Germi di Futuro, gli studenti di Economia ed Adriano Olivetti

Germi di Futuro

Alcuni studenti della Facoltà di Economia dell’Università di Perugia hanno preso parte questa mattina ad “Il pensiero di Adriano Olivetti nei libri”, iniziativa inserita all’interno della manifestazione “Germi di Futuro”, promossa da Hub Centro, ed in corso fino ad oggi (13 maggio) presso la villa del Cardinale di Colle Umberto di Perugia. Erano presenti per parlare di questo tema Fabrizio Santini, purchasing manager di Stanley Black Decker e presidente Adaci sez. Toscana ed Umbria, e Luca Dini, docente di Strategie di Comunicazione di Impresa Università degli Studi di Perugia. Ha moderato l’evento, realizzato in collaborazione con l’Isola del libro e Associazione Archivio storico Olivetti (Ivrea), il professor Pierluigi Grasselli mentre ha introdotto Franco Baldelli, vice presidente di Hub Centro.

 

“L’incontro di questa mattina, nonostante le tavole rotonde che magari possono catalizzare l’attenzione, è stato per noi comunque un momento fondamentale”, ha esordito Franco Baldelli. “Ci abbiamo investito, – ha proseguito – consapevoli che è difficile portare i ragazzi e le scuole fuori dai loro ambienti, proprio perché la rivoluzione culturale di cui parlava Adriano Olivetti, che è necessaria e funzionale per fare impresa in maniera diversa, passa necessariamente attraverso i ragazzi, la cultura e la formazione. Di qui anche il senso dell’iniziativa di ieri sera, ovvero quello di dare vita ad un momento di cultura e di dibattito molto alto a partire dal documentario ‘In me non c’è che futuro’. Oggi, invece, abbiamo voluto coinvolgere il mondo delle scuole in questo dibattito che deve recuperare il senso della comunità che deve mettere insieme tutti i soggetti che sono, quindi, i ragazzi, le scuole, gli imprenditori e le istituzioni”.

 

Pierluigi Grasselli ha parlato di temi quali economia civile, responsabile, ‘sharing economy’ e delle nuove forme verso cui cui tende l’economia ed il capitalismo, che passano necessariamente verso un coinvolgimento attivo di tutte le componenti che sono interessate, che ruotano intorno alla fabbrica, come prevede la concezione olivettiana. Temi che prevedono il presupposto che occorre un approccio responsabile da parte di tutti, quindi anche degli imprenditori, e che bisogna introdurre modelli che partono dal basso dove le decisioni, anche per quanto riguarda la politica, ripartono dai cittadini secondo un concetto di prossimità che prevede che, certi livelli di intervento e di decisioni, devono essere il più vicino possibile ai soggetti che sono interessati. E solo laddove non sia possibile devono intervenire livelli più alti.

 

Luca Dini ha parlato, invece, della nuova era della comunicazione. “Sta emergendo – ha detto – un nuovo umanesimo nelle relazioni interpersonali che si riversano direttamente anche nella comunicazione. La quale comunicazione diventa un mix tra comunicazione interpersonale e comunicazione aziendale. Il ruolo che le aziende devono ben interpretare non è più quello della soddisfazione della cliente, ma quello della soddisfazione umana e sociale del cliente, il quale si deve sentire gratificato da un rapporto interpersonale ‘caldo’ e non freddo con ‘l’istituzione’ azienda. Il tutto accentuato dai nuovi media, dai social network e dalla facilità di raggiungere tutti in qualunque momento”.

 

Subito dopo c’è stata la testimonianza dei Giovani Startupper, a seguire la presentazione Case History Hypeline e per concludere quella del Progetto Campus Adaci, presentata da Fabrizio Santini.

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