Perugia, no al vandalismo, sì alla street art, strumento di rigenerazione urbana

I consiglieri Pd Sarah Bistocchi e Tommaso Bori hanno presentato un odg per chiedere alla giunta di riconoscere la Street Art come forma di rigenerazione urbana

Perugia, no al vandalismo, sì alla street art, strumento di rigenerazione urbana

Perugia, no al vandalismo, sì alla street art, strumento di rigenerazione urbana. I consiglieri Pd Sarah Bistocchi e Tommaso Bori hanno presentato un odg per chiedere alla giunta di riconoscere la Street Art come forma di rigenerazione urbana, sia per l’abbellimento di alcuni edifici, sia per risolvere il problema delle buche stradali e della segnaletica orizzontale. Ciò consentirebbe tra l’altro di rendere più innovativa e contemporanea la città sull’esempio di quanto avviene altrove (Madrid, Roma, l’India, la Francia). Nel contempo gli istanti chiedono di dare attuazione alla delibera consiliare 104 del 2010 con cui si chiedeva di individuare zone della città da riqualificare tramite writing.

Di seguito l’odg:

“VISTO CHE:
Con Delibera del Consiglio Comunale n. 104 del 31 maggio del 2010 avente ad oggetto “mozione su: writing, murales e graffitismo. Distinguere la creatività dal vandalismo” è stato approvata la mozione presentata dai Consiglieri Comunali del Partito Democratico Tommaso Bori, Giuseppe Roma e Leonardo Miccioni, proposta di cui si riporta di seguito il dispositivo approvato:
“Per evitare ulteriori imbrattamenti ai danni del pubblico e del privato, causa di numerosi e dispendiosi interventi di ripristino e recupero del decoro urbano, siano individuati all’interno delle tessuto urbano delle varie zone della città delle aree da riqualificare e caratterizzare dedicandole al writing, ai murales e al graffitismo libero;

Visto che nel corso degli anni molti artisti hanno maturato nuove tendenze creative per cui, pur mantenendo radici nel writing, (sconfinando nella tipografia, nel design, nell’abbigliamento, influenzando la moda, le tecniche pubblicitarie e contaminando la street-style con ideali più razionali e vicini alla grafica) l’amministrazione comunale si ponga l’obiettivo di agganciare questa corrente artistica, sociale e culturale diventare punto di attrazione e meta di riferimento di questo movimento. In particolare tramite l’organizzazione di eventi e manifestazioni di richiamo a livello locale e nazionale e con la promozione di contest specifici e concorsi dedicati, anche nell’ambito degli specifici accordi presenti tra Anci e Governo;

Si porti avanti una rigida politica di prevenzione e repressione del vandalismo grafico che deturpa monumenti, superfici di immobili pubblici, strutture private e l’arredo urbano in generale. Siano messe in atto tutte le azioni di contrasto necessarie ad intervenire e limitare il fenomeno di degrado del decoro urbano, soprattutto tramite severi e costanti controlli delle zone più colpite, anche mediante ordinanze sindacali o disposizioni regolamentari; Di costituire una specifica commissione mista composta da Consiglieri comunali di Maggioranza e di Opposizione, nonché da funzionari dell’amministrazione, competenti per materia, che individui luoghi, mobilità e criteri per regolamentare tali iniziative.”

PREMESSO CHE:
La “street art” è il nome dato alle forme di arte che si manifestino in luoghi pubblici, spesso illegalmente, nelle tecniche più disparate: bombolette spray, adesivi artistici, arte normografica, proiezioni video, sculture ecc. Il fenomeno socio-culturale del graffitismo urbano ha ormai guadagnato una rilevanza unica sul panorama della creatività contemporanea. Una svolta si ebbe a Parigi negli anni ’90, con artisti quali Stak, Andrè, Honet e altri. I graffiti influenzano la grafica pubblicitaria, le campagne di marketing, il gusto di migliaia di persone. Intorno al 2000, tra Francia, Inghilterra, Spagna, Finlandia e Italia, numerosi creativi (artisti, fotografi, poeti, graffitari) abbandonano l’etnocentricità del movimento del graffitismo e, proponendo lavori su manifesti, normografi o vernice traducono la loro esigenza d’espressione in una tensione costante verso la comunicazione di massa e la partecipazione del pubblico al senso dei propri interventi. Banksy ad oggi è un’artista dalla fama internazionale, che ha estrapolato e diffuso più di chiunque il concetto di arte stradale: decorazioni a spray immediatamente traducibili e trasversali rispetto alla società che comunicano tematiche sociali, politiche e culturali. Negli ultimi anni l’arte di strada si sta evolvendo molto e accanto alla ormai forma dipinta, si stanno proponendo forme diverse di arte di strada;

