Regione, Assemblea legislativa approva bilancio previsione [FOTO E VIDEO]

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato questa mattina, con 13 sì (Pd, Ser), 2 no (M5S) e 6 astenuti (Ricci presidente, FdI, FI, Lega nord) il proprio bilancio di previsione 2016/2018.

Regione, Assemblea legislativa approva bilancio previsione

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato questa mattina, con 13 sì (Pd, Ser), 2 no (M5S) e 6 astenuti (Ricci presidente, FdI, FI, Lega nord) il proprio bilancio di previsione 2016/2018.

Illustrando il documento, il vicepresidente *Marco Vinicio Guasticchi* (Pd) sottolineato che “il bilancio di previsione dell’Assemblea di Palazzo Cesaroni è trasparente ed analitico, improntato alla massima sobrietà, con un margine di discrezionalità nell’allocazione delle risorse decisamente scarso.

L’Ufficio di presidenza ha individuato come obiettivo la riduzione e qualificazione della spesa, aumentando al tempo stesso l’efficacia dell’azione amministrativa e monitorando costantemente il rispetto dei limiti di spesa imposto dalle normative nazionali”.

“Il bilancio dell’Assemblea legislativa dell’Umbria – ha spiegato – per l’anno 2016 ammonta a 19,2 milioni di euro (erano 22,6 milioni nel 2010), che proverranno dai trasferimenti operati dalla Giunta regionale (ridotti di oltre 1milione di euro rispetto al 2015), dai contributi dell’Autorità nazionale per le comunicazioni, dagli interessi attivi sui conti correnti e dai rimborsi per il personale comandato presso altre amministrazioni pubbliche. A cui si aggiungono circa 730mila euro di fondi liberi derivanti dall’avanzo di gestione del 2015.

Per quanto concerne le spese, esse riguardano in gran parte gli organi istituzionali (9,97 milioni di euro per indennità, fondo di previdenza per il pagamento dei vitalizi, contributi ai gruppi consiliari, patrocini, eventi, Corecom, trasferimenti a Isuc, Centro studi giuridici e Consiglio autonomie locali), funzionamento e manutenzione (1,3 milioni), il personale (6,7 milioni)”.

 

 

*BILANCIO * di previsione 2016-2018. Approvati due ordini del giorno. Il primo, approvato all’unanimità, è stato presentato dai consiglieri di centrodestra e liste civiche e chiede di “costituire un tavolo tecnico tra la Regione, l’Anci e il Cal per arrivare alla definizione in modo strutturale e pluriennale delle somme destinate al trasporto su gomma e quelle destinate al trasporto alternativo (sistemi a fune su scala fissa, scale mobili, ascensori e tappeti mobili)”. Il secondo, approvato con 20 voti favorevoli e un astenuto (Cecchini-Pd), è stato presentato dai consiglieri della Lega Nord e chiede di “adoperarsi affinché l’importo pari al 15 per cento dello stanziamento previsto in legge di stabilità regionale 2016-2018 per le attività sportive e tempo libero, venga destinato in favore di iniziative volte a permettere la pratica di attività sportive e persone affette da disabilità”.

*COLLEGATO * 2016. Sono stati presentati 6 emendamenti (di cui 3 approvati, uno respinto, uno decaduto, uno ritirato con l’impegno di discuterne in Commissione) e due ordini del giorno (uno approvato e uno respinto). EMENDAMENTI APPROVATI 1. Presentato dai consiglieri Brega, Barberini, Smacchi, Guasticchi-Pd – approvato con 17 voti favorevoli e 4 astenuti (Liberati, Carbonari-M5S, Fiorini-Lega, De Vincenzi-Rp). Si tratta di un emendamento tecnico, di maggiore chiarezza, sul trasferimento di beni mobili e immobili, e le risorse strumentali all’interno della riforma delle province. 2. Presentato dai consiglieri Brega, Barberini, Smacchi, Guasticchi-Pd – approvato all’unanimità. L’emendamento chiede che sull’Organismo strumentale per gli interventi europei ci siano anche la verifica e il controllo da parte dell’Assemblea legislativa. 3.presentato dai consiglieri Brega, Barberini, Smacchi, Guasticchi-Pd – approvato con 19 voti favorevoli e un astenuto (Cecchini-Pd). L’emendamento chiede che il limite massimo per le anticipazioni di cassa previste per le agenzie, enti ed organismi strumentali della Regione sia portato dal 25 al “10 per cento dell’ammontare complessivo delle entrate correnti dell’esercizio derivanti dai trasferimenti a qualunque titolo dovuti alla Regione”. L’approvazione di questo emendamento ha fatto decadere quello sullo stesso tema presentato dai consiglieri di centrodestra e liste civiche.

