Approvata commissione rifiuti, ma parole di fuoco tra Leonelli, Liberati e Marini

“Voi non accettate che si parli di mafia in Umbria”, ha detto Liberati. Risposta della Marini: “Sciacquati la bocca”. Poco dopo è tornata la calma.

Consiglio regionale rinviato alla prossima riunione
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Regione: opposizioni, 7 membri per commissione rifiuti

Su richiesta del consigliere Liberati (M5s) l’Aula è stata chiamata, modificando l’ordine del giorno, ad esprimersi sulla Commissione d’inchiesta su rifiuti e interdittiva antimafia (richiesta da tutti i gruppi di opposizione). L’Assemblea ha approvato a maggioranza, con 13 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti, la proposta fatta dal capogruppo del Partito democratico Giacomo Leonelli, che prevede il termine dei lavori il 7 aprile 2015 e il numero di 5 componenti, tre di maggioranza e due di opposizione, sul modello del Comitato di monitoraggio. L’approvazione però è stata convulsa è segnata dalla polemica del capogruppo del M5S con Leonelli e poi con la Marini. Leonelli ha chiesto le scuse formali di Liberati, colpevole di aver associato la mafia al Partito democratico.

Leonelli ha ribadito la propria contrarietà alle premesse contenute nell’atto, che è di iniziativa dei consiglieri di opposizione, cioè Ricci e De Vincenzi-Ricci presidente, Liberati e Carbonari-M5S, Nevi-FI, Squarta-FDI, Mancini e Fiorini-Lega.

Per l’opposizione il portavoce Ricci aveva proposto il numero di 7 componenti (4 di maggioranza e 3 di opposizione), “in quanto conforme alla composizione delle commissioni consiliari”, aggiungendo che la durata dei lavori sarebbe comunque prorogabile.

In riferimento alle premesse elencate nel testo, “inaccettabili” per i capigruppo di maggioranza, il capogruppo della Lega, Valerio Mancini, ha detto “non potevamo non mettere le ragioni per cui la commissione stessa viene istituita” e il capogruppo del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati, ha sottolineato come “il regolamento parla di iscrizione d’ufficio, per cui l’organismo era comunque da intendersi già costituito”.

Lo Statuto della Regione stabilisce che se un terzo dei consiglieri fanno richiesta di attivare una commissione d’inchiesta questa si intende istituita d’ufficio; l’oggetto di indagine è quello indicato nella richiesta e non può essere modificato se non con l’assenso dei proponenti.

Il capogruppo di Umbria più uguale, Giuseppe Biancarelli, ha proposto di aggiungere alle questioni oggetto di indagine anche un chiarimento sulla questione inceneritori e sulla presenza o meno di rifiuti provenienti da fuori regione.

“Come volevasi dimostrare, il Partito Democratico ha fatto tutto il possibile per agevolare l’istituzione della Commissione d’inchiesta sulla gestione dei rifiuti, anticipando ad oggi la discussione che si sarebbe dovuta tenere nella seduta del prossimo primo dicembre. La trasparenza, infatti, non è mai troppa ed è giusto che i cittadini conoscano bene tutte le questioni inerenti alla gestione dei rifiuti nella nostra regione”: lo ha detto, subito dopo il voto in Aula, il capogruppo del Partito democratico, Giacomo Leonelli.

“Preso atto del parere degli uffici giuridici circa l’immodificabilità dell’oggetto istitutivo della commissione – riferisce Leonelli – abbiamo infatti proposto ed approvato la durata della commissione stessa, posticipando la data in cui dovrà trarre le sue conclusioni al 7 aprile, rispetto al 31 marzo, e abbiamo stabilito che sia composta da 5 commissari, come la commissione di controllo che verifica lo stato di attuazione degli atti regionali”. “Ciò sgombra il tavolo da tutte le illazioni di questi giorni – conclude Leonelli – e dalle infamie di chi ha voluto associare il nome del Partito democratico a collusioni con fenomeni criminali legati alle associazioni mafiose. Proprio a causa delle mancate scuse pubbliche da parte del consigliere Andrea Liberati, ho deciso di abbandonare l’Aula in segno di rispetto verso i nostri oltre 10mila iscritti, che sono persone oneste e perbene”.

La replica del capogruppo Cinquestelle, Andrea Liberati, alla richiesta di scuse avanzata da Giacomo Leonelli (Pd) è stata breve ma ha causato una polemica molto tesa con la maggioranza ed in particolare con la presidente della giunta, Catiuscia Marini. “Capisco la volonta” di buttarla in caciara davanti a questo caos – ha detto Liberati – ma io non chiederò scusa. Sto all’opposizione. Sarà la commissione a stabilire la verità sui rifiuti. Prima le scuse le deve chiedere il Pd ai cittadini umbri. Non accettate che si parli di mafia in Umbria”. Alle parole di Liberati ha reagito, dal suo banco, la presidente Marini. Liberati non si è scusato e Leonelli ha abbandonato per protesta la seduta, sfilando il badge. Con la Marini parole di fuoco. “Voi non accettate che si parli di mafia in Umbria”, ha detto Liberati. Risposta della Marini: “Sciacquati la bocca”. Poco dopo è tornata la calma.

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