Trasferimento ONAOSI e chiusura Corte d’appello un danno a Perugia

Se succedesse Perugia rischierebbe di provincializzarsi, restando isolata ed impoverita da questa perdita.

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Trasferimento ONAOSI e chiusura Corte d’appello un danno a Perugia: città a rischio impoverimento ed isolamento.

Il trasferimento della sede dell’Opera nazionale per l’Assistenza gli orfani dei sanitari e la chiusura della Corte d’Appello sono due eventi da sventare ad ogni costo: se succedesse Perugia rischierebbe di provincializzarsi, restando isolata ed impoverita da questa perdita.

L’ONAOSI è nata e cresciuta a Perugia, diventando un’eccellenza del nostro sistema di accoglienza e accompagnamento nel percorso di studi dei giovani, sarebbe un vero danno per la nostra città, gli atenei che ospita e i poli di alta formazione la perdita del patrimonio di esperienze consolidate in oltre cento anni di storia.

Oggi presso i collegi e nel convitti di Perugia sono ospitati oltre 300 studenti: il ruolo della fondazione è di offrire alle famiglie un sistema di welfare sussidiario che possa consentire ai figli di conseguire un titolo di studio in un contesto adeguato, protetto e di qualità come la città di Perugia e il suo sistema scolastico e universitario hanno saputo garantire negli anni.

La continua riduzione del numero di studenti ospiti dell’ONAOSI, diminuiti di oltre 150 unità nell’ultimo a causa della scelta di chiudere il campus di Montebello ed una parte del collegio femminile di via della Cupa, e il rischio di trasferimento della sede amministrativa da Perugia a Roma avrebbero preoccupanti conseguenze occupazionali.

Stessa questione si ripropone con il rischio di chiusura della Corte d’Appello di Perugia. È necessario lavorare per scongiurare questa ipotesi perché, di conseguenza, si perderebbe anche il Tribunale dei Minori, la Corte dei Conti, il Tribunale Amministrativo, la Commissione Tributaria, l’Avvocatura Distrettuale, il Tribunale di Sorveglianza, la Procura Generale e la Direzione Distrettuale Antimafia. Il danno non sarebbe solo campo giudiziario, ma anche economico per i professionisti ed occupazionale per il settore.

È bene non subire le riforme, ma anticiparle: Perugia non rischia di perdere la Corte d’appello per né per la posizione, né per i carichi di lavoro, né per la competenza ma soltanto per il tetto del milione di abitanti nel bacino di riferimento.

Questo ostacolo può essere superato ripensando la geografia giudiziaria ed andando ad intercettare nuovi distretti limitrofi, come la zona del reatino.

Entrambe le questioni, sia il trasferimento dell’ONAOSI che la chiusura della Corte d’appello, sarebbero un danno per Perugia. Bisogna tenere alta l’attenzione e lavorare tutti per evitare che da ipotesi diventino realtà, anche e soprattutto dalla prima istituzione cittadina: il Comune di Perugia.

Tommaso Bori
Alessandra Vezzosi
Sarah Bistocchi

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