Premi ai dirigenti, accolta da Giunta Perugia proposta FDI – AN su premi e merito

Pastorelli (FDI-AN) “Premi legati a risultati certi e si risparmia con chi non li centra.”

Premi dirigenti comune Perugia, M5S, Giunta Romizi, nulla cambia

Premi ai dirigenti, accolta da Giunta Perugia proposta FDI – AN su premi e merito

“Bene la Giunta che ha recepito la nostra proposta di legare i premi dei dirigenti ai risultati da questi portati ogni anno. Più merito e premi solo ai bravi; quello che si risparmia dal mancato raggiungimento dei risultati, torna al Comune e si toglie ai dirigenti”.

Così il consigliere Clara Pastorelli di Fratelli d’Italia AN, firmataria della proposta di FDI per ridefinire il sistema della dirigenza locale. La principale innovazione recepita dalla Giunta della proposta di FDI è quella che gli obiettivi vengano verificati annualmente e che i residui determinati dal mancato raggiungimento degli stessi torni nelle casse del Comune. Fino ad oggi i residui rimanevano nel fondo premi dei dirigenti e venivano divisi tra gli stessi apicali di Palazzo dei Priori.

“Con questa rilevante modifica – spiega Pastorelli – si garantisce maggiore trasparenza e si verificano i risultati effettivamente ottenuti. A onor del vero – continua Pastorelli – la stessa Giunta Romizi aveva già avviato questo percorso col processo di riorganizzazione del sistema premiante. Con questo atto, varato oggi, si arricchisce di significative novità in tema di meritocrazia”.

novità

La novità che Fratelli d’Italia propone, però, è quella di far coincidere tassativamente obiettivi e tempi per ottenere i premi di produzione. I più recenti orientamenti (nota del maggio 2015) della Dirigenza dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale nelle Pubbliche Amministrazioni, secondo cui l’erogazione della retribuzione di risultato è legata ad obiettivi specifici, che devono essere verificati e raggiunti in un determinato anno, ne consegue che se non si raggiunge l’obiettivo legato allo specifico anno di riferimento, la quota prevista non si porta “in dote” per l’anno successivo, come accadeva finora, ma torna nelle casse del Comune.

“E’ un rovesciamento di fronte sostanziale – conclude il consigliere – che permette di alzare il livello di produttività, qualità dei servizi e responsabilità della dirigenza, vincolando il riconoscimento della premialità alla meritocrazia.”

Premi

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