La street art, quindi, da cultura underground e informale negli anni ’80 si sta trasformando in un vettore di rigenerazione urbana negli attuali programmi istituzionali di recupero delle periferie. Nata come anti-capitalista e ribelle, considerata da alcuni un fastidio, da altri uno strumento per comunicare opinioni di dissenso, per innescare interrogativi, oggi sembra però perdere il suo carattere informale e rivoluzionario – underground – per entrare in programmi istituzionali di rigenerazione urbana, promossa da amministrazioni, ma anche da istituzioni culturali, all’insegna dell’innovazione. Da strumento narrativo di una contro cultura in fermento ed espressione di un conflitto, generazionale e sociale, sta ormai diventando uno strumento di abbellimento e decoro, di riqualificazione, finalizzato alla mitigazione delle lacerazioni e incontrando spesso retoriche legate alla bellezza e al beneficio sociale.

La progressiva attenzione alle realtà urbane e la maggior volontà delle municipalità di scommettere sul territorio, il crescente interesse alla riqualificazione delle periferie ed aree urbane in condizioni marginali comportano una necessità di rispondere alle problematiche legate a situazioni di emergenza abitativa, sociale ed economica, carenza di spazi di aggregazione e qualità dei servizi. In tale ottica si colloca la street art. È anche grazie ad essa che le periferie iniziano a rivivere, a inviare messaggi e raccontare le loro storie; per via della sua forte impronta artistica e comunicativa, ha iniziato ad essere introdotta all’interno di programmi di rigenerazione urbana da parte di molte amministrazioni locali. Si tratta, quindi, di un vero e proprio storytelling urbano (Renzo Piano parla anche di “città del futuro” per le quali è, quindi, necessario immaginare e realizzare, subito, “un rammendo” coerente e intelligente). Gli street artist, che, fino a qualche anno fa, erano considerati veri e propri vandali che agivano illegalmente e abusivamente, oggi, sono molto ricercati e apprezzati dalle stesse e dalle associazioni culturali più lungimiranti, nell’intento di riqualificare alcune zone delle città e di restituire ad esse un futuro (vedi foto di seguito);

L’Art Tribune ha definito Roma “la capitale europea della street art, per qualità e quantità di opere, per la loro concentrazione omogenea tra centro e periferie, per il lavoro straordinario svolto in sinergia da associazioni culturali e amministrazioni, a favore di una produzione legale, pianificata e ben intrecciata con il tessuto cittadino”. Una delle esperienze più innovative è quella di San Basilio, borgata contraddistinta da un forte disagio abitativo. La convergenza di obiettivi, tra Istituzioni e associazioni culturali, infatti, ha visto il coinvolgimento – attraverso progetti educativi, didattici, culturali – delle scuole e della cittadinanza. Tra il 2014 e il 2015 sono state realizzate – a cura di artisti internazionali come lo spagnolo Liqen, gli italiani Iacurci e Hitnes – oltre dieci opere sulle facciate delle palazzine dell’Ater (l’istituto di case popolari). Altri “affreschi urbani” sono stati realizzati nelle periferie di Tor Marancia e a Rebibbia, coinvolgendo i cittadini e trasformandone artisticamente le denunce sociali raccolte. Esperienze e buone pratiche importanti e simili di street art si sono avute anche in altre città italiani, come Milano, Torino e Messina;

EVIDENZIATO CHE:
L’artista francese Patrick Commecy dipinge murales dagli anni Settanta insieme al suo team di muralisti, la “City of Creation”, trasformando pittoricamente le facciate noiose e monotone degli edifici in scene vivaci e piene di vita. Egli dipinge balconi, finestre, piastrelle talmente simili a quelle reali da sembrare vere, incorporando spesso figure di personaggi famosi ed influenti della storia della città nella quale il murales è realizzato. Questi murales sono incredibili e così tanto reali da creare confusione al primo impatto e da rendere difficile distinguere tra un vero albero e un albero dipinto. (vedi le foto “prima” e “dopo” sulle facciate di edifici in Francia);

