Politiche di genere, Casciari (Pd): superare gli ostacoli per reale parità

L'obiettivo principale è “superare gli ostacoli che impediscono una reale parità riconoscendo alle donne un ruolo fondante"

Carla Casciari PD suPolitiche di genere

“Il disegno di legge che abbiamo votato in Aula martedì scorso rappresenta per la Regione Umbria un punto di arrivo importante, frutto di un lungo percorso di partecipazione e di consultazione, che sancisce nero su bianco alcuni principi e diritti irrinunciabili per le donne di questa regione. L’obiettivo principale è superare gli ostacoli che impediscono una reale parità così come prevede l’articolo 7 del nostro Statuto, riconoscendo alle donne un ruolo fondante nel lavoro, nella famiglia e nella vita culturale”. Così la consigliera Carla Casciari (Partito democratico) dopo l’approvazione del disegno di legge della Giunta regionale ‘Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra uomini e donne’. Casciari evidenzia che “gli indirizzi comunitari in tema di politiche di genere sostengono che non vengano tutelati solo i diritti delle donne, ma che queste azioni rappresentano un investimento per la sostenibilità dei sistemi di sviluppo e della qualità della vita. La parità di genere è vista quindi come uno dei presupposti per una crescita sostenibile, competitiva e per la coesione sociale. Ciò che apprezzo maggiormente di questo disegno di legge è lo sforzo che si è voluto porre nel mettere a sistema, e ricondurre quindi ad una trasversalità nella programmazione, gli interventi al fine di promuovere la prospettiva del mainstreaming di genere come principio in ogni politica”.

 

Secondo Casciari, “per una donna, oggi, alla vigilia del 2020, è ancora difficile scegliere tra la carriera e la famiglia se non si ha una solida rete familiare. Un lavoro pubblicato qualche anno fa ‘Lavoro di cura e crescita in Umbria’ aveva stimato che in Umbria il valore del lavoro di cura ammontava a poco più di 8 miliardi di euro, pari al 37 per cento del prodotto interno lordo umbro dell’anno 2007. Questo ‘PIL invisibile’ è quotidianamente prodotto quasi totalmente dalle donne e richiede necessariamente politiche sociali, politiche di genere, politiche del lavoro e politiche di conciliazione che rimuovano gli ostacoli per una reale parità di genere. In tal senso, in Umbria è stato fatto molto dall’Amministrazione regionale e comunali nell’ambito dei servizi per la prima infanzia, rendendoli più flessibili e accessibili, banche del tempo e servizi sperimentali come i family helper. Innovazione, inclusione e sostegno all’integrazione dei costi sostenuti dalle famiglie sono le parole d’ordine per una governance del sistema dei servizi per la famiglia che vogliano essere davvero adeguati ed al passo con i tempi”.

“Aver dedicato alle politiche di conciliazione un intero capo del disegno di legge – commenta Casciari – è sicuramente un segnale importante per armonizzare, e quindi integrare, il welfare dedicato alle donne. Non possiamo guardare solo a quello che si è fatto, ma lavorare in prospettiva e quindi puntare alla piena realizzazione anche in Umbria di un secondo welfare (come è stato definito nell’ultima stesura del Piano Sociale regionale) che è integrativo, aggiuntivo, innovativo e non sostitutivo rispetto agli interventi proposti esistenti, e si realizza con programmi di protezione forniti da un insieme di attori economici e sociali anche non pubblici”.

 

Per Casciari, “le politiche di welfare aziendale e le buone prassi delle imprese, inoltre, devono essere orientate non solo alla concessione di benefits economici , ma sempre di più verso servizi forniti dall’azienda al fine di migliorare la vita privata e lavorativa dei dipendenti. Su questi temi e sulla valorizzazione del welfare aziendale ho depositato un emendamento – ricorda l’esponente della maggioranza -, poi approvato dall’Aula, volto alla costituzione di un Osservatorio regionale, aperto alla cittadinanza e alle realtà associative, che promuova politiche di welfare e di conciliazione, con il compito di raccogliere, di analizzare ed infine di diffondere le buone prassi. L’emendamento si compone di due integrazioni all’articolo 27 ed istituisce in Umbria una Giornata regionale sulle politiche di welfare aziendale”.

 

“Infine – continua Casciari -, in occasione della Giornale Internazionale contro la violenza sulle donne, è bene rimarcare il valore di una legge che contribuisce a far maturare una cultura del rispetto della differenza, quale l’unico antidoto contro la violenza di genere. La scuola, il mondo della comunicazione, della pubblicità e in generale ciascuno di noi, devono adottare una nuova narrazione della figura femminile, e per farlo sarà fondamentale riconfermare il ruolo del Centro Pari Opportunità, istituito in Umbria con una legge all’avanguardia, quale luogo di formazione e coordinamento. Sarà altrettanto fondamentale continuare a finanziare i Centri antiviolenza e punti di ascolto rivolti alle donne, consolidando una rete di prevenzione e protezione che coinvolge il CPO, i Comuni, le aziende ospedaliere, le aziende unità sanitarie locali, le forze dell’ordine, ma anche la magistratura, la scuola e il mondo associativo, e dove auspico – conclude – di vedere attuati gli interventi previsti dall’articolo 38 per il sostegno ai punti di ascolto per i troppi, e a volte insospettabili, uomini autori di maltrattamenti”.


 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*