Flamini/Prc: “Referendum: anche in Umbria ha vinto la Costituzione”

Renzi, Boschi, Verdini, Alfano, Confindustria e il PD hanno perso

Flamini/Prc: “Referendum: anche in Umbria ha vinto la Costituzione” PERUGIA – L’esito chiarissimo ed inequivocabile del voto referendario ci dice innanzitutto che a vincere è stata la Costituzione nata dalla Resistenza. Una vittoria in cui il primo dato da sottolineare è la straordinaria partecipazione al voto. La maggioranza delle cittadine e dei cittadini anche nella nostra regione ha respinto con forza il tentativo di Renzi e del PD di sacrificare la carta fondamentale del nostro patto di convivenza sull’altare degli interessi dell’Europa neoliberista, delle banche e delle multinazionali; ha respinto l’idea che i problemi reali del paese dipendano da troppa democrazia; ha respinto la manomissione della Costituzione del lavoro, dell’istruzione pubblica, della sanità pubblica, dei diritti, del pluralismo, della tutela dell’ambiente, della cultura e l’uso plebiscitario che Renzi ne ha fatto.

Renzi, Boschi, Verdini, Alfano, Confindustria e il PD hanno perso, hanno perso il Jobs Act, la “buona scuola” e i tagli alla sanità pubblica, hanno perso il maggioritario e il bipolarismo, hanno perso le grandi centrali del potere che presiedono alla globalizzazione, mondiale ed europea, e la loro volontà di colpire le Costituzioni democratiche. In questo contesto la vittoria del NO in Umbria, tenendo conto dei risultati dell’Emilia Romagna e della Toscana, assume un valore davvero importante.

Gli Umbri, colpiti pesantemente dalla disoccupazione, dalla precarietà e dall’allargamento delle povertà, hanno rivendicato la propria storia e la propria identità considerando la Costituzione un punto di riferimento sicuro ed irrinunciabile, lo hanno rivendicato nonostante il governo regionale monocolore PD si sia schierato con forza ed in maniera inequivocabile con Renzi, lo hanno invendicato in un contesto in cui il consiglio regionale dell’Umbria è stato trasformato dalla legge elettorale voluta dal PD in una sorta di consiglio di circoscrizione. La giunta regionale, poi, tutta ripiegata su beghe interne al PD e subalterna ai voleri di Renzi, ha rinunciato a governare. Tutte le grandi questioni aperte, dai rifiuti alla sanità, dal trasporto pubblico alla crisi del modello di sviluppo, stanno lì a dimostrarlo. Bene. Sebbene Renzi abbia affrontato la sconfitta in maniera stizzita, rimettendo il mandato e dimettendosi per il momento ha mantenuto una certa coerenza. Chissà se i suoi epigoni umbri faranno altrettanto.

Enrico Flamini, Segretario di Rifondazione comunista dell’Umbria

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