Sisma Umbria del 1997, ascoltati i sindaci delle aree colpite

Rispetto al sisma del '97 ci sono ancora lavori non conclusi

Sisma Umbria del 1997, ascoltati i sindaci delle aree colpite

Sisma Umbria del 1997, ascoltati i sindaci delle aree colpite. Rispetto al sisma del ’97 ci sono ancora lavori non conclusi. Questioni che meritano chiarezza riguardano: le fasce N ed i Pir (programmi integrati di recupero) perché spesso, a causa di lavori non finanziati, si creano problemi anche legati alla pubblica incolumità. Necessaria una nuova proroga per i termini delle domande da presentare rispetto alle fasce N, per le quali sono anche auspicabili maggiori finanziamenti. Per i lavoratori precari del terremoto serve un percorso più snello, ritoccando lo stesso accordo di programma. Sono alcuni punti toccati oggi nel corso di una audizione in Seconda Commissione dei sindaci delle aree colpite dal sisma del 1997.

L’incontro era stato programmato dal presidente Eros Brega quale approfondimento e partecipazione alla discussione del ddl della Giunta regionale che detta ‘Norme per la conclusione della ricostruzione delle aree colpite dal sisma 1997 e precedenti’. Invitati, su indicazione unanime dei commissari, anche i sindaci di Narni, Marsciano e Castel Giorgio. In proposito, nella precedente riunione, era stato il consigliere Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ad annunciare emendamenti al testo legislativo per valutare la possibilità di equiparazione, nella legge, di tutte le questioni ancora aperte riguardo a tutti gli eventi sismici che hanno interessato l’Umbria anche negli anni successivi al 1997 (ad esclusione dell’ultimo in Valnerina), ricomprendendo quindi la ricostruzione relativa a Narni, al Marscianese e a Castel Giorgio.

STEFANIA PROIETTI (Sindaco di Assisi): “Rispetto al sisma del ’97 ci sono lavori non terminati. Lavori relativi all’ordinanza n. 61 (lavori eseguiti in urgenza con finanziamento max di 60milioni di lire) ne rimangono aperti 10 su 386. In merito alla legge ’30/’98’ (interventi più consistenti fuori Pir) rimangono aperti 41 interventi su 708. 104 interventi sono stati invece fatti con anticipo lavori e non finanziati. Per quanto concerne gli interventi Pir, rimangono aperti 11 interventi su 85, di cui 2 con anticipo lavori non finanziati. Esiste poi la problematica legata ai centri minori dove risiedono castelli storici rimasti fuori dal finanziamento. Oggi possiamo tranquillamente affermare che Assisi non è un comune terremotato, ma situazioni che non sono state toccate dalla ristrutturazione del ’97, hanno subito comunque danni che hanno causato alcune importanti inagibilità di diverso grado”.

DANILO COSIMETTI (Sindaco di Valtopina): “in merito alla ricostruzione del ’97, a parte alcune problematiche che hanno riguardato un consorzio, non registriamo grandi problematiche. È importante sollevare il problema delle seconde abitazioni fuori dai Pir. E su questo punto ci sono Comuni dove il problema è particolarmente presente. Il mio, come quello di Nocera Umbra ed altri hanno il problema legato ai lavoratori precari che questa legge sembra voler risolvere attraverso l’accordo di programma. L’auspicio è che alla luce degli ultimi eventi sismici questo accordo di programma possa essere esteso visto il gran numero dei Comuni coinvolti. Sul consorzio della nostra frazione Giove, entro dicembre consegneremo tutte le abitazioni. La storia del consorzio è molto lunga: c’è stata la sostituzione del Comune e purtroppo la situazione è andata avanti per quasi venti anni. Ora ci troviamo con i cittadini che dovranno pagare differenze molto consistenti rispetto al contributo erogato dalla Regione. Ci stiamo attivando con la Regione per trovare possibili soluzioni rispetto alle percentuali a cui sono chiamati a rispondere i cittadini”.

