Sicurezza: Perugia non è più la capitale della droga

Circa 750 rimpatri effettuati negli ultimi tre anni

sicurezza, se ne è parlato a Pila
sicurezza, se ne è parlato a Pila

Incontro pubblico dal tema: “La cultura della legalità, la sicurezza e la giustizia sociale”

di Luana Pioppi

È stato fatto un buon lavoro, la Perugia di oggi è completamente diversa da quella di tre anni fa. Oggi è una città dove lo Stato si è riappropriato degli spazi, delle piazze. Le forze dell’ordine hanno fatto un lavoro straordinario. Sono convinto che la scelta importante è stata fatta quando è stata cominciata un’opera seria di espulsione e di rimpatri con numeri molto alti”. È quanto dichiarato dal sottosegretario agli interni Giampiero Bocci che venerdì sera, presso il centro socio culturale di Pila di Perugia, ha preso parte all’incontro pubblico intitolato “La cultura della legalità, la sicurezza e la giustizia sociale”. All’iniziativa, organizzata dal circolo del Pd di Pila del segretario Moreno Conti, ha preso parte anche Massimo Pici, segretario provinciale Siulp Polizia di Stato.

“Certo – ha proseguito Bocci – ancora molte cose restano da fare ma siamo soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare. Merita un plauso, un ringraziamento l’opera instancabile di polizia, carabinieri, finanza, delle forze dell’ordine tutte. Dobbiamo essere grati anche alla magistratura. Come Governo abbiamo fatto due scelte importanti. La prima è il reparto mobile: 80 uomini che siamo riusciti a portare a Perugia. È una presenza indispensabile come hanno dimostrato i fatti. Poi anche aver aperto in centro una sezione distaccata della Questura, con la presenza della polizia. Non è solo un presidio in più del territorio ma ha voluto significare che lo Stato è presente e che a nessuno è concesso di pensare di venire a Perugia per commettere reati”.

“Adesso – ha sottolineato il sottosegretario – molte cose restano da fare. Dobbiamo continuare sulla strada intrapresa. È importante la collaborazione dei cittadini come c’è stata in questi tre anni. Io credo che insieme possiamo restituire ai perugini una città bella, sicura accanto ad una città che vuole far crescere la cultura della legalità. Da questo punto di vista io dico che la città, come l’Umbria, deve avere la sensibilità per capire che è importante un lavoro di prevenzione. Da questo punto di vista è anche importante su altri fronti caldi, come quello delle infiltrazioni mafiose. Noi dobbiamo salvaguardare il territorio. Evitare che qualcuno possa scegliere l’Umbria per attività illecite perché poi a volte diventa difficile fare un’azione di contrasto. Quindi accanto al lavoro delle forze dell’ordine deve esserne fatto uno dei cittadini e delle istituzioni. Un grande patto per difendere la nostra città, la nostra regione da rischi come quello delle infiltrazioni ed un altro per aiutare le forze dell’ordine e la magistratura per questo compito che, come abbiamo visto, è in grado di dare risultati importanti”.

In merito ai progetti futuri il sottosegretario Bocci ha detto ancora: “Noi, stiamo sottoscrivendo in tutta Umbria non solo patti per la sicurezza ma anche per prevenire le infilstrazioni mafiose. Questo è il lavoro che compete a noi e alle istituzioni. La sicurezza è fatta di contrasto e prevenzione. Sono due elementi decisivi per vincere la sfida”.

“Siamo passati da Perugia capitale della droga ad una Perugia che non lo è più – ha commentato anche Massimo Pici, segretario provinciale Siulp Polizia di Stato – fermo restando che alcuni problemi rimangono. Ma non abbiamo più questo triste primato legato anche ai morti per overdose. Ora abbiamo altri problemi legati soprattutto alle attività mafiose e al terrorismo. Lavoriamo molto sulla prevenzione e sull’aspetto culturale. Abbiamo molti contatti con le scuole, come forze dell’ordine facciamo molta prevenzione ed incontriamo i cittadini come questa sera. Cerchiamo di diffondere la cultura della legalità, il rispetto delle regole. Ci occupiamo molto della violenza di genere, femminicidio”.

Pici ha parlato anche di quanto è stato fatto negli ultimi tre anni. “Abbiamo lavorato molto sugli acquirenti. Ogni anno – ha proseguito – abbiamo fatto dai 230 ai 260 fogli di via, di media 250 ogni anno. Certo, di media 10 tornano ma i 240 non vengono. Venendo a mancare i clienti anche questo mercato è venuto a mancare. E questo grazie ad una serie di sinergie attivate con il Governo, con la Questura, con il Comune… con tutti gli attori che operano in questo scenario si vede. Adesso ci stiamo soffermando molto sulla violenza di genere”.

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