Regione: audizione su polizia provinciale e Fondo Monteluce

La Prima commissione consiliare ha ascoltato in audizione l'assessore Antonio Bartolini, sul riordino delle Province, con particolare riferimento al personale della polizia provinciale di Perugia e Terni

Regione: audizione su polizia provinciale e Fondo Monteluce
ANTONIO BARTOLINI

Regione: audizione su polizia provinciale e Fondo Monteluce

La Prima commissione consiliare, presieduta da *Andrea Smacchi*, nella riunione di ieri pomeriggio ha ascoltato in audizione l’assessore *Antonio Bartolini*, oltre che sul Piano triennale di semplificazione (http://goo.gl/09Y12x), anche sul riordino delle Province, con particolare riferimento al personale della polizia provinciale di Perugia e Terni (su richiesta dei consiglieri Carbonari e Liberati-M5S), e sulla mozione del consigliere Carbonari (M5S) sul ‘Fondo immobiliare comparto Monteluce (Perugia). Grave situazione finanziaria per la Regione Umbria e per l’Università degli studi di Perugia.

Adozione di iniziative da parte della Giunta ai fini della riduzione delle perdite e riorganizzazione del progetto’. Nell’introdurre il tema delle problematiche legate all’assorbimento del personale della POLIZIA PROVINCIALE dopo la riforma delle Province, il consigliere *Andrea Liberati *(M5S) ha sottolineato “i rischi di smantellamento del corpo a Terni, territorio che avrebbe tanto bisogno di controlli in materia ambientale”.

L’assessore Bartolini ha spiegato che “la situazione è complessa e in Giunta ancora non abbiamo trovato un punto di caduta. Siamo un laboratorio aperto. Sulla polizia provinciale la Regione ha assunto l’impegno di mediazione e regolazione del sistema, non ha problemi di assunzioni. Ciò che la Regione aveva l’obbligo di fare l’ha fatto e confermo che il nostro obiettivo rimane quello di avere esuberi zero.

Ora, per trovare una soluzione definitiva, stiamo dialogando con il Governo nazionale, con gli enti locali e con i sindacati. C’è comunque uno scompenso oggettivo tra i componenti della polizia provinciale di Perugia e Terni, visto che i primi sono 90 e i secondi 15. Attualmente, applicando la normativa, rischiamo di avere 5-6 agenti a Terni e 20-30 a Perugia. Un disequilibrio evidente, con il rischio smantellamento per Terni. Il problema è che il portale per far incontrare domanda e offerta non sta funzionando: non c’è corrispondenza tra i posti offerti e quelli per cui c’è domanda.

L’offerta è di 100 posti, la domanda di 108-110. Però molti dei posti disponibili non hanno contratto omologo di quello della polizia provinciale. La questione della polizia provinciale è importante e significativa, però non c’è obbligo di riassorbimento per la Regione, che ha un unico obbligo giuridico e lo ha adempiuto a dicembre riprendendo le funzioni delegate. La soluzione trovata con il decreto legge 78 del 2015 è insoddisfacente, con lo Stato che, di fatto, ci ha girato il problema. Però ci sono situazioni molto più complicate dell’Umbria. Per questo dal Governo c’è la disponibilità ad agevolare l’incrocio tra domanda e offerta. Comunque la Regione in questa fase transitoria mantiene tutti i presidi nei territorio, anche grazie al rapporto con il corpo Forestale dello Stato. Il problema è per il dopo”.

A conclusione di questa audizione, il presidente Smacchi ha deciso che la Commissione tornerà ad occuparsi dell’argomento e ha concordato con l’assessore Bartolini nuove sedute per aggiornare la Commissione rispetto allo stato di avanzamento della riforma in atto, via via che ci saranno novità. Per la questione riguardante il problema del FONDO DI MONTELUCE, *Maria Grazia Carbonari* (M5S) ha stigmatizzato il “calo progressivo e notevole del valore del fondo, che ha perso l’87 per cento da un valore iniziale nel 2006 di 52 milioni e mezzo di euro”.

L’assessore Bartolini ha spiegato che “il mercato immobiliare negli ultimi anni ha avuto questo andamento: a Perugia c’è stato un crollo e tutti ci auguriamo che riprenda. I valori fluttuano. Quello che lei dice è il valore di mercato.

Fermo restando il problema che c’è della crisi immobiliare, il fondo ha avuto tutti i pareri necessari. C’è comunque un problema di strategia per Monteluce.

Quel progetto va riposizionato e ripensato come sede di un centro digitale per Perugia. Così possiamo creare valore per aiutare a ricollocarlo sul mercato. Dobbiamo creare fiducia, cerare un luogo ambito per i perugini”.

Regione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*