Rifondazione comunista dell’Umbria: «Referendum, votiamo NO»

Un film già visto con la cosiddetta abolizione delle Province con tutti i disastri che sta causando

Rifondazione comunista dell'Umbria: «Referendum, votiamo NO»

Rifondazione comunista dell’Umbria: «Referendum, votiamo NO». Da Enrico Flamini, Segretario Regionale di Rifondazione comunista dell’Umbria – Anche se ancora non c’è una data certa, saremo chiamati a votare sulla manomissione della Costituzione voluta dal governo Renzi. Rifondazione comunista dell’Umbria sta partecipando in ogni comune alla costruzione di comitati unitari per il NO che fanno riferimento a livello nazionale e regionale al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale. Noi votiamo NO perché questa “riforma” taglia la democrazia: Renzi vuole “l’uomo solo al comando”. Come è avvenuto nelle epoche più buie della nostra storia. Il Senato non verrà affatto abolito, ma saranno i consiglieri regionali ad eleggere se stessi. Sarà insomma la casta ad eleggere la casta. Non solo. I costi non diminuiranno affatto e il popolo non potrà più eleggere i senatori.

Un film già visto con la cosiddetta abolizione delle Province con tutti i disastri che sta causando a cittadini e lavoratori. A tutto questo va aggiunto che con la legge elettorale per la Camera un partito con il 25% dei voti può ottenere il 54% dei seggi: si concentrano tutti i poteri in poche mani. Renzi invece di ridurre lo stipendio dei parlamentari, abolire i vitalizi e togliere i privilegi, riduce la possibilità per i cittadini di incidere sulle scelte che li riguardano. La manomissione della Costituzione è il punto di arrivo di anni e anni di attacchi alle lavoratrici e ai lavoratori: precarietà, libertà di licenziamento, tagli e privatizzazioni, legge Fornero sulle pensioni, firma di trattati europei che hanno tolto la sovranità ai popoli consegnandola alle banche. Basti pensare alla recente ingerenza dell’ambasciatore statunitense.

C’è insomma un legame strettissimo tra questione democratica e e questione sociale. Mettere il potere nelle mani di pochi serve per fare gli interessi di pochi: finanza e multinazionali. Renzi sta facendo quello che ha ordinato J.P.Morgan, una delle principali banche d’affari del mondo, secondo cui le Costituzioni nate nel dopoguerra dalla sconfitta delle dittature vanno smantellate perché prevedono “la tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori” e “il diritto di protestare se sono proposte modifiche sgradite dell’esistente”. E’ per eliminare ogni ostacolo nel portare avanti le politiche neoliberiste che si vuole manomettere la Costituzione nata dalla Resistenza. Vanno fermati, vanno sconfitti nel paese e in Umbria anche per aprire la strada ad un’alternativa popolare e di sinistra. La posta in gioco è davvero alta e per questo possiamo e dobbiamo recuperare lo “spirito costituente”. Perché la vera ed unica innovazione è applicare la Costituzione. Votiamo NO al taglio della democrazia. Per i diritti del lavoro, l’uguaglianza, la solidarietà.

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