Superstrada E45, Andrea Liberati M5s, la solita ripavimentazione

L'AFONIA DI CATIUSCIA MARINI SULLE SCELTE ANAS E SUI MILIONI PUBBLICI BRUCIATI

Superstrada E45, Andrea Liberati M5s, la solita ripavimentazione

Superstrada E45, Andrea Liberati M5s, la solita ripavimentazione
da Andrea Liberati -M5S Regione Umbria
PERUGIA – La ‘E’ di E/45 sta per Emmenthal, viste le condizioni? I lavori sulla superstrada coi buchi non sembrano chiudersi mai. Dopo i consueti e roboanti annunci governativi, ‘Spenderemo un miliardo per la messa in sicurezza’, si procede dunque con le arcimilionarie bitumazioni di sempre, da nord a sud, quelle da rifare regolarmente dopo qualche tempo: ancora non chiari i controlli esercitati in passato su materiali e standard qualitativi. Resta inoltre una chimera in Umbria la pavimentazione drenante, quella che, stando a statistiche ormai collaudate, abbatte l’incidentalità del 30-40%. La riduzione della spesa sociale, legata alla diminuzione dei crash, coprirebbe abbondantemente i maggiori oneri richiesti dalla tecnologia drenante.
Un’innovazione che avrebbe pure il pregio di ridurre la rumorosità, un fatto certificato, tanto che si possono facilmente ottenere riduzioni di 3 – 4 dB(A) sulla rumorosità globale del traffico a livello equivalente.

E ancora, tra le virtù, la durata, superiore del 30% rispetto al bitume: insomma, decisamente troppo! Sarebbero poi in commercio pavimentazioni ecosostenibili, senza uso di idrocarburi, ma ANAS prosegue col solito bitume, comunque messo a dura prova sia dalla quantità stellare di TIR che percorrono la superstrada, che da infrastrutture al limite del collasso -basti osservare lo stato pietoso di alcuni viadotti e cavalcavia per rendersi conto della situazione generale.

Evidentemente per Governo e Regione le cose vanno bene così, con la visibilità fortemente ridotta quando piove, con le nubi d’acqua sollevate dai TIR, con l’accentuato pericolo di aquaplaning, a voler tacere poi dello stato dei dispositivi di ritenuta, con guard rail inesistenti o inutili per svariate decine di chilometri. Anche su questo giro di discutibili lavori pubblici, di miliardi talora al vento, Catiuscia Marini prosegue con la sua nota afonia, che pare assenza di pensiero, rimettendo banalmente ogni valutazione solo ‘agli ingegneri’ -come affermato recentemente in Commissione- in un laissez faire smodato, senza mai esercitare una riflessione più politica, più incisiva, più sostanziale, senza mai un guizzo, senza l’occhio clinico dell’appassionato, rimanendo muta sia sui pericoli per la sicurezza stradale legati allo status quo che sulle risorse collettive da decenni allegramente dissipate, come qualsiasi automobilista verifica da tempo. Sembra quasi di vedere la presidente, sprofondata tra le poltrone dell’auto di servizio, prigioniera della sua bolla, incurante di come ognuno sia utente della strada, con e senza l’immancabile autista personale: anche di questa indolenza vive e si rafforza Emmenthal/45

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