Perugia Calcio, ecco l’ultima conferenza di Bisoli

Bisoli: "Non ho comunicazioni ufficiali, ma ecco chi è il nuovo allenatore…"

Perugia Calcio, ecco l'ultima conferenza di Bisoli
Foto di Umbria Radio

Perugia Calcio, ecco l’ultima conferenza di Bisoli

Ultima conferenza stampa per il tecnico Pierpaolo Bisoli alla viglia di Vicenza – Perugia, sfida che chiuderà la stagione 2015-2016 per i biancorossi e, presumibilmente, anche l’avventura dell’allenatore con i grifoni. Ecco quanto emerso nel corso della conferenza e raccolto da Umbria Radio, radio ufficiale dei biancorossi. “Siamo in 15 con 3 portieri, più Di Nolfo della primavera. La formazione è: Rosati, Milos, Volta, Monaco, Alhassan, Taddei, Rizzo, Zebli, Zapata, Guberti ed Ardemagni. Mentre in panchina ho 3 cambi con Molina, Parigini e Drole. Andremo a Vicenza per onorare il campionato: anche loro non hanno grandi motivazioni come noi, vogliamo essere professionisti fino alla fine, per portare a casa un risultato. Siamo in emergenza, questa volta alla massima potenza. E’ tutta la stagione che ci convivo, ormai non ci faccio più caso.

Questa è l’ultima conferenza, mi dispiace, quando sono arrivato avevo in mente di realizzare un progetto, altrimenti non sarei venuto per una sola stagione. Ma il presidente ha la facoltà di scegliere. Poi ho auto attestati di stima importante, la gente mi vuole bene. Questo fa parte del calcio. Verrò rispettato più per l’uomo che per il professionista, ed è più bello così. Io sono a posto con la mia coscienza, vado via a malincuore. Spero che la società il prima possibile mi comunichi quello che sarà, per poter essere libero di scegliere anche del mio futuro. Fino ad ora il Perugia non mi ha ancora dato nessun segnale ufficiale da questo punto di vista. Poi comunque ho sentito già le voci di chi verrà qua (Bucchi ndr), l’ho avuto anche come giocatore, gli auguro di non avere quello che è successo a me questa stagione. Lui da giocatore era con a Cesena, nella stagione che vincemmo il campionato: veniva da un brutto infortunio, l’ho usato con il contagocce, fece anche 4 gol in quella stagione.

Questa stagione mi ha arricchito molto: quando alleni una piazza importante, sia che la stagione vada bene o male, ti dà molto. Ora ho l’esperienza nel sapere che quando siamo in emergenza è possibile tirare il massimo dai giocatori che si hanno a disposizione. Lo sbaglio che ho commesso lavorando in soli 11-12 senza usare intensità non lo commetterò più. Poi i giocatori mi hanno ringraziato, perché li ho fatti crescere come uomini e giocatori. Non ho mai litigato con nessun giocatore, se non un piccolo diverbio con Lanzafame. Sono felice che la squadra è stata quest’anno con l’allenatore e sono molto felici. Questo mi rende veramente orgoglioso. Non potrò mai essere attaccato sul comportamento che ho tenuto dal primo giorno fino ad oggi, che è l’ultimo giorno della conferenza. Mi piacerebbe fare una conferenza finale anche con i miei collaboratori, sarebbe giusto che anche loro dicano qualcosa. Vorrei avere un confronto sincero con la società ed andare via in maniera molto serena.

I play off è un altro campionato, chi ci arriva meglio come condizione atletica e mentale è avvantaggiato: ad oggi mi sembrano Pescara e Trapani messe meglio, ma poi le partite dei play off vanno preparate bene. Il mio rammarico è non esserci arrivati con il Perugia, perché le partite secche non le abbiamo sbagliate, vedi Cagliari, vedi Crotone. Noi siamo mancati nel salto di qualità, ma nella partita da dentro-fuori siamo stati forti. Che voto do alla squadra? I voti si danno nei bar, io i voti non li do. Se gli infortuni fossero tutti per colpa mia, mi sarei fatto grandi domande sul mio metodo di allenamento. Ma noi a livello muscolare abbiamo avuto solo 14 infortuni muscolari. Gli altri problemi sono dovuti ad altri fattori. Qui ci sono giocatori che hanno fatto ottime partite, ma mancano ancora di continuità. Sono convinto che se alleno per 2 anni questi giocatori, diventano come Volta che non saltano quasi nessuna partita. Quello che è stato però fatto dovrà essere valorizzato, ho infatti detto alla società di non disperdere tutto il gruppo. La mentalità vincente non si crea in un anno. Nella vita ci sono dei treni che devono passare: quella partita rinviata è un po’ il rammarico. Noi eravamo in grande condizione, mentre a loro mancavano tanti giocatori. Dopo il ritiro, dopo la brutta scoppola con il Como, loro si erano rafforzati nei primi giorni, e da lì è iniziato per noi il periodo negativo ed è caduto un po’ il castello. Anche se poi la squadra è sempre riuscita a ripartire…

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