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Trasferimento funzioni da Province a Regione, interrogazione M5s a Giunta

Questa impasse organizzativa ha determinato uno svilimento delle competenze e professionalità degli ex dipendenti provinciali

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Trasferimento funzioni da Province a Regione, interrogazione M5s a Giunta PERUGIA – I consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) annunciano la presentazione di una interrogazione a risposta scritta con la quale chiedono alla Giunta regionale “come e quando” intenda realizzare “una definitiva ed efficace riorganizzazione delle funzioni trasferite dalle Province alla Regione, tornando così a garantire quei servizi, oggi completamente o quasi completamente assenti, garantendo al contempo le professionalità consolidate dei 200 dipendenti ex provinciali ora in carico alla Regione e lì ‘parcheggiati’, da oltre un anno”.

I due esponenti pentastellati ricordano che la Regione Umbria, con la legge “10/2015” applicò quanto previsto dalla legge nazionale “56/2014” che prevedeva, oltre ad altre disposizioni, “il trasferimento delle funzioni dalle Province alla Regione, alcune delle quali con un elevato impatto sul territorio, sulle aziende e sugli abitanti umbri: caccia, pesca, urbanistica, idraulica, cave, etc.”.

Per l’esercizio di queste funzioni, spiegano “furono integrati nei ruoli regionali circa 200 dipendenti, che precedentemente e per molti anni erano stati impiegati nelle medesime funzioni. La riorganizzazione funzionale e del relativo personale adottata dalla Giunta, prevedeva l’assegnazione dei dipendenti a strutture già esistenti, che mai avevano svolto precedentemente le nuove funzioni, e, in due casi, in nuove strutture temporanee, completamente destrutturate (senza Sezioni) che avevano validità sino al 31 dicembre 2015”.

Rispetto a tutto ciò, Carbonari e Liberati rilevano nell’atto ispettivo di cui annunciano la presentazione che il quadro della situazione, a distanza di un anno “è rimasto immutato, nonostante la delibera di Giunta ‘475/2016’, totalmente inattuata, prevedesse la riorganizzazione delle funzioni degli ex provinciali, con l’individuazione delle sezioni e dei responsabili. All’incapacità organizzativa – aggiungono – si è ovviato con strutture dirigenziali (Servizi), ove le materie e il personale ex provinciale sono stati ‘parcheggiati’, e con proroghe continue delle Posizioni organizzative (Responsabili di Sezione) già esistenti, che mai avevano svolto le nuove funzioni arrivate dalla Provincia.

Questa impasse organizzativa ha determinato uno svilimento delle competenze e professionalità degli ex dipendenti provinciali, contravvenendo proprio ai principi basilari espressi dalla legge “56/2014”, nonché una decadenza qualitativa dei relativi servizi esponendo infine lo stesso interesse pubblico a possibili lesioni e forzature da parte di potenti stakeholders. La logica della proroga e della non-organizzazione, a distanza di un anno, non possono più considerarsi accettabili, stante il numero del contingente ex provinciale trasferito e l’importanza delle funzioni ad esso associato”.

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