Il pilota perugino disabile Gianluca Tassi alla vigilia della Dakar 2017

Sarà il primo pilota italiano disabile a partecipare alla competizione in programma dal 2 al 14 gennaio tra Paraguay, Bolivia ed Argentina

Il Ford Raptor con il numero 362

Il pilota perugino disabile Gianluca Tassi alla vigilia della Dakar 2017 ASUNCION (PARAGUAY) – Sta per cominciare la nuova avventura di Gianluca Tassi, il primo pilota italiano disabile che si accinge ad affrontare la Dakar, il raid off-road più estremo e più difficile al mondo in programma dal 2 al 14 gennaio 2017 in Paraguay, Bolivia ed Argentina. Il 55enne perugino, che nella sua carriera ha raccolto numerosi titoli nazionali ed internazionali fino al 2003 (anno in cui un incidente lo ha costretto alla sedia a rotelle), sarà affiancato in questa esperienza dal navigatore toscano Massimiliano Catarsi e dal perugino Alessandro Brufola Casotto. Prenderanno parte alla competizione con il numero 362 e con la squadra del RTeam.

Gianluca è arrivato a Buenos Aires con il suo equipaggio lo scorso 28 dicembre. Dalla capitale argentina, i piloti hanno poi raggiunto Asuncion in Paraguay dove sono state fatte le verifiche tecniche al Ford Raptor, il mezzo che sarà usato per la gara. Oggi (primo gennaio) si terrà la parata ufficiale dei concorrenti mentre domani (2 gennaio) è prevista la partenza, sempre da Asuncion.

“Noi siamo pronti – afferma Gianluca alla vigilia della gara – ed il team è carico. Siamo pronti per compiere questa impresa. Sono stato accolto con molto calore. Ho ricevuto un grandissimo applauso quando sono salito sul palco per la presentazione dei team e questo mi ha fatto un enorme piacere ripagandomi degli sforzi che ho dovuto compiere per arrivare fin qui”.

“Durante questo periodo pre-gara – sottolinea Tassi abbiamo avuto un grosso aiuto anche da parte delle persone disabili che iniziano a capire l’importanza di questa avventura. Ci sta scrivendo tanta gente e questo ci fa piacere. Voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno dato una mano sul progetto a partire dagli amici di infanzia. Questa mia impresa sta avendo una grande risonanza a livello nazionale ed internazionale”.

In merito alla competizione Gianluca dichiara: “Sarà dura. Qui siamo già a 45 gradi e durante le tappe dovremo arrivare in Bolivia dove la temperatura è sotto lo zero. Questa d’altronde è la gara più difficile del mondo e lo sapevamo. Siamo pronti e speriamo che il nostro sogno si avveri anche perché la volontà non ha limiti”.

 

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