Eurochocolate, M5S attiva la Commissione di controllo e garanzia

Il M5S ha ulteriormente approfondito aspetti non chiari della vicenda

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Eurochocolate, M5S attiva la Commissione di controllo e garanzia
Da Cristina Rosetti (M5S Perugia)
PERUGIA – Dopo l’accesso atti sul pagamento della Tosap e l’esonero deciso dalla Giunta Romizi sul pagamento dell’indennità dovuta per le occupazioni di Piazza IV Novembre e di Piazza Matteotti ad opera di grandi marchi come Nespresso, che ammonterebbe secondo talune stime a circa 100 mila euro, il M5S ha ulteriormente approfondito aspetti non chiari della vicenda; non chiari, lo precisiamo subito, per quanto attiene all’operato del Comune di Perugia. E, così, abbiamo scoperto che vi sono pendenze per oltre trecentomila euro, per i soli anni 2009, 2010 e 2011, con riferimento al mancato pagamento, da parte della Società Apice S.r.l., che gestisce la manifestazione Eurochocolate, della Tosap richiesta dal Comune di Perugia, in ordine all’occupazione di spazi non autorizzata (occupazione abusiva), che il più delle volte riguarda in particolare i Giardini Carducci.

Ed, infatti, sembra che per disposizione della Soprintendenza, i Giardini Carducci non potrebbero essere occupati da alcuna manifestazione. Ogni anno, a partire dal 2004, la Polizia Municipale ha elevato verbali di contestazione che vanno da un minimo di 1 fino ai 197 dell’anno 2011. Nessuno, invece nel 2016. I verbali risultano per la maggior parte pagati – tranne un’ottantina riferiti all’anno 2011 – dalla società Apice S.r.l., la quale non ha invece ad oggi corrisposto, secondo quanto ci risulta, la Tosap richiesta dal Comune per l’occupazione non autorizzata degli anni dal 2009, 2010 e 2011.

Così come, per gli anni 2012, 2013 e 2014, per i quali il Comune non ha ancora attivato la procedura di riscossione coattiva. Il M5S ha chiesto l’attivazione della Commissione di controllo e garanzia per vederci chiaro: i tempi del recupero coattivo appaiono, infatti, troppo lenti (si arriva, come di consueto, vicino ai termini di prescrizione, prima di emettere gli avvisi di accertamento, che, poi, possono essere impugnati, anche strumentalmente, procrastinando così ulteriormente i tempi del pagamento e rendendo la riscossione sempre più complicata e a rischio). Ad oggi, fine 2016, infatti, gli uffici non ci risulta abbiano riscosso la Tosap richiesta per gli anni 2009, 2010 e 2011 e non hanno emesso avvisi di accertamento per gli anni 2012, 2013 e 2014 e, solamente, successivamente all’accesso atti del M5S (sarà una coincidenza) hanno emesso tre avvisi di accertamento per l’anno 2011.

Ed ora, sulla riscossione incombe anche la c.d. rottamazione delle cartelle, che certamente potrebbe trovare applicazione anche per le somme da riscuotere a titolo di Tosap. Insomma, la Giunta Romizi non fa altro che piangere miseria, negando spesso attività e servizi importanti alla città, però, quando si tratta di riscuotere, perché giusto, non per vessazione, rinuncia alle entrate (di fronte a grandissimi marchi e gruppi economici) e sulle riscossioni allunga i tempi a non finire. Evidentemente, le plurime sollecitazioni del M5S sulla necessità di intervenire con decisione sull’inefficienza conclamata del sistema di riscossione del Comune di Perugia, che tanto ha danneggiato i cittadini di Perugia, nel passato più e meno recente (il primo buco di bilancio fu del 2006, nel 2014, altro buco lasciato in eredità dalla Giunta Boccali per ben 35 milioni di euro), non hanno sortito alcun effetto, soprattutto, rispetto ad abitudini inopportune che si tramandano di Giunta in Giunta a prescindere dal colore politico.

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