ATTILIO GUBBIOTTI (sindaco di Sellano): “Per quanto attiene alla ricostruzione relativa al ’97 siamo a buon punto. Abbiamo avuto sue atti sostitutivi, di cui uno già concluso e l’altro in fase di conclusione lavori. Le nostre problematiche, essendo un piccolo comune, riguardano le fasi relative alla rendicontazione dei lavori, siamo comunque a buon punto. Le problematiche vere riguardano quegli edifici che non avevano potuto accedere al contributo nel ’97 e che non potranno farlo, almeno sembra essere così, neanche per l’ultimo sisma del 2016. È importante avere sensibilità soprattutto per queste situazioni. Auspico maggiori finanziamenti per le fasce N”.

GIOVANNI BONTEMPI (sindaco di Nocera Umbra): “Rispetto alla ricostruzione del sisma ’97 siamo molto indietro con le rendicontazioni soprattutto per le opere pubbliche e per questo abbiamo già riattivato i lavoratori interinali. Per i lavoratori precari chiedo la possibilità di inserirli in un percorso più snello, ritoccando lo stesso accordo di programma comunque complesso. Chiediamo poi una nuova proroga per i termini delle domande da presentare rispetto alle fasce N, perché non siamo riusciti a completare il percorso a causa dei numerosi sopralluoghi che stiamo effettuando, conseguenti agli ultimi eventi sismici. Attualmente, per velocizzare le procedure di rendicontazione, siamo ricorsi alla collaborazione messa in atto con Regione, con tecnici che vengono ad aiutarci”.

MASSIMILIANO PRESCIUTTI (sindaco di Gualdo Tadino): “Rispetto al ’97 la nostra situazione rimane abbastanza complessa. Le questioni che meritano chiarezza riguardano: le fasce N ed i Pir, nel mio Comune, e come negli altri, causano problemi anche legati alla pubblica incolumità. Si tratta di situazioni dove questi fabbricati confinano con abitazioni. Dopo quasi 20 anni urgono interventi quanto meno di messa in sicurezza. Altra parte riguarda chi ha anticipato risorse proprie per la chiusura dei lavori e ad oggi non ha trovato ancora risposta. Poi ci sono le fasce G, per le quali bisogna capire se vengono archiviate in modo definitivo oppure si trovano soluzioni che anche parzialmente possano dare soluzioni alle richieste. Insieme ad altri sindaci del territorio abbiamo fatto poi richiesta, non di rientrare negli ultimissimi venti sismici, ma per il riconoscimento dei danni, in alcuni casi molto seri. A Gualdo Tadino ci sono 650 richieste di sopralluogo da parte di privati. Molti precari, gualdesi, che furono assunti per il sisma del ’97 sono oggi in servizio presso la Regione, per loro (tecnici o istruttori amministrativi) chiediamo la possibilità di essere temporaneamente distaccati per lo svolgimento di questi controlli”. FLAVIO RIGHETTI (assessore Comune di Spello): “Anche a Spello dopo gli ultimi eventi sismici le richieste di sopralluogo sono numerose. Per questo abbiamo chiesto aiuto ai tecnici che lavorano nella nostra città per segnalare le situazioni più gravi. In merito al disegno di legge, problematiche, per quanto ci riguarda, sono rappresentate dalle opere pubbliche, dal nostro Pir dove per vari motivi è partito in ritardo. Siamo quindi un po’ indietro. E per questo chiediamo che possano essere prorogati i tempi per il completamento dei lavori”.

