Nessuna censura dei libri per i bambini, bocciata proposta di De Vincenzi

Al termine del lungo e sentito dibattito l’atto è stato respinto con 14 voti a favore 11 contrari e 3 astenuti.

Scuola, contributi per acquisto dei libri di testo, oltre oltre 1,3 milioni euro

Nessuna censura dei libri per i bambini, bocciata proposta di De Vincenzi

da Gruppo consiliare PD
Oggi abbiamo assistito ad un Consiglio Comunale ai limiti dell’inverosimile monopolizzato dalla richiesta improvvisata di anticipare un ordine del giorno del Consigliere Comunale De Vincenzi a sua volta surreale sul “progetto in vitro: ritiro dei libricini per l’infanzia diffusi presso le scuole del territorio comunale che trattano delle questioni di genere o delle diverse tipologie di famiglia”.

Su nostra richiesta di ascoltare il Sindaco in merito alla questione, questi ha ben pensato, come sempre, di richiudersi nel suo studio e il dibattito che ne è seguito è sfociato più volte nelle urla e nella rissa, consegnando alla città di Perugia una pessima pagina di storia.

Esprimiamo soddisfazione perché con la bocciatura dell’ordine del giorno il Consiglio Comunale, che rappresenta i cittadini di Perugia, ha respinto un tentativo ultra conservatore di mettere al bando delle pubblicazioni volte a diffondere tra i piccoli i valori della tolleranza e dell’educazione al rispetto delle diversità.

Nessuna censura

dal Consiglio comunale: All’apertura dei lavori dell’assemblea, il consigliere De Vincenzi ha chiesto di anticipare il suo odg sul ritiro dei libri che trattano questioni di genere, subito dopo la discussione della preconsiliare sulle aliquote Tasi. Sulla richiesta, il presidente Varasano ha ricordato che la conferenza capigruppo aveva stabilito che fosse facoltà del presidente stesso discuterlo prima della fine della scuola. In ogni caso, il presidente stesso ha rimesso la scelta alla votazione dell’aula, che ha approvato la richiesta con 15 voti favorevoli e 8 contrari.

Come ha ricordato lo stesso De Vincenzi, il Comune di Perugia ha aderito al Progetto In vitro finanziato dal Ministero, a seguito del quale i libri scelti sono stati distribuiti nelle diverse scuole comunali. Tuttavia, questi libri, sia per la lettura diretta dei bambini che per la narrazione, presentano dei contenuti ritenuti contrastati con le linee educative di molte famiglie in quanto veicolano un contenuto pro gender e le stesse famiglie hanno manifestato il loro dissenso con oltre mille email pervenute anche al sindaco.

La questione -ha ricordato ancora De Vincenzi- era stata già evidenziata sia all’assessore che al sindaco, ma non avendo avuto risposta, abbiamo presentato un odg e ho interpellato anche la regione.

In conclusione, sostiene De Vincenzi, “non si può far finta che le famiglie non abbiamo un ruolo nell’educazione dei propri figli e bisogna avere rispetto del ruolo fondamentale affidato ai genitori nel percorso educativo e formativo dei propri figli.”

Contrarietà è stata espressa dal consigliere Miccioni, che ha presentato una mozione d’ordine contro la modifica del calendario dei lavori, rispetto a quanto stabilito dalla conferenza capigruppo. Miccioni ha anche chiesto formalmente l’intervento del Sindaco, perché spiegasse all’aula i motivi che lo hanno motivato ad aderire al progetto.

Al posto del Sindaco è intervenuto l’assessore ai servizi educativi Wagué, che ha spiegato che l’accordo sul progetto nazionale è stato firmato da vari comuni dopo un ampio confronto anche con esperti di matrice cattolica che hanno dato il loro parere favorevole.

La scelta dell’amministrazione è, comunque, quella di informare sempre le famiglie rispetto ai libri che i loro figli utilizzano a scuola.

In questo senso la consigliera Pastorelli ha presentato un emendamento ritenendo che il punto fondamentale sia, in ogni caso, il consenso delle famiglie e la libertà dei genitori nel poter decidere se certi argomenti debbano essere spiegate ai propri figli da soggetti esterni alla famiglia. L’emendamento, pertanto, consiste nel togliere dall’impegno originale la richiesta di ritiro dei libri, visto che ormai sono stati già distribuiti all’interno degli istituti scolastici, sostituendola con quella di impegnare l’amministrazione, laddove è in sperimentazione il progetto, a comunicare in via ufficiale ai genitori la tipologia dei testi o la partecipazione a visite guidate, al fine di favorire una maggiore consapevolezza delle famiglie, in modo che possano dare il proprio assenso o diniego alla partecipazione dei propri figli alle iniziative.

Il consigliere Giaffreda ha ricordato di essersi già espresso in senso contrario all’odg in commissione. “Il senso di questi libri -ha detto- è di insegnare il rispetto da parte dei bambini verso altri bambini svantaggiati, che provengono da famiglie diverse da quelle tradizionali, ma che non hanno chiesto di nascere in una famiglia o in un’altra. Questo è il senso di queste letture, niente di più. Trovo una forma di estremismo pericoloso censurare la possibilità di leggere dei libri e invito i colleghi a pensarci, perché non riguarda la nostra generazione, ma quelle che verranno. I bambini devono imparare a rispettare i bambini che provengono da situazioni diverse dalle loro, ma che hanno pari dignità.”

