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Umbria, no alla tassa di soggiorno in questo momento post sisma

Applicare la tassa di soggiorno sarebbe una "ulteriore resistenza" a venire in Umbria

No alla tassa di soggiorno nelle città dell'Umbria nel 2018

Umbria, no alla tassa di soggiorno in questo momento post sisma

da Lorenzo Capezzali
Il turismo ad Assisi sembra aver preso la via della risalita in queste ore di ponte e questo fa piacere alla città e agli organi istituzionali preposti. Sino a qualche giorno fa tutto ciò sembrava una chimera stando alla voce di alcuni imprenditori angelani del settore souvenir in fatto di movimento e di provento. Insomma, situazione fluida per il settore di maggior reddito pro capite assisano con il regolamento di una nuova pedonalizzazione del centro storico e con la voce tassa di soggiorno che potrebbe ritornare al centro del dibattito locale e regionale.
Su questo argomento registriamo l’intervento del consigliere regionale di minoranza, Claudio Ricci, il quale attraverso una nota stampa ribadisce la propria posizione “politica” e chiarisce: “E’ nota la mia posizione: no ad ogni tassa di soggiorno in Umbria (è l’oggetto di una “interrogazione informativa” già depositata in Consiglio Regionale, anche se la competenza è dei comuni).
No alla tassa di soggiorno soprattutto in questo momento “post sisma” dove dovemmo, invece, promuovere “prodotti con offerte speciali” e puntando su “unicità ed emozioni. In un mercato che, anche su Internet, ormai pianifica la vacanza “uno a uno” con le persone che scelgono le località, dove recarsi in vacanza, anche per piccole differenze di prezzo e, sin anche, in relazione alle previsioni del tempo la “tassa di soggiorno” è un errore. Ovviamente ogni Sindaco deve decidere come ritiene opportuno e, avendo svolto per molto tempo questo ruolo, ho un “sacro doveroso rispetto per tutti coloro che svolgono questo incarico”. Forse per i comuni conviene, pensando ad autobus e automobili legate al turismo, fornire parcheggi e servizi adeguati da offrire a costi accessibili.
Per il turismo in Umbria occorre puntare su tre cose: ampliare la promozione “insieme” alla rete vendita anche Internet (oggi sono con Internet si può vendere di più sino al 20% di fatturato turistico); raddoppiare gli accordi con le compagnie aeree Low Cost (a basso costo) che sono diventate veri e propri tour operator (e attivare l’alta velocità ferroviaria in Umbria); fare più accordi stabili, con i principali 150 tour operator, anche per promuovere gli itinerari minori con fine di far “scoprire i piccoli luoghi e le loro emozioni uniche”.
“Applicare la tassa di soggiorno sarebbe, soprattutto in questo momento, una “ulteriore resistenza” a venire in Umbria: l’esatto contrario rispetto a quello che si deve fare (mi sono meravigliato che questo tema viene, ancora oggi, riproposto)” chiude il consigliere Ricci.
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