#svegliatitalia, Ronconi, Presidente Marini sbaglia a sostenere legge “Crinnà”

Importanti cariche istituzionali imporrebbero comportamenti conseguenti nel rispetto delle sensibilità

#svegliatitalia, Ronconi, Presidente Marini sbaglia a sostenere legge "Crinnà"
#svegliatitalia

#svegliatitalia, Ronconi, Presidente Marini sbaglia a sostenere legge “Crinnà”

Un errore l’adesione e la partecipazione della Presidente della Regione alla manifestazione “#svegliatitalia” a sostegno del testo di legge “Cirinnà”. E’ fuori dubbio che ognuno è libero di pensare quello che vuole  ma sarebbe altrettanto doveroso da parte della Presidente, eletta  con i voti determinanti dei cattolici, esercitare prudenza e rispetto verso i cattolici umbri che pure, insieme a tutti gli altri, rappresenta. Importanti  cariche istituzionali imporrebbero comportamenti conseguenti nel rispetto delle sensibilità  di ogni parte. Manifestazioni di questo tipo andrebbero  assicurate al protagonismo dei cittadini e non strumentalizzate a fini partitici.

#svegliatitalia, Ronconi, Presidente Marini

dal Corrierei.it

Matteo Renzi non è mai stato tanto chiaro sulle unioni civili: «È giusto che ci siano tutte le posizioni di questo mondo ma la legge per il Pd è irrinviabile». Il premier ha parlato in apertura della direzione del Pd, toni pacati ma decisi: «È fondamentale chiudere, confrontandosi e rispettandosi, ma poi si chiude. Sui temi etici si lascia libertà di coscienza, ma si deve votare e la ricerca del compromesso non è lo strumento per arrivare a un voto». Parole che risuonano nella sala della direzione e rimbombano a Palazzo Madama, lì dove ieri ci ha pensato il più renziano dei senatori del Pd, Andrea Marcucci, a presentare un emendamento per tagliare la testa a moltissimi emendamenti dei circa seimila (oltre cinquemila dalla Lega Nord, quasi trecento da Forza Italia) depositati ieri a chiusura dei termini per la legge Cirinnà.

Si chiama emendamento premissivo ed è lo stesso strumento usato per l’approvazione dell’Italicum. Il «supercanguro», per capirci: un emendamento che contiene precetti normativi che costituiscono di fatto già la legge sulle unioni civili (compresa la stepchild adoption ) e che serve per bypassare il dibattito su moltissimi altri emendamenti. Il Partito guidato da Renzi ne ha presentati una sessantina in tutto, e nove sono quelli che portano la firma dei senatori cattolici del partito.

Ci sono anche gli emendamenti inoltrati dal capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Giuseppe Lumia, il più importante è quello all’articolo 5 sulla stepchild adoption dove si rafforza l’intervento del giudice minorile dopo la richiesta dell’adozione del figliastro di uno dei due componenti di una coppia omosessuale.

 C’è poi l’emendamento a prima firma Francesco Verducci che collega l’articolo 1 della legge agli articoli 2 e 3 della Costituzione, così da fugare i dubbi di costituzionalità. Tra gli emendamenti cattolici sono rimasti quello tanto annunciato per la trasformazione dell’adozione in affido rafforzato e quello sull’estensione all’estero del reato di utero in affitto, con le pene detentive ridotte a un massimo di due anni. Ci sono poi emendamenti che riguardano l’automatismo del trasferimento del cognome e quelli sul regime patrimoniale: di base deve esserci la separazione dei beni e l’eccezione è la comunione. Altre quattro modifiche proposte dai cattolici riguardano il secondo capo della legge, quello che deve regolare le convivenze: non si vuole che diventino nuovi istituti giuridici e quindi si parla di diritti soltanto per i singoli.

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