Soccorso alpino e speleologico, i deputati umbri chiedono di rivedere la normativa

soccorso alpinoI deputati umbri Giampiero Giulietti (primo firmatario), Sereni, Laffranco, Verini, Ascani e Galgano hanno presentato un’interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con lo scopo di rivedere la legge n. 74/2001 che vincola il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) all’esclusivo utilizzo di personale volontario, limitando quindi la piena operatività delle attività di soccorso e di elisoccorso e le attività di formazione.
Come viene spiegato nell’interrogazione, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) è composto da oltre 7.800 tecnici, che intervengono prevalentemente lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica; inoltre il corpo opera nell’ambito del sistema sanitario 118 e del sistema nazionale della Protezione Civile. Nel 2014 il CNSAS, che ha il compito di vigilare e prevenire gli infortuni nelle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche e soccorrere gli infortunati, ha tratto in salvo 7.295 persone e si è distinto anche a livello internazionale, effettuando un intervento da record in Germania, durato 11 giorni, per recuperare uno speleologo in una grotta a mille metri di profondità.
“I tecnici del C.N.S.A.S. sono esperti conoscitori dell’ambiente montano e possiedono una comprovata esperienza e specifiche capacità tecniche; – hanno affermato i deputati – nel tempo le funzioni e il ruolo del CNSAS sono cresciute significativamente, senza che ciò sia stato accompagnato da un adeguamento del suo status giuridico. Per questo, con questa interrogazione, si chiede di rivedere e superare la disciplina relativa all’utilizzo di personale volontario prevista dalla legge n. 74/2001”.

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