Referendum costituzionale, Flamini/Prc: “Il nostro impegno per il NO”

La Costituzione nata dalla Resistenza è stata di fatto riscritta da Renzi, Boschi, Verdini, Squinzi

Flamini: "È ufficiale, l'inceneritore in Umbria si farà. Grazie Renzi e Marini"

Referendum costituzionale, Flamini/Prc: “Il nostro impegno per il NO”

Rifondazione comunista sta lavorando con i comitati unitari territoriali sui referendum per il NO alla manomissione della Costituzione. Ci sentiamo in prima linea nella battaglia referendaria: siamo infatti di fronte a profonde e gravi modifiche dell’assetto politico/istituzionale.

La Costituzione nata dalla Resistenza è stata di fatto riscritta da Renzi, Boschi, Verdini, Squinzi e da una maggioranza variabile tutta tesa a contrattare col PD qualche scranno nel futuro parlamento. Renzi e il PD, a partire dal Jobs Act e dall’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, dimostrano ancora una volta di essere nelle mani dell’Europa e dei poteri finanziari, i veri mandanti della transizione dalla democrazia costituzionale all’assolutismo liberista.

La sfida sul referendum ”confermativo” della riforma costituzionale della Boschi sarà di portata epocale. Renzi, oramai in campagna elettorale permanente, ha già iniziato ad imporre una sorta di plebiscito su se stesso, per avere il mandato di completare l’opera assolutista ed autoritaria. Ed ecco che subito i proconsoli umbri del PD si sono mobilitati, scimmiottando il capo. Peggio. E’ notizia recente che la Presidente Marini ha incassato proprio dalla Boschi un ruolo nazionale ed europeo per difendere la Riforma sul Senato.

Ecco che così, dopo Renzi, anche la Presidente Marini invece di pianificare, programmare e legiferare in Umbria, dove tra rifiuti, sanità, disoccupazione e comuni che non riescono a chiudere i bilanci i problemi non mancano,  sarà sostanzialmente impegnata a difendere le scelte nazionali del PD. La verità è che i veri conservatori sono quelli del governo: il Senato non verrà affatto abolito, ma saranno i consiglieri regionali ad eleggere se stessi. Sarà insomma la casta ad eleggere la casta. Non solo.

I costi non diminuiranno affatto e il popolo non potrà più eleggere i senatori. Un film già visto con la cosiddetta abolizione delle Province con tutti i disastri che sta causando a cittadini e lavoratori. Vanno fermati, vanno sconfitti nel paese e anche in Umbria per aprire la strada ad un’alternativa popolare e di sinistra. La posta in gioco è davvero alta e per questo possiamo e dobbiamo recuperare lo “spirito costituente”. La vera ed unica innovazione è applicare la Costituzione.

Referendum costituzionale

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*