Pagamenti aree Peep, Asppi Perugia in campo accanto ai proprietari

La volontà è quella di arrivare a una definizione bonaria con il Comune di Perugia. Incontro per discutere la questione mercoledì 12 aprile al cva di Ponte della Pietra

(umbriajournal.com) by AVInews PERUGIA – Delineare una possibile soluzione per l’annosa questione relativa alle richieste di pagamento dei costi dell’area e degli oneri di urbanizzazione riguardanti le zone Peep (piano di edilizia economica popolare), avanzate dal Comune di Perugia. Per discutere di questo l’Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari (Asppi) Perugia ha convocato, mercoledì 12 aprile alle 18 al Cva di Ponte della Pietra, un incontro a cui sono invitati i proprietari degli immobili interessati dalla richiesta di conguaglio che non siano già giunti alla fine della controversia. “La volontà, anche a seguito di un confronto con il Comune – ha spiegato Giacomo Iucci, segretario di Asppi Perugia –, è quella di  arrivare a una definizione bonaria tra le parti e di valutare la possibilità di individuare nei condomini i soggetti giuridici che provvedano, per conto degli interessati, al pagamento di quanto dovuto”.

Il commento di Giacomo Iucci. L’Asppi dunque vuole costituire “un fronte unico e compatto – ha spiegato il sindacato – per concordare una linea condivisa e chiedere al Comune di Perugia la riduzione delle somme pretese e la loro rateizzazione, anche affidando un ruolo centrale a ciascun condominio di cui gli alloggi fanno parte”. “Le richieste da parte dell’amministrazione comunale – ha spiegato Giacomo Iucci, segretario di Asppi Perugia – riguardano il presunto conguaglio di oneri per immobili costruiti fine anni 80 primi anni 90 da parte di varie cooperative edilizie su zone Peep che oggi ricadono sugli attuali proprietari. La vicenda si protrae da oltre venti anni, con sentenze che a volte hanno dato ragione al Comune e altre volte agli stessi ricorrenti”. “L’Asppi – ha concluso Iucci –, nel pieno rispetto di quanti hanno scelto una via diversa da quella transattiva, ritiene che per la complessità della vicenda, anche tenendo conto dell’attuale difficoltà economica generale, sia più conveniente arrivare a una transazione bonaria nell’interesse delle parti interessate. Il protrarsi di cause e procedimenti legali comporta, infatti,  costi aggiuntivi sia per il Comune che per gli stessi cittadini interessati”.

Carla Adamo
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