Servizi educativi all’infanzia, Opposizione, sindaco Romizi “non c’era”

La presenza del Sindaco in aula sarebbe stata utile a comprendere finalmente la linea dell’Amministrazione

Servizi educativi all'infanzia, Opposizione, sindaco Romizi "non c'era"

Servizi educativi all’infanzia, Opposizione, sindaco Romizi “non c’era” PERUGIA – “Intendiamo stigmatizzare quanto avvenuto nella seduta del Consiglio Comunale tematico sui servizi educativi e all’infanzia dello scorso lunedì, a prosecuzione del Consiglio grande del 18 maggio. Abbiamo lavorato a lungo con i comitati dei genitori per elaborare tre proposte concrete e migliorative dei servizi educativi e all’infanzia. I nostri tre ordini del giorno sono stati respinti da una maggioranza abbandonata dal Sindaco Romizi, assente per tutta la durata del dibattito e al momento del voto, che ha scelto di rimanere defilato, affidando l’intervento della Giunta all’Assessore Waguè: come purtroppo in un copione già visto, le argomentazioni portate dall’Assessore sono state l’ennesima riprova della sua incompetenza, mista ad arroganza ed aggressività.

La presenza del Sindaco in aula sarebbe stata utile a comprendere finalmente la linea dell’Amministrazione sulle diverse questioni in discussione. Dopo due anni e mezzo di governo, siamo costretti a sottolineare il peggioramento del servizio educativo e all’infanzia offerti dal Comune di Perugia. Con la sua assenza, Il Sindaco ha perso un’altra grande occasione: non ha saputo cogliere il forte segnale scaturito dal Consiglio grande del maggio scorso, che aveva raccolto le preoccupazioni dei numerosissimi genitori intervenuti e che poteva certamente rappresentare una importante occasione di riflessione su questi temi.

Non conosciamo l’opinione del Sindaco nemmeno per quanto riguarda il concorso delle educatrici, per il quale auspichiamo venga fatta luce in sede di Commissione Controllo e Garanzia. Non è dato sapere neanche quando e se verrà fatto una nuova gara per l’affidamento dei servizi di mensa: uno dei nostri ordini del giorno riguardava proprio il miglioramento del servizio di refezione scolastica prevedendo l’adozione nel nuovo bando delle nostre proposte, frutto del continuo confronto con il Coordinamento delle Associazioni dei genitori e dei Comitati per le mense. Riteniamo inopportuno valutare tutto ciò che riguarda i servizi educativi solo in termini economici e di sprechi: proprio secondo questo ordine di idee, le nostre proposte intendevano portare ad un miglioramento generale del servizio, anche in termini di risparmio ed efficienza.

Ribadiamo ancora una volta quanto la gestione dei servizi educativi e all’infanzia da parte di questa amministrazione sia a dir poco fallimentare: il licenziamento delle educatrici degli asili nido con le insegnanti precarie che per la prima volta rischiano il lavoro, la completa esternalizzazione delle mense e, per la prima vota nella storia del nostro Comune, la chiusura degli asili (asilo nido di Collestrada).

La città di Perugia è stata sempre caratterizzata da un modello educativo e scolastico, nidi e materne, assolutamente all’avanguardia.

Il futuro della nostra città dipende anche dalla educazione e dalla formazione che riusciremo a garantire ai nostri bambini. Purtroppo la situazione che si è venuta a creare ha incrinato uno storico rapporto di condivisione tra il Comune di Perugia e i genitori dei bambini, con conseguenze negative che si ripercuotono sulla programmazione formativa ed educativa dei futuri cittadini di Perugia; da ultimo, non si sono verificati nemmeno gli auspicati e tanto annunciati risparmi. In troppe occasioni questa Amministrazione ha dimostrato una scarsa capacità di programmazione ed oltretutto le decisioni intraprese, si veda il caso di Collestrada, sono state tutt’altro che condivise con la popolazione.

L’assenza di dialogo con le parti interessate è stata accompagnata da decisioni prese quasi di nascosto e da una volontà di proseguire per la propria strada senza nemmeno voler ascoltare i consigli, le necessità, le opinioni di utenti e operatori. Tutto questo non siamo noi a sostenerlo, ma è la città stessa che lo denuncia avendolo potuto constatare direttamente sulla propria pelle”.

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