Turismo a Perugia, Bori e Bistocchi, il Comune non perda il treno

È in discussione in Parlamento una proposta di legge riguardante Disposizioni per l'istituzione di ferrovie turistiche

Turismo a Perugia, Bori e Bistocchi, il Comune non perda il treno

Turismo a Perugia, Bori e Bistocchi, il Comune non perda il treno
Dai consiglieri Tommaso Bori e Sarah Bistocchi
PERUGIA – Crediamo sia arrivato il momento di rimboccarci le maniche e trovare idee nuove per il rilancio turistico della nostra città e di tutto il comprensorio perugino. Dopo la proposta di politiche di incentivo alle botteghe artigiane presentata nei giorni scorsi, intendiamo porre in discussione un altro progetto per rendere ancora più appetibile dal punto di vista turistico l’area del perugino: l’istituzione di una ferrovia turistica.

Le ferrovie turistiche, nate in Gran Bretagna sfruttando tronconi ferrovieri a scarso utilizzo, si stanno diffondendo in molte parti del mondo ed anche in Italia. Utilizzando vecchie locomotive a vapore o treni elettrici e diesel d’epoca, i viaggiatori vengono accompagnati alla riscoperta di tratte ferroviarie che attraversano luoghi ricchi di fascino e di storia e conservano importanti elementi di archeologia industriale e ferroviaria, ponti e gallerie ancora in eccellenti condizioni statiche, stazioni e magazzini dall’inconfondibile stile ferroviario italiano: infrastrutture che, in un modo o nell’altro, hanno fatto la storia del nostro Paese.

È in discussione in Parlamento una proposta di legge riguardante Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico, volto a istituzionalizzare e cofinanziare questo tipo di turismo al fine di implementare e migliorarne i servizi.

Mettendo a sistema la ex FCU (compreso il tronco che da Ponte San Giovanni sale fino alla stazione di Sant’Anna oggetto a breve di un importante opera di ammodernamento ed elettrificazione) e la tratta Foligno-Terontola si potrebbe creare una ferrovia turistica, senza inficiare il normale utilizzo delle due tratte da parte dei treni ordinari, che, in un connubio con manifestazioni culturali ed enogastronomiche, mostre mercato e visite a musei ed aree archeologiche, permetterà di attrarre molti turisti e visitatori. Le piccole stazioni della ex FCU, a rischio degrado, potrebbero essere recuperate e rappresentare una forma di museo diffuso unico in Italia dove turisti e ferramatori potrebbero conoscere e scoprire la storia della FCU stessa e delle varie frazioni toccate. Non è un caso che regioni a forte vocazione turistica come la Toscana, la Sicilia e l’Abruzzo abbiano già intrapreso questa strada favorendo, anche con il patrocinio degli enti locali, la riconversione di ferrovie poco utilizzate dal traffico ordinario in ferrovie turistiche (le ferrovie della Val d’Orcia, della Val di Noto, della Valle dei Templi e la Sulmona-Isernia).

Una collaborazione fattiva tra Comune di Perugia, comuni limitrofi, Fondazione FS Italiane e Associazione Dopolavoro Ferroviario, ponendo la nostra città e le sue due stazioni ferroviarie al centro di una ferrovia turistica, potrà contribuire a rilanciare il turismo e ad incrementare la partecipazione ad eventi; per questo auspichiamo che Perugia debba essere capofila di un progetto di questo tipo.

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