SOTTOLINEATO CHE:
In molte città del mondo, soprattutto in Italia, l’amministrazione pubblica, sia a livello di governo centrale sia a livello di enti locali, spesso non è in grado di risolvere il problema delle buche stradali, e ciò accade soprattutto in questo momento economico e storico di crisi. Per esempio, sempre nel senso della rigenerazione urbana è da evidenziare la tecnica Kintsugi, adottata da uno street artista francese, Ememem, che ha scelto di “curare” con l’arte le ferite del territorio. E così i buchi nei marciapiede o le scale sbrecciate vengono valorizzate da piccole mattonelle colorate che trasformano totalmente il paesaggio. E’ di questi giorni la notizia in base alla quale l’artista, che opera principalmente a Lione, ma che ha sue installazioni a Torino, ha voluto dare un segno del suo passaggio anche a Genova realizzando una piccola opera d’arte. In un punto in cui le radici di un albero hanno iniziato a rompere l’asfalto, ha riempito le crepe con piastrelle multicolori. Le sue opere si possono trovare a Lione, sua città di origine, a Torino, Genova, Firenze e persino nella campagna francese. Ogni pezzo di Ememem è diverso dall’altro e unico, con lo scopo di riqualificare e rivitalizzare le strade delle città con l’arte (Vedi foto di seguito);

Altra città esempio di street art come rigenerazione urbana è Madrid grazie anche alle strisce pedonali arcobaleno dipinte dall’artista bulgaro Christo Guelov. Le strisce pedonali di solito sono piuttosto noiose e a volte quasi invisibili a causa dell’usura del tempo. Si tratta anche in questo caso di un problema molto sentito dai cittadini, specie quelli residenti nelle priferie urbane. E’ possibile renderle non soltanto più visibili e sicure, ma anche più divertenti grazie ai colori. Molti attraversamenti pedonali di Madrid sono ormai vere opere di street art. Ma non si tratta solo di una questione estetica e di abbellimento degli spazi urbani. Infatti con il suo progetto l’artista spera di incrementare una maggiore consapevolezza sulla sicurezza stradale sia tra i pedoni che tra gli automobilisti. Spesso le amministrazioni cittadine non hanno le risorse necessarie per la loro manutenzione, necessaria anche alla sicurezza dei cittadini, quindi questa forma d’arte diventa uno strumento di educazione stradale e di prevenzione, oltre che di rigenerazione, innovazione artistica e arricchimento estetico di una città (vedi foto di seguito);
Ma Madrid non è l’unico esempio, perché in giro per tutto il mondo le strisce pedonali sono protagoniste dell’estro creativo degli street artist, che lasciandone intatto il senso civico ne hanno però reinventato e ridisegnato, letteralmente, il valore figurativo, trasformandole in veri e propri attacchi d’arte (vedi foto di seguito);

L’India, che ha il primato mondiale per numero di incidenti mortali sulle proprie strade, per far fronte a tale problematica sta utilizzando la Street Art in 3D per una maggiore sicurezza stradale, rimuovendo i dossi e dando l’illusione che ci siano dissuasori per l’alta velocità. L’idea, che era già stata sperimentata negli Usa, nell’Oklahoma e a Chicago, e in Cina una decina di anni fa, ha ottenuto buoni risultati in termini di prevenzione;

CONSIDERATO CHE:
A Perugia la Street Art è una forma d’arte molto diffusa e sono tantissimi i giovani e bravi artisti, spesso sottovalutati, che sarebbero in grado di abbellire e rigenerare la nostra città grazia alle loro capacità artistiche. Ad oggi coloro che vogliono creare dei murales hanno a disposizione soltanto alcuni muri nei pressi della stazione, muri su cui vengono realizzati delle vere opere d’arte. Ma lo spazio a disposizione non è sufficiente e spesso sono costretti a ridipingere sopra murales già esistenti. Inoltre Perugia, nonostante i tanti proclami e le tante promesse elettorali fatte e non mantenute dall’attuale amministrazione, ha ancora il problema delle strade piene di buche (non solo in zone centrali ma anche in quelle periferiche) e di segnaletica stradale orizzontale spesso quasi cancellata e che necessita di manutenzione;

SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:
A prendere in considerazione la Street Art come forma di rigenerazione urbana, sia per l’abbellimento di alcuni edifici, sia per risolvere il problema delle buche stradali e della segnaletica orizzontale, riuscendo in tal modo a risolvere il problema pratico del degrado urbano specie delle periferie, ma anche a dare alla città una caratteristica in più, rendendola innovativa e contemporanea, attraverso la forma d’arte che più ad oggi sta influenzando le maggiori capitali europee; Ad attuare la Delibera del Consiglio Comunale n. 104 del 31 maggio del 2010 avente ad oggetto “mozione su: writing, murales e graffitismo. Distinguere la creatività dal vandalismo”.

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