Crisi giunta, M5s annuncia interrogazione urgente [VIDEO]

“Molte ombre sul rendiconto della regione, conto economico 2015 negativo per 225 milioni di euro”

Crisi giunta, M5s annuncia interrogazione urgente. “Il rendiconto di bilancio 2015 su cui si sono espressi i giudici della Corte dei Conti nel giudizio di parificazione presenta un conto economico negativo di 225 milioni di euro. Ed è viziato da una serie di criticità che i magistrati contabili hanno messo in evidenza, riservandosi il giudizio su un’altra serie di carenze”. Lo hanno detto i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, aprendo la conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni. Aprendo l’incontro con i media, il capogruppo Liberati si è soffermato “sulla fine dopo 135 giorni, della crisi della Giunta Marini.

Mesi in cui è mancata una linea politica, tra palesi contraddizioni tra diversi gruppi all’interno del Pd. E con accuse pesantissime, appena quattro mesi fa, sulla base delle quali abbiamo portato dei documenti alla Procura della Repubblica. Presenteremo a breve una interrogazione urgente per rendere pubblico il contenuto dell’accordo che ha portato al rientro in Giunta di Luca Barberini, visto che apicali e direttori sono rimasti al proprio posto. Riteniamo necessario tornare ad un serio confronto democratico all’interno dell’Aula di Palazzo Cesaroni, di fronte ai consiglieri di maggioranza e a quelli dell’opposizione che rappresentano delle quinte colonne che permettono alla Giunta di governare”.

Maria Grazia Carbonari ha elencato i punti di critica rilevati dalla corte dei Conti nelle 260 pagine di relazione: “mancanza di trasparenza sulla gestione dei residui attivi e passivi (servirebbe monitoraggio costante e maggiore attenzione alla effettiva esigibilità), mancanza della documentazione sul contenzioso ordinario e amministrativo, necessità di attivazione di sistemi di governance e monitoraggio (non c’è consapevolezza sullo stato delle partecipate e su chi le amministra, spesso persone prive di competenza specifica), assenza dei rendiconti delle società partecipate (sono indietro di un anno) e di note integrative chiare, ritardi nell’approvazione di rendiconto e bilancio di previsione della Regione, nessuna sintesi virtuosa di continuità e innovazione (dato che attività e risultati conseguiti dalla Regione nel 2015 si collocano sulla linea di politiche e programmi già avviati negli anni precedenti), aumento dei costi dell’11 per cento (da 1,4 a 1,6 milioni di euro) per gli incarichi esterni in Regione e partecipate, mancanza di requisiti di competenza e qualifica del personale a cui vengono assegnati incarichi fiduciari, costo elevato (1,9milioni) del personale del gabinetto della presidente e del suo consigliere politico (soggetto privo di una specifica professionalità, come rilevato negli ultimi 4 anni), spese di rappresentanza per convegni, mostre e pubblicità vengono effettuate in base a parametri che non vengono ritenuti validi, contratti derivati che hanno causato un differenziale netto negativo di 1,5 milioni di euro, scarso utilizzo (poco più del 50 percento dell’ammontare complessivo) della centrale acquisti in sanità”.

Carbonari ha infine contestato le lettura del giudizio di parificazione data dalla presidente Marini: “La nota della presidente Marini lasciava intendere che la Corte aveva trovato conti della Regione Umbria in perfetto ordine e in linea con quanto previsto dalle normative. In realtà in questa relazione ci sono scritte cose diverse e la situazione prefigurata è gravissima, con un aumento dei rilievi mossi alla Giunta rispetto agli ultimi anni. La lista delle criticità è lunga e sembra quasi che la presidente Marini non abbia sentito quello che i giudici contabili hanno detto. Basti pensare alla situazione di Umbria Mobilità, che vanta un credito di 14 milioni con Roma Tpl e al tempo stesso ha garantito fidejussioni alla stessa azienda per 180milioni, una situazione che potrebbe mettere a rischio il bilancio dell’intera Regione Umbria”.

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