I tre neo sacerdoti diocesani hanno celebrato la loro prima messa

Il cardinale Gualtiero Bassetti ha parlato di loro come di un «grande dono di Dio»

I tre neo sacerdoti diocesani hanno celebrato la loro prima messa. Hanno celebrato la loro prima messa, domenica 26 giugno, i tre nuovi sacerdoti dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve ordinati dal cardinale Gualtiero Bassetti sabato scorso nella cattedrale di San Lorenzo: don Marco Briziarelli nella chiesa di San Pio in Castel del Piano, don Simone Pascarosa nella chiesa di San Biagio e Savino in Perugia e don Marco Pigoni nella chiesa di Santa Maria Maddalena in Cenerente.

Alle tre messe hanno partecipato numerosi fedeli, come folta è stata la partecipazione del popolo di Dio il pomeriggio precedente in cattedrale durante la celebrazione dell’ordinazione, al termine della quale di don Marco, don Simone e don Marco hanno voluto ringraziare il Signore, «per averci guidato con il tuo Santo Spirito fino ad oggi», e quanti sono stati loro vicino durante il cammino al sacerdozio, dai familiari agli amici, ai parrocchiani ai sacerdoti «che ci hanno seguito dal nostro Battesimo fino ad oggi e che da oggi diventano nostri confratelli», dai formatori ai professori del Seminario e a «coloro che ci hanno mostrato con il loro esempio e la loro testimonianza il volto di Dio».

Don Simone, che ha preso la parola anche a nome degli altri due neo sacerdoti, rivolgendosi al Signore, ha detto: «Grazie, in particolare, per averci messo accanto come fratello Giampiero (il seminarista Morettini scomparso prematuramente a seguito di una grave malattia il 21 agosto 2014, che sarebbe diventato sacerdote il prossimo anno, n.d.r.), che dal Cielo prega per noi. Grazie per il dono dell’Eucaristia e della riconciliazione di cui ci fai ministri. Tieni Signore stretti a te tutti coloro che sono qui con noi a celebrare e ti chiediamo che altri come noi diventino tuoi discepoli.

Chiama i giovani qui presenti ad essere santi. Sostieni Signore la nostra libertà con la forza e la dolcezza dell’Amore, perché non venga mai meno la nostra fedeltà a te e ai nostri fratelli nel servizio a cui tu ci chiami. Manda Signore la tua beatitudine sulla Chiesa diocesana e sui nostri vescovi Gualtiero (il cardinale Bassetti, n.d.r.), Paolo (il vescovo ausiliare mons. Giulietti) e Giuseppe (l’arcivescovo emerito mons. Chiaretti, n.d.r.) e sui parroci che ci accolgono come loro confratelli. Benedici la nostra città, le autorità qui presenti (c’era il sindaco di Perugia Andrea Romizi, n.d.r.) e i nostri paesi che ci aspettano come tuoi servitori».

Una presenza significativa alla celebrazione dell’ordinazione dei tre neo sacerdoti in San Lorenzo è stata quella del primo cittadino del capoluogo umbro, che il cardinale Bassetti ha voluto salutare con queste parole: «Grazie per la sua partecipazione come cristiano, ma anche come rappresentante della nostra città nell’indossare la fascia tricolore». La presenza del sindaco Romizi va colta come vicinanza, partecipazione delle Istituzioni civili ad un evento ecclesiale molto significativo quale è quello di un’ordinazione presbiterale, che ha anche una valenza sociale.

Il sacerdote, infatti, è chiamato a svolgere nel suo ministero al servizio della comunità parrocchiale anche una funzione sociale, ad esempio nell’educazione-formazione dei più piccoli, attraverso gli oratori, nell’assistenza e cura dei più bisognosi ed emarginati, attraverso le opere di carità (Centri di Ascolto Caritas, Case di Accoglienza, strutture come gli “Empori della Solidarietà” …), che sempre più spesso sono chiamate a supplire alle carenze dello Stato sociale.

A conclusione dell’ordinazione in San Lorenzo, il cardinale Bassetti si è rivolto ai numerosi fedeli con queste parole: «Abbiate tutti la consapevolezza che questa sera nella cattedrale è avvenuto un “grande miracolo”, per cui la nostra Chiesa, all’apparenza è quella di sempre, ma non è più come prima perché lo Spirito Santo, come avveniva negli antichi profeti e come è avvenuto sugli Apostoli per Pentecoste, è sceso sui nostri tre nuovi sacerdoti e li ha assunti e configurati a Cristo Capo della Chiesa, perché abbiano i suoi stessi poteri e li esercitino in mezzo al popolo di Dio: l’Eucaristia, la remissione dei peccati, compresa l’assoluzione – essendo l’Anno della Misericordia -, del peccato dell’aborto, e gli altri sacramenti. Marco, Simone e Marco accompagnino soprattutto i ragazzi e i giovani a fare discernimento nella loro vita. Ma tutto questo non è un grande dono di Dio, un miracolo? Abbiate consapevolezza e insieme con me ringraziate il Signore».

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