Lavoro 2025, come evolverà nel prossimo decennio, convegno a Roma

Saranno molteplici e articolati i quesiti cui la ricerca ha cercato di dare risposte

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Lavoro 2025, come evolverà nel prossimo decennio, convegno a Roma ROMA – Robotizzazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale, industria 4.0, nanotecnologie: sono numerosi i fattori che a livello mondiale stanno rapidamente rivoluzionando il mondo del lavoro. Per comprendere quali saranno gli scenari e le prospettive future in Italia, è stato realizzato il primo studio previsionale su iniziativa della deputata umbra Tiziana Ciprini e del collega lombardo in commissione Lavoro, Claudio Cominardi. “Si tratta di un’approfondita ricerca condotta con metodo scientifico, sotto la supervisione del prof. De Masi, eminente sociologo del lavoro. I risultati dello studio – spiega Ciprini – saranno presentati mercoledì 18 e giovedì 19 gennaio, a Roma, nel corso dell’importante convegno ‘Lavoro 2025: come evolverà il lavoro nel prossimo decennio’.

Saranno molteplici e articolati i quesiti cui la ricerca ha cercato di dare risposte, senza tralasciare tematiche come la globalizzazione, lo sviluppo dei metodi organizzativi, la longevità e gli scenari occupazionali in seguito ai flussi migratori. Undici esperti di diversi settori – continua Ciprini – hanno offerto il loro contributo senza sapere chi fosse il committente e senza conoscere il nome degli altri esperti coinvolti. Tra questi, il prof. Federico Butera, il filosofo Diego Fusaro, l’ing. Nicola Cacace, il sacerdote direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI, Fabiano Longoni e giornalisti come Walter Passerini, Luca De Biase e Riccardo Staglianò. I risultati saranno discussi con esperti, imprenditori, operatori del settore e giornalisti come Enrico Mentana. Il convegno sarà di particolare importanza soprattutto per quelle regioni, come l’Umbria, che vivono il nodo aziendale più critico, ovvero quello della bassa produttività e della desertificazione di grandi eccellenze territoriali.

L’esempio più eclatante è quello dell’area del Valnestore, che doveva diventare la Silicon Valley nostrana: qui, dopo la trasformazione della centrale Enel, passata da 400 a 30 addetti e la crisi di aziende come la Trafomec, c’è rimasto ben poco. Tutto ciò, mentre persiste la piaga del precariato diffuso, alimentato dalle fallimentari politiche del JobsAct, con 2 milioni di voucher venduti solo in Umbria e con un cittadino su 3 a rischio povertà” – chiosa Ciprini.

“Per programmare occorre prima prevedere: i risultati dello studio rappresentano uno strumento concreto per governare il grande cambiamento che è in corso nel mondo del lavoro e nei processi produttivi e fondare una nuova visione dell’organizzazione del lavoro e dei tempi di vita basata sulla centralità della persona e su politiche redistributive del reddito: visione che è mancata alle politiche del lavoro degli attuali Governi caratterizzate da miopia, incapacità di leggere le nuove realtà e trovare soluzioni adeguate” – conclude Tiziana Ciprini.

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