Livorno-Perugia, ecco le parole dell’allenatore Bisoli

Bisoli: “Un allenatore va valutato a 360 gradi. Io ho l’entusiasmo del primo giorno...”

Bisoli lascia il Perugia, finisce qui la sua avventura
Foto di Umbria Radio

Livorno-Perugia, ecco le parole di mister Bisoli

Ecco le dichiarazioni di Bisoli alla vigilia di Livorno – Perugia, raccolte da Umbria Radio: “Siamo in 18, con 2-3 elementi con pienamente recuperati. Ho visto una squadra voglioso di finire bene di are bene. Abbiamo trovato una buona quadratura, tutti diranno che è tardi. Sono certo che rimarrà e questo mi rende felice. Anzi, vi dico la formazione: Rosati, Molina, Volta, Mancini, Del Prete o Rossi, a centrocampo Zebli e Prcic con un cambio in panchina che è Della Rocca, esterni Guberti e Drole, mentre in attacco Aguirre gioca sicuro con il dubbio Parigini o Ardemagni, perché Matteo ha avuto l’influenza e Parigini ha bisogno di minutaggio. Andiamo là per vincere, finché ci sono io scendiamo in campo per vincere.
Con me gli stimoli ci sono sempre, anche se fossimo ultimi, primi o a metà classifica. Per me l’allenamento è fondamentale per la passione che ho per questo sport. Occorre scendere in campo con la voglia di fare sempre meglio. E’ stata una stagione molto tribolata, ma ho visto una crescita importante e mi viene da pensare che se avessi avuto tutti a disposizione, poteva essere una stagione diversa.
Monaco può esordire dall’inizio? No, Volta e Mancini stanno facendo bene ed è giusto che vada in campo chi merita. Domani sicuramente giocherà Molina dal primo minuto, perché ha lavorato bene. Mancini è cresciuto tantissimo. Vi raccontano un aneddoto: a gennaio la Fiorentina gli aveva proposto di cambiare squadre, ma lui ha detto: “Rimango a Perugia anche non giocando, ma con questo allenatore ho tanto da imparare”.
Il mio stato d’animo è come quello del primo giorno: le voci non le ascolto, io ho un contratto. Se ci sarà un altro allenatore, gli auguro il meglio possibile. Io ho un altro anno di contratto, lavoro per ottenere sempre il massimo da quello che faccio e non mi faccio influenzare da queste voci. Io vado al campo per cercare di migliorare sempre i miei giocatori. Se poi le strade dovessero dividersi, sono certo che quello che abbiamo costruito in questa stagione rimarrà. Se dovesse capitare, lo accetterò con rammarico.
Per me ci sono delle cose positive, perché poteva essere una stagione ancor più deficitaria. Sicuramente è difficile allenare una squadra per 2 mesi e mezzi con 16 giocatori. Secondo me il lavoro di un allenatore va visto a 360 gradi, indipendentemente dalla posizione di classifica, sia che sia ultimo, sia che sia primo.
La classifica attualmente dice che siamo undicesimi, io spero di arrivare nono. Bisogna valutare i pro e i contro, e secondo me di contro io ne ho avuti parecchi.
Dopo il pareggio contro il Bari mi ha detto che abbiamo giocato una grandissima partita, ma l’emblema di questa stagione è che non si riescono a vincere queste tipologie di partite. Nessuno mi potrà mai imputare di essere appagato e svogliato nell’allenare il Perugia.
Per me è ogni giorno come il primo giorno. I giocatori sono stati disponibili fino alla fine, se non avessero dato il massimo, ed hanno dato qualcosa in più, saremmo in una situazione addirittura peggiore. Secondo me non c’è stata completa fiducia in generale, sembrava che fossi al mio primo anno di Serie B. Io non reputo brutta questa stagione, e lo dico con sincerità.
Nella mia vita non mi sono mai tirato indietro, non solo nel calcio. Ho dato le dimissioni per il bene del Perugia, perché se io ero un problema in quel momento, era giusto che io andassi via. Poi dico: se avessi avuto più giocatori a disposizione durante la stagione, forse poteva essere una stagione differente. Questo è il mio rammarico.”

Livorno-Perugia

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