EMENDAMENTO RESPINTO Presentato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, respinto con 5 voti favorevoli (Liberati, Carbonari-M5S, Fiorini, Mancini-Lega, Squarta-FdI), un contrario (Chiacchierono-Pd) e 12 astenuti (Barberini, Guasticchi, Solinal, Leonelli, Casciari, Porzi, Smacchi, Brega-Pd, Rometti-SeR, Nevi-FI, De Vincenzi, Ricci-Rp). L’emendamento dispone che “l’importo delle indennità di base dei consiglieri regionali sia equiparato a quello della Regione più virtuosa, rideterminato in euro 5mila lordi”. DIBATTITO Presentando l’emendamento Andrea Liberati (M5S) ha spiegato che chiede di “equiparare l’indennità a quella dell’Emilia Romagna, la regione più virtuosa. Mi sembra un atto dovuto, un segnale che diamo, la possibilità di trasmettere un’idea diversa del nostro impegno in politica. Questo emendamento consentirebbe di risparmiare 32mila euro al mese, 400mila l’anno e 2 milioni a legislatura”. EROS BREGA (Pd) ha annunciato il voto di astensione in quanto “l’Umbria, nella ridefinizione delle indennità da corrispondere ai consiglieri era stata scelta come parametro di riferimento in quanto Regione che applicava il livello più basso di emolumenti. Nei prossimi mesi ci sarà il referendum confermativo della Riforma costituzionale che porterà le indennità dei consiglieri regionali ad una cifra molto inferiore a quella qui indicata”. Anche RAFFAELE NEVI (FI) ha annunciato il voto di astensione perché “l’Umbria è la regione più virtuosa. Dopo gli scandali che hanno coinvolto altre Regioni, tutte si sono adeguate alle norme umbre. Anche la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali ha fissato dei parametri ispirandosi a quelli delle nostre indennità”. CLAUDIO RICCI (Rp) ha ricordato che “avevamo già discusso questo argomento e avevamo deciso il rinvio in commissione, perché va trattato nella sede opportuna. Il tema è la riduzione complessiva dei costi dell’Assemblea legislativa. La nostra Costituzione tutela il diritto di chiunque a stare nelle istituzioni, anche di chi non ha grandi patrimoni economici”.

GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Pd) ha detto che non avrebbe votato a favore dell’atto perché “è giusto discuterlo in commissione. Se vogliamo fare un’autoriduzione della nostra indennità basta non prendere rimborsi. Senza fare di una virtù della propaganda. Discutiamo nell’ambito della riduzione generale dei costi dell’Assemblea legislativa”. EMENDAMENTO RITIRATO Presentato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, è stato ritirato con l’impegno di discuterlo in Commissione. L’emendamento chiedeva che “decada dal diritto di percepire l’assegno vitalizio il consigliere che sia stato condannato in via definitiva per la commissione di reati contro la Pubblica amministrazione” e che “nel caso in cui la condanna in via definitiva subentri durante la percezione dell’assegno vitalizio, a seguito del raggiungimento dei requisiti, il consigliere condannato decade dal giorno di pubblicazione della sentenza di condanna” ORDINI DEL GIORNO 1. Presentato dai consiglieri Chiacchieroni (Pd) e Rometti (SeR) è stato approvato con 13 voti favorevoli della maggioranza e 8 contrari dell’opposizione. L’ordine del giorno chiede alla Giunta di “adottare entro e non oltre il 14 maggio 2016 un disegno di legge per la costituzione della Centrale acquisti regionale (CRA)”. 2. Presentato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle è stato respinto con 12 voti contrari della maggioranza, 2 voti favorevoli del Movimento 5 Stelle e 6 astenuti del centrodestra e liste civiche. L’ordine del giorno chiede che “l’Assemblea legislativa dell’Umbria si avvalga della consulenza esterna di un professionista, detto commissario alla spending review, specializzato nell’efficientamento d’impresa e della pubblica amministrazione, che possa analizzare i singoli capitoli di spesa per individuare criticità, sprechi, possibilità di efficientamento e proporre soluzioni”.

