Polemica Logge di Braccio Perugia, scomodati Francesco e Pontefice

E SE DALLE LOGGE DI BRACCIO INIZIASSE A SPIRARE IL VENTO CHE ISPIRA PAPA FRANCESCO

Polemica Logge di Braccio Perugia, scomodati Francesco e Pontefice

Polemica Logge di Braccio Perugia, scomodati Francesco e Pontefice da Vanni Capoccia – Il Cardinale Arcivescovo di Perugia, alla stessa maniera dei francescani che sono i custodi dei loro conventi e non i proprietari, dovrebbe sentirsi il custode delle Logge di Braccio. Sia perché le proprietà della chiesa sono per natura della comunità dei fedeli e quindi un bene pubblico sia perché nell’area delle Logge si sono contemporaneamente sviluppate la comunità cristiana ed il libero Comune di Perugia. Un fatto che era mirabilmente sintetizzato dalla Pietra della Giustizia quando se ne stava in alto affissa al campanile della Cattedrale.

 È per questo che la parte di Logge dove si trova la Pietra della Giustizia (ora purtroppo in copia) e quanto rimasto del campanile con le unità di misura comunali sarebbe dovuta rimanere libera e non occupata da attività commerciali private, perché quei pochi metri quadri custodiscono l’anima della città.

 Credo che questo sarebbe accaduto se dentro le stanze dell’Arcivescovato fosse arrivato il vento nuovo che soffia grazie al papato di Francesco. Sull’accettazione a Perugia del nuovo che spira da Roma c’erano tante speranze, considerato anche che è stato Papa Francesco a nominare Cardinale l’Arcivescovo di Perugia. Ma la genesi e lo sviluppo che ha avuto la vicenda commerciale delle Logge di Braccio dimostra che tra le sue colonne quel sentimento francescano fino ad oggi non ha trovato ospitalità.

 Ora pare che ci sarà un ripensamento, che stiano rivedendo il progetto. C’è da augurarsi che così sia, che preveda che quella parte delle Logge rimanga libera e non messa all’incasso. Perugia, i nostri giovani, le generazioni che verranno hanno bisogno dell’aria francescana arrivata in Italia dalla “fine del Mondo” al seguito di Papa Bergoglio. Sarebbe un bellissimo segnale se dal luogo dove per secoli si è ritrovata e riconosciuta la comunità perugina si avvertisse che è arrivato il vento che chiede di stare dalla parte di chi non ha potere né voce, e da lì spirasse per tutta città. Certo non porterebbe denari nelle tasche di nessuno, ma sarebbe un segnale di serenità rivolto a tutti.

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