Perugia, incuria e degrado dei parchi, Tamburi, un flop

Un colossale “FLOP” dal quale molto difficilmente potranno venirne fuori

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Perugia, incuria e degrado dei parchi, Tamburi, un flop

da Giampiero Tamburi (Coordinatore Perugia: Social City)
PERUGIA – È difficile che passino più di 24 ore senza che si venga a conoscenza e che qualche cittadino denunci incuria e degrado dei nostri parchi pubblici. 
La cura del verde pubblico della città? Un colossale “FLOP” dal quale molto difficilmente potranno venirne fuori se seguitano a gestirla come fatto fino ad ora! Sembra quasi di assistere ad una danza virtuale di personaggi veri in una commedia messa in essere, dove tutto dà l’impressione che si muova mentre ogni cosa rimane ferma e statica, quando non torna indietro, svanendo poi con il passare del tempoDovrebbero essere più di uno gli Assessori della Giunta Romizi che, fatto un profondo esame di coscienza e riconoscendo la propria non inclinazione a gestire gli affari pubblici della città, restituire la propria delega al primo cittadino.

Sono troppo avvezzi alla diplomazia di palazzo che perdono di vista la strada della praticità da seguire per garantire, alla collettività, delle soluzioni reali dei problemi; primo fra tutti il verde pubblico, dove, al momento di chiedere il voto, insieme alla sicurezza ecc, si sono impegnati a risolvere. Sono come generali che formulano le loro strategie senza sapere minimamente quali forza hanno in campo.

Fino ad ora si sono vantati, pur avendo raggiunto scarsi risultati, della propria opera, mettendola a confronto con come le passate amministrazioni avevano lasciato la situazione; ma ciò non vuol dire che siano stati bravi nel loro compito. Per dimostrare l’enorme lavoro che avrebbero dovuto compiere per sistemare le vari situazioni, hanno sempre messo in evidenza l’eccessiva quantità del verde che la nostra città possiede (fortunatamente); primo elemento giustificativo della difficoltà di normalizzare le cose. Ma è proprio per questa ragione che avrebbero dovuto affrontare il problema con un approccio diverso, da come è stato fatto, per avere la possibilità di un successo che garantisca una maggiore fruibilità dello stesso. Un approccio diverso sia dal punto di vista organizzativo che economico e strutturale.

Invece che aumentare sempre maggiormente la disponibilità economia a bilancio, immancabile e necessario provvedimento per ottenere veri risultati, hanno preferito percorrere la strada delle deleghe, dando la “patata bollente” in mano ai cittadini, nelle più svariate forme di approccio. Con la scusa del “coinvolgimento”, che in realtà non esiste ne mai è esistito perché nessuno può, di fatto, mettere bocca sulle decisioni che prendono, hanno spalmato su tutti una responsabilità che era ed è solamente la loro.

Con gli altisonanti progetti, come “Adotta il verde” o “Futuro del verde” e quanti altri, associazioni, varie Pro Loco, circoli, amministratori condominiali e addirittura immigrati rifugiati sono stati coinvolti per poter supplire alla non volontà di mettere in atto una efficiente politica di intervento per riportare ad uno stato, perlomeno decente, quella ricchezza che possedevamo in tempi lontani. Ma come prevedibile questa strategia gli si sta ritorcendo contro perché, mentre imperterriti continuano a camminare su questa direzione dimostrata palesemente impraticabile, molti assegnatari stanno rinunciando all’incarico o non si sono resi operativi, vista l’impossibilità di proseguire negli impegni presi in quanto, le somme elargite dal Comune, quando sono elargite, per quanto sono scarse non soddisfano neppure le più piccole esigenze.

Dovrebbe perciò essere cura di chi, in ambito politico/amministrativo, gestisce questo enorme e significativo problema per il benessere della Collettività, di essere più concreti e più pratici nei propri progetti di intervento, lasciando la direzione formale e burocratica che li “incornicia” a livello di visualizzazione politica pubblica, realizzando qualcosa di molto più concreto per il benessere della Comunità.

 

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