reazioni più disparate dei parlamentari  presenti, come “chi si è sentito solennemente leso nel suo orgoglio di onorevole, chi ha banalizzato la questione invocando la sacralità inviolabile dell’Istituzione, chi si è cimentato in un improvvisato show da mattatore provetto per ‘buttarla in caciara’, suscitando l’ilarità generale, piuttosto che discutere seriamente nell’Aula di Montecitorio di un tema tanto delicato, quanto importante.

La mia proposta prevedeva tre punti. In primis, rendere ammissibili e obbligatori i controlli per verificare l’uso di droghe pesanti tra i parlamentari, attraverso l’utilizzo di specifici kit antidroghe da sottoporre a totale carico economico degli esaminati, pubblicando i risultati sul sito della Camera, a garanzia del rapporto di trasparenza con i cittadini elettori.

In secondo luogo, compiere periodicamente nei locali della Camera verifiche ambientali, in particolare nei luoghi di possibile assunzione (come i bagni), pubblicando sul sito della Camera le risultanze sotto forma di dati aggregati.              

In ultimo, consentire periodicamente controlli con cani antidroga innanzi gli accessi ai locali della Camera e all’interno degli stessi, previo accordo con i parlamentari che avrebbero dovuto rinunciare momentaneamente all’immunità per le ispezioni specifiche.

Risultato? Il mio ordine del giorno al bilancio interno della Camera è stato bocciato per la terza volta in questa legislatura, a riprova del distacco abissale che intercorre tra i comuni cittadini e coloro che si definiscono ‘onorevoli’: la legge non è affatto uguale per tutti, poiché alcuni la fanno e vi si pongono al di sopra.

Un addetto alla guida di un muletto, ad esempio, viene sottoposto, a norma di legge, a controlli antidroga, sia preventivi (prima di essere assunti), sia periodici (per accertare l’idoneità del lavoratore alla mansione specifica) e se il test risulta positivo, viene sospeso temporaneamente dall’attività.

Un politico invece, con responsabilità di guida del Paese, può farsi di qualsiasi cosa perché al di sopra di ogni controllo, grazie all’immunità parlamentare. Insomma, in Parlamento è andato in scena l’ennesimo pessimo esempio per il Paese” – conclude Ciprini.

 

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