Palasport e impianti sportivi, Kronogest replica “a informazioni inesatte”

Così i rappresentanti della società: “Non solo siamo chiamati a gestire le strutture sportive di Perugia ma anche a smantellare un mal costume di cattiva condotta

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Palasport e impianti sportivi, Kronogest replica “a informazioni inesatte”.  Attraverso un comunicato stampa la Kronogest, in riferimento alla sua gestione degli impianti sportivi Pala Evangelisti, Pellini e Santa Giuliana, punta a fare nuovamente chiarezza sulla questione: “Ci troviamo nostro malgrado costretti – affermano – a replicare ancora una volta a informazioni inesatte e menzogne, quotidianamente riportate alla stampa locale, che ci lasciano letteralmente sconcertati”.

“Purtroppo Kronogest è vittima da mesi di una condotta diffamatoria che ha contribuito a creare un clima non più sostenibile; a oggi soltanto un radicale cambio di atteggiamento da parte dei principali responsabili potrà permettere una corretta gestione e la conseguente assunzione di responsabilità. Questo stillicidio di attacchi ci costringe peraltro a valutare ogni possibile azione legale necessaria per tutelare l’immagine di Kronogest, nella sua proprietà e nella sua dirigenza.

Ascoltando l’intervista rilasciata da Gino Sirci al telegiornale di UmbriaTv, il giorno 2 agosto 2016, viene confermato il fatto come la Sir abbia utilizzato, e voglia tuttora utilizzare, il PalaEvangelisti senza regole, non ottemperando nemmeno agli obblighi di legge in materia di sicurezza; un dubbio concreto che ci era balenato nel corso del marzo 2016 quando in seguito a una nostra richiesta di poter parlare con il loro responsabile/professionista alla sicurezza per tutta risposta fummo messi in contatto con il responsabile della security.

La Sir oggi può consegnarci tutti i piani di sicurezza delle annate precedenti? Pensiamo proprio di no. Vorremmo far capire all’opinione pubblica e agli esponenti della politica locale che oggi la Kronogest non è solo chiamata a gestire le strutture sportive di Perugia ma anche a smantellare un mal costume di cattiva condotta e utilizzo degli impianti stessi che è concausa del degrado in cui  versano allo stato attuale.

Il Presidente Sirci oggi ci contesta il fatto che siamo a chiedergli, anche per un giorno, di ottemperare alla legge sulla sicurezza fornendoci la documentazione di rito. La Sir, come tutte le società con attività analoghe, è tenuta ad assolvere quanto richiesto dalla normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro (D.L.vo 81/08 e smi) e a redigere tutti i documenti richiesti in accordo con il Piano di Sicurezza redatto dalla Kronogest. Non possiamo permettere che si faccia spettacolo e sport senza tenere conto della sicurezza di tutti i partecipanti: per noi questo è un principio sacrosanto, etico prim’ancora che legale, sul quale non possiamo né vogliamo contrattare.

In riferimento invece al fatto che la Kronogest abbia raddoppiato i costi di utilizzo, ci troviamo a dover confutare l’ennesima falsità. Per l’utilizzo degli impianti i prezzi sono fissati dalla delibera del marzo 2016 del Comune di Perugia, delibera che ha mantenuto invariate le tariffe, che sono le stesso ormai da decenni. Ricordiamo che il prezziario del Comune di Perugia, per l’utilizzo degli impianti sportivi, è uno dei più bassi d’Italia. Per quanto concerne invece le tariffe per l’utilizzo degli spazi in esclusiva (spogliatoio, locale massaggi, magazzini, uffici) abbiamo preso a riferimento quello degli anni precedenti ad esclusione del prezzo applicato per spogliatoio; questo in quanto è il primo anno in cui lo spogliatoio viene concesso in esclusiva: abbiamo pertanto ritenuto di fissare un prezzo congruo nella misura di 400,00 euro/mese.

Inoltre vorremmo ricordiamo che quest’anno, con la posa permanente del taraflex, con lo spostamento dell’unica squadra di basket utilizzatrice in altra struttura, la Sir beneficia di un risparmio di costi nell’ordine di 15.000 Euro/anno. Il contratto che dovrebbe legare la gestione Kronogest con la Società Sir è stato inviato da tempo anche agli organi comunali e, ribadiamo, non esiste nessun elemento di difformità rispetto a quanto contemplato nel bando e nel prezziario imposto dal Comune di Perugia. Appare invece sempre più chiara la condotta del sig. Sirci decisamente ostile verso qualsiasi rispettoso accordo contrattuale. Chiediamo pertanto, e con urgenza, l’intervento del Comune.

Sirci quando parla fa accuse generiche e infondate, noi ribattiamo punto per punto con argomentazioni concrete. Così come era accaduto per il concerto di Emma, laddove abbiamo dimostrato che l’impossibiltà di disputare la Final Four al Pala Evangelisti era imputabile esclusivamente a un errore della Sir nella comunicazione delle date.

Il presidente Sirci e il consigliere comunale Tommaso Bori affermano poi che ci stiamo sottraendo ad obblighi contrattuali dichiarati in sede di partecipazione al bando oggetto di gestione, come la realizzazione della tribuna San Marco del PalaEvangelisti. Tutto ciò è falso in quanto non siamo obbligati all’investimento. Come sancito dal verbale di seduta riservata del Comune di Perugia n°4/2015 del 18 dicembre 2015, la nostra società, come d’altronde le altre partecipanti, ha ottenuto un punteggio pari a 0 (zero) in riferimento all’investimento, dovuto alla mancata indicazione delle tempistiche e modalità di realizzo. Consigliamo pertanto i signori Sirci e Bori di documentarsi accuratamente prima di dare in pasto alla stampa inesattezze e false accuse. Pertanto risulta assolutamente infondata la speculazione secondo la quale vorremmo gestire le strutture, anche a seguito di un nostro ipotetico ripensamento, in quanto il Comune avrebbe realizzato l’investimento al posto nostro.

E notiamo ancora con stupore che le cifre date dal consigliere Bori siano assolutamente inesatte; lo stesso dichiara che la capienza attuale del Palasport Evangelisti è di 5.300 posti a sedere, mentre, in realtà, il Palazzetto non può contenere, come denunciato dal Certificato di Prevenzioni Incendi n° 1593 del 12 febbraio 2015, più di 3.800 posti per eventi sportivi e 4.200 per il pubblico spettacolo. Forse il sig. Bori ignora il fatto che la capienza di un Palasport non è data dai numeri di posti a sedere ma da una serie di infrastrutture in materia di sicurezza. Con rammarico notiamo una totale ignoranza della materia in chi cerca, non sappiamo per quale principio o motivo, di screditarci.

E ancora quando Sirci dichiara che il bando sembrerebbe nullo in quanto viziato da scorrettezze, afferma nuovamente il falso, ponendoci nella condizione di dover agire legalmente al fine di tutelare la rispettabilità della società e di tutti gli interessi in gioco”.

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