*SCHEDA: LA MANOVRA DI BILANCIO* La Regione Umbria presenta una situazione di complessiva SOLIDITÀ FINANZIARIA, frutto di scelte orientate alla prudenza, rafforzata dal significativo margine di potenzialità fiscale disponibile. La Regione ha rispettato il patto di stabilità interno, ha utilizzato la propria capacità di indebitamento al di sotto del limite consentito dalla legge, non ha fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria, non è stata sottoposta ai piani di rientro in sanità, non è mai stata stata destinataria di segnalazioni della Corte dei Conti per squilibri di bilancio, presenta una situazione di tesoreria priva di criticità e i rendiconti regionali sempre parificati.

La Regione non ha agito sulla LEVA FISCALE, tanto che la pressione fiscale regionale è rimasta di fatto inalterata nell’ultimo decennio. Sono state cancellate tutte le tasse di concessione, ad eccezione di caccia, pesca e raccolta tartufi; non è stata applicata l’imposta regionale sulle emissione sonora degli aerei; non è aumentata la tassa automobilistica, l’addizionale regionale sul gas metano è al minimo, l’Irap è stata ridotta in maniera selettiva. Anche per la MANOVRA DI BILANCIO 2016-2018 le linee di indirizzo prevedono l’invarianza di tutte le aliquote dei tributi propri regionali; l’ulteriore razionalizzazione degli interventi regionali di settore; viene preservata la parte di bilancio che riguarda la tutela della coesione e della qualità sociale, con la salvaguardia delle fasce deboli della popolazione; c’è una ulteriore razionalizzazione delle spese di funzionamento dell’ente, pur tenendo conto quest’anno dell’impatto della riforma delle province; prosegue il percorso di miglioramento dell’efficienza dei processi di accertamento e riscossione delle entrate, con particolare riferimento alla tassa automobilistica; si confermano il cofinanziamento della nuova programmazione comunitaria, il ricorso al mercato per specifici investimenti settoriali e l’equilibrio in sanità.

Nella manovra c’è la CONFERMA DI AGEVOLAZIONI E ESENZIONI con la soppressione dell’imposta regionale sulla benzina di 2,5 centesimi il litro per finanziare la ricostruzione del sisma di Marsciano; mantenuta la riduzione del 50 per cento dell’Irap per le cooperative sociali di tipo A e l’esenzione totale per quelle di tipo B; riduzione del 10 per cento della tassa auto per i vicoli storici.

I 10milioni di INVESTIMENTI, con ricorso al mercato, serviranno per 2,1milioni all’acquisto e manutenzione dei beni immobili, in particolare per quelli per il diritto alla studio di Perugia, 3 milioni per le infrastrutture per la mobilità e trasporto; 2,2 milioni per la forestazione e l’economia montana; 500mila euro per l’impiantistica sportiva, 500mila per il sistema museale; 1,7 milioni per il cofinanziamento del programma di investimenti. Centrale, nelle SCELTE DI BILANCIO, il cofinanziamento della programmazione comunitaria, visto che le risorse per l’intera programmazione 2014/2020 sono di 1,471 miliardi di euro di cui 239 milioni a carico della Regione. L’impatto del bilancio regionale determinato dalla riforma delle Province che ha un costo totale solo per il personale di 8,9 milioni di euro, di cui 7,4 a carico del bilancio della Regione, a cui vanno sommate le spese di natura indiretta per circa un milione e mezzo di euro. Senza considerare il personale arrivato dalle Province, la spesa per il personale della Regione è di 58,2 milioni di euro nel 2016, in costante diminuzione negli ultimi anni.

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