Inceneritore Terni Biomassa, M5s, Giunta Marini contro la gente

Politica regionale irresponsabile, Terni ancora Conca dei veleni

Terremotati, commissario ricostruzione chiede di pagare le tasse, regione Umbria resta in silenzio

Inceneritore Terni Biomassa, M5s, Giunta Marini contro la gente
Da Andrea Liberati – M5S Regione Umbria
Da Stamane, a Palazzo Cesaroni, in Commissione Ambiente, si è tenuta un’audizione surreale. In merito all’eventuale autorizzazione regionale dell’inceneritore Terni Biomassa, l’assessore all’Ambiente, Fernanda Cecchini, si è infatti affrettata a declassare tale infausta ipotesi a decisione eminentemente tecnica, appellandosi al burocratese della normativa. La Giunta Marini ha fatto così – ancora una volta – il gioco dei padroni della monnezza.

Come se non esistessero già evidenze scientifiche dell’incidenza sanitaria degli inceneritori sulle popolazioni interessate e, segnatamente, come se non esistesse già un’ampia letteratura proprio su Terni, l’assessore Cecchini si è limitata glacialmente a ricordare che l’impianto fu autorizzato a suo tempo dagli Enti Locali, senza minimamente far cenno al fatto che, all’epoca, non c’era lo Studio Sentieri -che certifica definitivamente la gravità della situazione della Conca, non a caso uno dei SIN più pericolosi d’Italia- né era predisposto il monitoraggio delle diossine da parte del Ministero della Salute ASL, curato appena tre anni or sono, con allevamenti di uova all’aperto distrutti -ben 5 su 20-, nel silenzio omertoso delle Istituzioni. Allevamenti che peraltro si trovavano -guarda il caso- soprattutto in zona di massima ricaduta del polo di incenerimento.

Mentre si attende ancora il parere di ASL 2, in passato troppo spesso assente alle Conferenze dei Servizi, tra breve leggeremo attentamente la relazione ARPA Umbria. L’assessore ha infatti asserito che, pur senza conoscerne i contenuti, tale report sarebbe già pervenuto agli Uffici.

Auspichiamo allora che, specialmente sul tema inceneritori, il prof. Walter Ganapini, direttore ARPA Umbria, sia coerente con quanto ha sempre sostenuto, nonché conseguente con quanto dichiarato pubblicamente l’estate scorsa: “L’area vasta Conca Ternana può essere definita sensibile alla luce delle criticità ambientali e sanitarie e necessita certamente di ulteriori approfondimenti conoscitivi circa tali criticità e le relazioni complesse che tra loro intercorrono, al fine di pervenire ad una aggiornata valutazione ambientale e di esposizione al rischio relativamente a proposte progettuali da cui derivino altri potenziali effetti emissivi, addizionali rispetto a quelli descritti, tali da deteriorare la situazione attuale della Conca”.

A proposito di “effetti emissivi addizionali”, l’assessore non ha risposto a due specifiche domande del M5S:

1) considerando che, secondo il Piano regionale di Qualità dell’Aria, Terni è considerata ‘area prioritaria’ di risanamento, quali misure sono state sinora adottate? E quali verifiche sono state effettuate su tale impianto al riguardo?

2) Cosa si sa del quantum incrementale inquinante previsto? Silenzio assordante. Forse si vuol far credere che un inceneritore purifichi e migliori la qualità dell’aria?

Non si è levato verbo nemmeno sul pericolo di alimentare le ecomafie, rischio implicito per simili impianti, né l’assessore ha parlato dei procedimenti giudiziari aperti proprio contro la massima dirigenza di Terni Biomassa, la stessa azienda che, dopo esser stata recentemente raggiunta da avvisi di garanzia per numerose violazioni ambientali, oggi avrebbe l’ardire di pretendere l’autorizzazione al fine di bruciare plastiche e altre schifezze nel suo camino di Maratta.

Ecco allora che l’economia circolare, in Umbria, resta una chimera, un’espressione buona da spendere per seminari e convegni, rassicurando subito dopo le amiche multinazionali, non appena calato il sipario. Intanto si impennano i costi socio-sanitari legati a queste irresponsabili scelte, con innumerevoli famiglie distrutte da neoplasie e altre gravi patologie ormai diffuse come il raffreddore.

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