Direttore ospedale Terni, respinta risoluzione M5s per sospensione

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha respinto, con 4 voti favorevoli, 12 contrari e 4 astenuti, la proposta di risoluzione presentata dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari

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Direttore ospedale Terni, respinta risoluzione M5s per sospensione

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto, con 4 voti favorevoli (M5S e Lega Nord), 12 contrari (Pd e Socialisti e Riformisti) e 4 astenuti (Ricci presidente, Forza Italia e Fratelli d’Italia), la proposta di risoluzione presentata dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, per chiedere alla Giunta di “sospendere Maurizio Dal Maso dall’incarico di direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni finché non sarà definitivamente chiarita la sua estraneità a procedimenti giudiziari penali contro la Pubblica Amministrazione”.

Nel presentare l’atto MARIA GRAZIA CARBONARI (M5S) ha detto che “ci sono delle notizie di stampa dalle quali si evince che Maurizio Dal Maso, nominato dalla presidente Catiuscia Marini a direttore generale dell’Azienda Santa Maria di Terni, sarebbe stato indagato per reati di falso e truffa, salvo eventuali altri procedimenti giudiziari in corso. Inoltre dobbiamo tener conto delle dichiarazioni del consigliere Luca Barberini, che tutti conosciamo, con le quali si mette anche in dubbio la valutazione dei curriculum per le nomine dei direttori in sanità. Per questo riteniamo che il presidente della Giunta debba valutare la possibilità di sospendere Dal Maso dal suo incarico finché non sia chiarita sui estraneità a procedimenti penali contro la Pubblica amministrazione”.

In Aula è intervenuto ANDREA LIBERATI (M5S) che si è augurato “che qualcun altro prenda la parola perché stiamo rappresentando un tema importante per la pubblica amministrazione: l’opportunità che chi è sottoposto a procedimenti giudiziari contro la PA sia nominato in posizione apicale dentro la pubblica amministrazione stessa. Mi chiedo se la Marini fosse a conoscenza di questo fatto visto che la trasparenza su questo piano in Italia è zero. Ci chiediamo se questo non sia uno di quegli incarichi per cui certi reati non ostino a un ruolo di tale rilevanza. Proprio da questa criticità noi dovremmo partire per avviare un serio monitoraggio su elementi dirimenti per la nuova Italia, che non potrà essere connotata da storie che da decenni disonorano la Pubblica amministrazione. Chiedo ai colleghi una riflessione su tale fattore cruciale per le scelte anche future della Marini e di questo Consiglio. Ben poco sappiamo dello status giudiziario dei singoli. È ora di parlarne per collocare le persone più giuste nelle posizioni apicali della Pubblica amministrazione”.

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