Sviluppo sostenibile, Liberati, regione convochi tavolo con associazioni

Dal M5s legge per escludere alcuni nuovi insediamenti insalubri

Andrea Liberati attacca sulla commissione casette di legno

Sviluppo sostenibile, Liberati, regione convochi tavolo con associazioni

da Andrea Liberati -M5S Regione Umbria
Considerando le varie criticità ambientali
dell’Umbria, al di là dei convegni, dalla Giunta Marini spicca un’altra promessa mancata: quella di un sistematico tavolo istituzionale con le associazioni ambientaliste, reiteratamente annunciato a inizio anno e mai davvero convocato.

La plateale mala gestio sui rifiuti e le interdittive antimafia conseguirono infatti impegni solenni da parte della Commissione di inchiesta regionale: tuttavia, dopo mesi, è ancora stallo.

Oscene discariche, inceneritori sine limite, interramenti incontrollati, contaminazioni gravi dei corpi idrici, ammorbamento da metalli pesanti nella Conca Ternana, assenza di un serio biomonitoraggio a Gubbio come altrove, raccontano l’altra Umbria, carente di serie politiche di sviluppo sostenibile.

I costi socio-sanitari e, più latamente, economici di tanta inerzia stanno divenendo insopportabili, con comunità che ribollono, giacché, le poche decisioni assunte, vanno contro i cittadini, orientate come sono da gruppi di potere e lobbisti esterni al Palazzo.

Assemblea e Giunta, quindi, diano seguito alle promesse, convocando subito i soggetti associativi protagonisti della difesa dei territori, ascoltando le loro riflessioni, le loro intuizioni, i loro suggerimenti.

Quanto all’azione del M5S in seno al Consiglio regionale, il nostro Gruppo intende incidere concretamente sulla pianificazione, dobbiamo superare la blanda legislazione esistente e gli evanescenti Piani per la Qualità dell’Aria, per evitare il ripetersi di episodi tragicomici come quelli di queste ore a Terni, ma anche scongiurando il flagello di invasivi impianti meramente speculativi la cui asserita ‘ridotta’ potenza consentirebbe di aggirare normative molto restrittive.

Nelle prossime settimane proporremo pertanto una legge volta a escludere puntualmente alcuni nuovi insediamenti insalubri di I^ classeindustrie di combustibili, inceneritori, etc.- anzitutto laddove esistano ‘aree sensibili’ per specifiche cause.

Riguardo all’acciaio, auspicando che la Thyssen paghi al più presto i danni sin qui prodotti, dovranno invece essere applicate dure limitazioni nel campo delle emissioni, come consentito dal Testo Unico 152/2006.

Tali condizioni rappresentano l’unico modo per evitare che la nostra terra sia costantemente assediata da multinazionali di rapina, avventurieri e inquinatori di ogni sorta: il minimo sindacale, se si intende davvero ripristinare lo Stato di diritto e difendere il fu Cuore verde d’Italia in un’ottica di autentica sostenibilità produttiva.

Diversamente, subiremo con maggiore frequenza iniziative che attentano alla salute di tutti, nell’attesa messianica di qualche posto di lavoro in più, naturalmente di bassa qualità. Rectius, nella certezza di indefinite vite umane in meno, cagionate dal criminale immobilismo del legislatore regionale.

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