Politica, M5s, 129 interrogazioni, 37 mozioni, 20 ordini del giorno

100 per cento di presenza in aula e nelle commissioni

Liberati M5s Umbria, sisma 2016, chi guadagna sulla pelle dei terremotati?

Politica, M5s, 129 interrogazioni, 37 mozioni, 20 ordini del giorno. 129 interrogazioni a 37 mozioni, 20 ordini del giorno, 3 risoluzioni, 7 proposte di legge, 76 richieste di accesso agli atti. Presenze ai lavori di Commissione sono state del 100 percento, così come quelle ai lavori d’Aula. 18 gli esposti presentati alla Magistratura. Sono questi i numeri del primo anno di attività del gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle, presentati questa mattina a Palazzo Cesaroni dai consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari.

I due esponenti dell’opposizione hanno fatto il punto sull’attività svolta nell’Assemblea legislativa dell’Umbria ad un anno dall’inizio della X legislatura, evidenziando le criticità con cui si sono confrontati e parlando di “un Esecutivo sempre più debole. Debole come il gruppo consiliare di maggioranza, il Pd, che fu l’ultimo a costituirsi a causa di spaccature profondo che hanno portato ad una Giunta zoppa, ad una sanità lottizzata e dalla qualità in forte calo”.

“In quest’anno – hanno evidenziato Liberati e Carbonari – abbiamo cercato di raccontare un’altra verità rispetto alla propaganda ufficiale. Dopo questi primi mesi di rodaggio il nostro lavoro si intensificherà, molti sono gli ambiti sui cui incidere visto che la situazione è preoccupante e da parte della maggioranza non traspare alcuna intenzione di cambiare.

Le mozioni che arrivano in Aula (che, pure se approvate, poi non hanno seguito) riguardano spesso questioni assurde ed estranee ai veri problemi degli umbri, come i Santi nello Statuto. Rileviamo disinteresse e disimpegno da parte di molti colleghi mentre per mera questione di apparenza sono stati allungati i tempi di apertura del Palazzo fino alle 22, anche se dopo le 19 nel palazzo non c’è più nessuno”.

Andrea Liberati ha stilato una lista degli argomenti principali di cui il gruppo consiliare si è occupato: “cementificazione del territorio, bassi canoni per acque minerali ed idroelettrico, ceneri di carbone di Fabro (che hanno portato anche a parlare della questione Valnestore, dopo 31 anni di silenzio), sedute d’Aula spostate o tagliate in ‘orario aperitivo’, lavori dell’Assemblea a cui i consiglieri partecipano in modo discontinuo, missioni all’estero (mentre i problemi sono qui), questione dei trasporti (la Giunta ha buttato 40 milioni di euro all’anno per 6 anni attraverso un accordo con Trenitalia), infrastrutture ferroviarie limitate e scadenti, mancanza di una stazione ferroviaria a servizio dell’aeroporto, tavolo con le associazioni ambientaliste mai istituito (previsto dalla Commissione rifiuti), caporalato anche all’interno dell’Assemblea legislativa, dove ci sono gruppi che non riconoscono un adeguato compenso agli assistenti, cooperative umbre coinvolte in indagini giudiziarie, delibere di Giunta relative a Lega Coop votate anche dalla presidente Marini (in evidente conflitto di interessi), mercificazione dei beni comuni (come nel caso Rocchetta), Isola Polvese ceduta a soggetti privati per poche migliaia di euro, mercurio nei fiumi Paglia e Tevere (problema noto da almeno 10 anni e non affrontato), Piano di sviluppo rurale e della corretta gestione dei bandi, necessità di ruotare i dirigenti regionali, risorse non stanziate dalla Regione per il reddito di cittadinanza, problematiche legate alla presenza di amianto nei luoghi di lavoro, esiti dei controlli della Guardia di finanza ai bilanci dei gruppi (i cui risultati dovranno essere resi pubblici), atti assurdi e insignificanti presentati dai consiglieri”.

Liberati ha infine ricordato che “quasi 10 atti ispettivi che riguardano le coop e il binomio politica\affari sono stati dichiarati inammissibili. Non riusciamo a far discutere una mozione su Coop Centro Italia”. Maria Grazia Carbonari ha spiegato di aver incentrato il proprio impegno “sul bilancio della Regione e sull’impatto delle società partecipate sulle casse regionali. Dopo un anno di lavoro posso dire che l’amministrazione delle risorse di questa Regione è scandalosa. Ho trovate reazioni forti e ostili alle nostre richieste di spiegazioni su come vengono utilizzati i fondi pubblici. Occupandoci dei Consorzi, Umbra Flor, Umbria Mobilità e Fondo Monteluce sono emerse cose molto gravi. Gli amministratori di molte società partecipate sono stati scelti senza alcun requisito di competenza ed hanno creato debiti importanti da ripianare con soldi pubblici. Bisogna smettere di incaricare ex politici e amministratori, privi di competenze, a gestire soldi e società pubbliche”.

Carbonari ha poi auspicato che la Regione Umbria applichi le indicazioni dell’Autorità nazionale anti corruzione in merito alla rotazione dei dirigenti ed ha anticipato che nei prossimi mesi si occuperà “di alcune strutture sanitarie convenzionate della nostra regione che non rispetterebbero gli standard previsti. Dopo aver acquisito le convenzioni farò quindi delle verifiche a sorpresa nelle strutture che si occupano di minori e disabili”.

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