Realtà Popolare: “Le condoglianze della città bastano?”

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Realtà Popolare: “Le condoglianze della città bastano?”
da Giampiero Tamburi (Coordinatore Provinciale, Realtà Popolare – Comitato Provinciale) Un atto dovuto al rispetto ed al dolore di chi ha perso un congiunto nelle disgraziate circostanze che hanno portato alla morte di Loredano Maranini.
Si legge in quasi tutti i quotidiani: “le istituzioni tutte devono assumersi le proprie responsabilità e proseguire la via intrapresa nel contrasto delle azioni criminali così da recuperare ogni area della nostra città”.
Non stentiamo a crederci che le responsabilità sono molte e ben precise!
Bellissime parole; bellissime intenzioni ma restano tali fintanto che non ci viene spiegato QUALI sono queste strade intraprese dalle istituzioni e specialmente dal Comune. Il Sindaco Andrea Romizi, quando vennero attribuite le deleghe alla nuova Giunta, si è riservata quella della sicurezza quindi, spetta a lui indicare, di fatto, quali sono le strade intraprese dichiarate nell’articolo a margine. Se sono quelle che a noi risultano e cioè le cene, i filmini proiettati in piazza, i vari mercatini rionali, le feste nei parchi e cose simili, non servono certo a “recuperare ogni area della città” come asserito.

Ben altri strumenti ed impegni, da parte di chi ne ha in dovere sociale, civico e politico, ci vogliono per evitare questi brutali atteggiamenti della criminalità. Non basta operare nella sola zona storica di Perugia, per dare solo una parvenza di impegno, coinvolgendo solamente quelle Associazioni che operano in determinati spazi della città.

Occorre avere il coraggio di intraprendere direzioni, ed avere la volontà di mantenerle, che portino ad attivare strumenti adeguati che coinvolgano , nella sua totalità, tutti i cittadini, rendendoli parte attiva per una condivisione delle scelte da adottare per rendere più vivibile e meno problematica la nostra città cercando di prevenire, impedendo che si ripetano quelle circostanze che tolgono la vita a persone che hanno solo il torto di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato.

Realtà Popolare da tempo ha indicato quali strumenti sarebbero necessari a raggiungere quella sicurezza reale, concreta e duratura che aspetta ad ogni cittadino come diritto, e nello stesso tempo, come dovere pubblico nel rispetto degli obblighi verso i nostri simili.

Quella sicurezza che si può realizzare solamente come momento “partecipato”, applicando gli strumenti giusti e nei modi giusti.

Una sicurezza che non sia frutto di quelle iniziative di sola immagine le quali servono a tutto meno che allo scopo di migliorare una reale situazione di degrado urbano, morale, civile e sociale dalla quale, purtroppo, ancora non ne siamo venuti fuori.

Per tutto ciò, noi di REALTÀ POPOLARE pensiamo che, per l’ampiezza e per la complessità che il tema comporta, deve essere affrontato sotto l’aspetto di una massima partecipazione di tutti gli attori sociali, che nasca da un comune senso di appartenenza, da un processo di scambio e di vicinanza, mirata, con uno strumento efficace quale la costituzione di una “CONSULTA COMUNALE” che raccolga tutte le rappresentanze dei cittadini attraverso le associazioni ed i comitati che la città può offrire.

Non trascurando la necessità di organizzare in modo adeguato la POLIZIA URBANA per favorire la loro presenza attraverso posti fissi nelle zone più a rischio dei vari quartieri.

Riorganizzare la Polizia Municipale su questa logica significa utilizzare questa figura basandola su un’azione di anticipo di una presenza costante nel territorio affidatogli, un perfetto e concreto ruolo di mediazione tra le necessità che al momento sono necessarie, tra il cittadino e le forze dell’ordine.

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