Stazione Medioetruria, Liberati M5s: “Utile solo alle pecore chianine”

Verrebbe collocata in piena campagna e non serve certo ai cittadini di Perugia, né a quelli di Terni e, tanto meno, a Trenitalia

Andrea Liberati attacca sulla commissione casette di legno

Stazione Medioetruria, Liberati M5s: “Utile solo alle pecore chianine”

“La famigerata stazione Medioetruria è utile solo alle pecore della Val di Chiana, visto che verrebbe collocata in piena campagna e non serve certo ai cittadini di Perugia, né a quelli di Terni e, tanto meno, a Trenitalia”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati. Per Liberati “occorre, invece, attivare meccanismi di democrazia partecipata, con una conferenza allargata alle comunità locali e all’utenza, per stanare scelte tanto deliranti. Si scoprirebbe, così, che le popolazioni respingono l’idea di una nuova macchia di cemento nell’agro toscano, e che la stessa utenza non desidera affatto un collegamento distante decine e decine di chilometri dai maggiori centri urbani umbri. La Medioetruria farebbe felici soltanto i protagonisti di affari e politica, dissanguando ulteriormente le casse pubbliche”. “L’Umbria – spiega Liberati – ha bisogno di altro. Innanzitutto di nuovo materiale rotabile, dunque nuovi treni, a partire da un Freccia al posto dell’Intercity ‘Tacito’, contro l’attuale servizio lento, sporco, immondo.

Un Freccia sarebbe attrattivo per l’intera Umbria, da Terni a Perugia, passando per Spoleto, Foligno e Assisi, ma comporterebbe anche l’attivazione di nuova utenza da Rieti a Viterbo. Inoltre sarebbe cruciale e urgente il raddoppio dei binari della Orte-Falconara e, anche selettivamente, della Foligno-Terontola. Collegamenti fermi ancora all’Ottocento, quando non finiti nel pantano, come nel caso della tratta Spoleto-Campello.

Velocizziamo le percorrenze e restituiamo qualità al viaggio, liberando le nostre comunità dalle inveterate gabbie infrastrutturali entro cui sono state ridotte da una politica immobile, rinunciataria, priva di qualsiasi ragionevole slancio”. “Occorre disporre delle risorse pubbliche esistenti – conclude Liberati – guardando ai prossimi cento anni e alla ecosostenibilità degli investimenti, proseguendo con orgoglio il lavoro saggiamente avviato dai nostri avi. Fare l’opposto, costruendo cattedrali nel deserto, andando contro i reali bisogni dei cittadini, rappresenterebbe soltanto l’ennesima sconfitta della politica e del regionalismo all’italiana”.

Stazione Medioetruria

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