EMILIANO BELMONTE (assessore Comune di Foligno): “Abbiamo già presentato presentato alla Commissione alcuni emendamenti alla legge regionale auspicando che possano essere presi in considerazione. Ci sono molte parti che rappresentano aggravio per i tecnici e gli stessi cittadini, ma soprattutto per gli uffici comunali (omessa documentazione, inizio e fine lavori, integrazione documentazione) che non riescono a rientrare nei termini temporali previsti dalla legge. Per questo chiediamo un proroga dei termini. Dopo gli ultimi eventi sismici, a Foligno abbiamo oltre 2mila segnalazioni di danni”. ALFIO TODINI (sindaco di Marsciano): “Ringrazio la Commissione per volersi fare carico anche di situazione che vanno oltre 1997. Gli ultimi eventi sismici hanno determinato nel comune di Marsciano non solo una problematica aggiuntiva anche ai danni del 2009 non finanziati (ordinanze parziali di sgombero o inagibilità parziale), ma c’è il rischio di determinare una situazione paradossale per cui chi ha danni del 2009, su alcune fattispecie, non rientra nel finanziamento, mentre lo avrebbe chi ha subito danni nel 2016. Il fabbisogno per il completamento degli interventi legati al sisma del 2009 si aggira sui 30 milioni di euro. Risorse che non trovano risposta nel decreto 2016, ma neanche in altri provvedimenti legati a questo sisma del 2009. Si tratta di capire tra Regione, Parlamento, Governo e Comune quale strada intraprendere per trovare una adeguata soluzione alla nostra situazione che riguarda le seconde abitazioni e le inagibilità parziali”.

FRANCESCO DE REBOTTI (sindaco di Narni): “Dopo gli ultimi eventi anche a Narni abbiamo registrato 300 segnalazioni e quasi tutte espletate dai nostri tecnici comunali e che hanno portato a 12 ordinanze di sgombero totali o parziali e questo si associa in parte anche con gli eventi precedenti. Da alcuni anni sto cercando di riportare alla luce il comune di Narni che fu interessato da un evento sismico, non particolarmente rilevante, nel 2000 e che interessò in parte anche Terni e Stroncone, fino ad Avigliano Umbro. Esiste ancora un paradosso che riguarda il non completo finanziamento anche di case totalmente inagibili e non più fruibili. Il valore numerico di finanziamento è di circa 1milione e mezzo di euro. Ci sono cittadini ai quali non è stato riconosciuto un diritto rispetto ad altre analoghe situazioni presenti nel territorio regionale”.

ANDREA GARBINI (sindaco di Castel Giorgio): “nel mio comune abbiamo avuto un evento sismico lo scorso 30 maggio, non fortissimo, ma che ha creato comunque alcuni danni. Abbiamo due famiglie in container e alcuni fabbricati lesionati, molti dei quali seconde case. La quantificazione dei danni è di circa 2milioni 500mila euro. Preoccupazione mi preme però di esprimerla riguardo alla possibilità di realizzazione di un impianto geotermico. È scientificamente provato che questo tipo di impianti comporta eventi sismici indotti. Il nostro patrimonio non è in grado di sostenere eventi sismici indotti dalla realizzazione di tali impianti. Il nostro comune e tutto il comprensorio Orvietano e larga parte dell’Alta Tuscia ha espresso contrarietà alla realizzazione di questo impianto”.

Interventi consiglieri regionali CLAUDIO RICCI (Ricci presidente): “Giusto garantire sostegno anche agli eventi sismici successivi al 1997, ma la normativa attuale non lo consente. Per questo è necessario un incontro con tutti i parlamentari umbri affinché, insieme alla Regione possano chiedere al Governo una modifica normativa. In merito all’impianto geotermico di Castel Giorgio, sono convinto che certi tipi di impianti possano essere realizzati soltanto se c’è condivisione degli enti locali e dei cittadini”.

ANDREA LIBERATI (Movimento 5 Stelle): “Rispetto alle fasce G e N ci sono lavori eseguiti dai cittadini e non rimborsati. Ci sono lavori non conclusi o non iniziati. Ci sono pericoli per la pubblica incolumità. Un punto significativo è che le stime al 30 maggio 2016, per il completamento della ricostruzione, sono di 900milioni di euro. L’evento sismico in corso ha peggiorato le condizioni degli edifici. Non si può andare avanti con una legge precedente all’agosto 2016, perché parlerebbe di numeri falsi che ricadrebbero sui cittadini. Auspico che la Regione rifletta bene sul modello di ricostruzione. Serve una commissione di esperti per capire come andare avanti e riflettere anche sul modello alla luce degli ultimi eventi. Non si devono ripetere gli interventi del passato. Bisogna prendere atto del timore della gente a vivere in case di muratura in certe zone dell’Umbria”.

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