Nello stesso senso anche gli interventi dei consiglieri Bori e Mencaroni. Bori ha definito insensata l’idea di andare a fare una crociata su un tema inventato come quella del gender. “Mi auguro -ha detto- che non si presti il fianco su una cosa che è strumentale, pretestuosa e a volte anche ridicola. Abbiamo fatto bene a bocciare l’odg in commissione e credo che si faccia bene a bocciarlo anche qui perché stiamo assistendo ad una ridicolizzazione delle istituzioni.” Mencaroni, invece, ha invitato a non lasciare la città in mano a interpretazioni sbagliate di progetti seri.

In disaccordo con tutte le parti espresse si è detto il consigliere Cenci perché a suo avviso è compito di ogni genitore educare i propri figli, confrontandosi con gli insegnanti. La questione è spinosa -ha detto- perché sono i genitori che devono insegnare ai propri figli il rispetto del prossimo non un libro o il Ministero. Il Ministero dovrebbe piuttosto preoccuparsi di creare una scuola più adeguata.

Il consigliere Vignaroli, se da un lato si è detto favorevole rispetto al progetto in sé che favorisce la lettura, dall’altro ha ricordato che viviamo in un momento molto complesso in cui le cose date per ovvie da tempo immemore si stanno modificando molto velocemente. A suo avviso, certe tematiche sensibili devono essere affrontati con metodo, concordate insieme alla famiglia, perché il dialogo che deve esserci tra scuola e famiglia non può essere sostituito.

Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere Scarponi per sostenere che non è compito del consigliere decidere cosa può leggere o non leggere un bambino, ci sono gli esperti per questo. “Mi trova d’accordo il dispositivo emendato, ha detto, ma resto perplesso rispetto ad alcune delle premesse dell’odg originale, che esprimono giudizi intransigenti” per cui lo stesso Scarponi ha chiesto al proponente di rendere più generico il dispositivo, annunciando in caso contrario, la sua astensione o il suo non voto sull’odg.

Anche Sorcini ha richiamato l’importanza della famiglia nelle scelte che riguardano i figli, ma anche secondo lui non si può approvare un testo emendato, che però in premessa dà giudizi che non lasciano spazio alla scelta dei genitori. Ha invitato tutti ad essere più pragmatici e coerenti e ha proposto a De Vincenzi di modificare le premesse dell’atto per renderlo coerente con l’emendamento.

Il consigliere Felicioni ha voluto, invece sottolineare che il punto dell’odg da tenere in considerazione è comunque la richiesta di investire i genitori di una consapevolezza e di una scelta che spetta loro, nel rispetto della famiglia e del ruolo stesso di genitore.

Il proponente, dopo aver ascoltato i vari interventi si è detto deluso del comportamento di alcuni consiglieri che hanno mostrato un atteggiamento di derisione, inadeguata sia all’argomento sia alle richieste dei genitori che, in ogni caso, meritano rispetto. De Vincenzi ha sottolineato che non è mai stata messa in discussione l’importanza di implementare e promuovere la lettura come momento educativo e relazionale, ma alcuni genitori si sono posti il problema di spiegare loro stessi ai figli come è mutata la realtà sociale, senza demandare questo compito ad un’educazione di stato. Ha quindi accettato l’emendamento della collega Pastorelli, ma non quello di Scarponi e Sorcini sulle premesse dell’atto.

Perari ha parlato, invece, di libertà di coscienza su questi argomenti che trasversalmente toccano la coscienza di uomini e donne al di là della disciplina di partito. Ha invitato i colleghi a riflettere sul fatto che il sindaco ha firmato questo progetto, per cui il voto nel senso o nell’altro ha un peso anche su questo fronte. “A mio avviso -ha concluso- quei libri sono fatti bene e parlano della nostra realtà ed è importante il rispetto degli altri.”

Il consigliere Camicia, la cui appartenenza al gruppo dei Conservatori Progressisti è stata ufficializzata proprio nella seduta odierna dal presidente Varasano, si è detto solidale con le famiglie di Ponte d’Oddi che sono state protagoniste della vicenda di Kung fu Panda nei mesi scorsi, ritenendo che abbiano fatto bene a bloccare l’uscita, sia perché inutile sia perchè poteva essere dannosa nei confronti dei bambini.

Secondo la capogruppo M5S Rosetti, se si ritiene che i libri in questione siano finalizzati a inserire la teoria gender nelle scuole non è coerente da parte di De Vincenzi accettare l’emendamento della collega Pastorelli. Peraltro, come ha tenuto a sottolineare, queste teorie non sono suffragate, lo stesso ministero le ha disconosciute, “per cui non credo che si possano inserire in un atto ufficiale del consiglio.” Rosetti ha anche sottolineato la prepotenza con cui questo atto è stato anticipato, al di là del dibattito democratico in conferenza capigruppo, monopolizzando peraltro il dibattito del consiglio.

Al termine del lungo e sentito dibattito l’atto è stato respinto con 14 voti a favore 11 contrari e 3 astenuti.

Nessuna censura

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