Perugia è stata Capitale della cultura, PD: “Qualcuno se n’è accorto?”

I cittadini non hanno capito cosa è stato fatto, perlomeno non l'hanno percepito

Capitale della Cultura, mancata trasparenza sul milione di euro

Perugia è stata Capitale della cultura, PD: “Qualcuno se n’è accorto?”

dai consiglieri PD Tommaso Bori, Diego Mencaroni, Sarah Bistocchi, Alessandra Vezzosi
“Mille eventi con il milione di euro” aveva annunciato alla stampa Mattia Palazzi, giovane Sindaco di Mantova. Una grande operazione di crescita culturale e promozione turistica grazie al titolo e ai finanziamenti di Capitale Italiana della Cultura per il 2016.
La ha detto e lo ha fatto, guadagnando per la sua città le prime pagine dei giornali nazionali: http://www.repubblica.it/viaggi/2016/03/24/news/mantova_capitale_cultura_sedici-136231967/
Le stesse prime pagine meritava Perugia. Anche noi siamo stati Capitale Italiana della Cultura, ma chi se n’è accorto?
“Un milione di occasioni perse” potrebbe essere il titolo della conferenza stampa della Giunta, visto come è andata. O meglio come non è andata.
Si potevano utilizzare questi fondi, notevoli in un settore sottofinanziato, per ripensare il mondo della cultura, dell’impresa creativa e dell’innovazione: investire e non consumare i finanziamenti. Creare nuovi posti di lavoro per i giovani, costruire sviluppo, gettare le basi per una nuova economia cittadina basata su cultura e turismo.
La strada c’era: non con delibere burocratiche e discrezionali, ma con un percorso partecipato e trasparente con un bando pubblico e un concorso aperto. Un Milione di idee da cittadini, associazioni culturali e imprese era la nostra proposta, che trovate qui: http://www.tommasobori.it/un-milione-di-idee-da-cittadini-associazioni-culturali-e-imprese-creative/
In questo anno abbiamo avuto occasione di dire la nostra sulla mancanza di un progetto organico e sulla gestione, decisamente poco partecipata, dei fondi a disposizione. Abbiamo, poi, aspettato di vedere la traduzione dell’attività di questa giunta per valutare soltanto a cose fatte. Bene, ci pare evidente che il risultato sia stato poca cosa: poca la trasparenza e poche le attività. Scarsa la visione.
I cittadini non hanno capito cosa è stato fatto, perlomeno non l’hanno percepito. Eppure Perugia il milione di euro lo ha ricevuto e nessuno, operatori culturali in primis, ha visto i cambiamenti sperati o dove il Comune abbia speso. È possibile, dunque, sapere quali sono i programmi della Giunta, come sono stati spesi questi fondi, a chi sono andati, per quali iniziative e per quali eventi così importanti per la nostra città?
Doveva esserci l’ambizione di lasciare il segno: guardare al futuro, fare innovazione e praticare il cambiamento. Credere nell’idea che la cultura costituisca l’asse di sviluppo più importante per la città, consentendo di riqualificare e rilanciare la città storica e offrendo tante opportunità alle giovani generazioni. Rafforzato e consolidato il patrimonio di beni ed esperienze che fa Perugia una città ricca di risorse, dai festival alle iniziative culturali, fino alle grandi manifestazioni.
Alla fine dei conti cosa ne è stato di questa preziosa occasione? Quali eventi hanno sostanziato un riconoscimento tanto importante? Quali spazi urbani sono stati rigenerati? Quale progetto organico ha portato la città verso una nuova centralità della cultura nelle politiche locali? Queste sono le domande che noi ci poniamo e che poniamo alla giunta. Sono le stesse domande che si fanno i cittadini e gli operatori culturali, o almeno quelli che hanno avuto la fortuna di accorgersi che Perugia è stata capitale italiana della cultura.
Sarebbe stato, invece, importante lavorare su una proposta e un calendario che facesse vivere la città di cultura e con la cultura, anche oltre le grandi manifestazioni che ormai camminano sulle loro gambe.
Immaginare una programmazione di iniziative ed eventi, mostre ed incontri, festival e progetti che potessero riempire e dare senso al progetto di Capitale italiana della Cultura, qualificando le attività culturali e perché no, incentivando il turismo, mettendo la nostra città sul palcoscenico sopra cui merita di stare.
Finalmente oggi, con il rendiconto approvato dalla Giunta, si tirano le somme: tutto questo a Perugia o non è accaduto o, peggio, nessuno se ne è accorto.

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