Consorzio Tns, M5s: “Noi lavevamo detto”

Sviluppumbria chiede 10M di risarcimento a ex-amministratori. Perché così tardi? Perché proprio a seguito dell'esposto M5S?

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Consorzio Tns, M5s: “Noi lavevamo detto”

da Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari
La vicenda del consorzio TNS, della quale ci siamo lungamente occupati ai tempi dell’assestamento di bilancio si arricchisce di un nuovo elemento.
Apprendiamo infatti oggi dalla stampa – commentano i consiglieri regionali M5S Liberati e Carbonari – che il presidente di SviluppumbriaGabrio Renzacci, ha intimato ai 27 ex amministratori del Consorzio di cacciare fuori «con immediatezza» quasi 10 milioni di euro più gli interessi «a titolo risarcitorio».
Il consorzio TNS – ricordano i pentastellati – fu istituito nel 1997 per la riqualificazione delle aree industriali abbandonate è partecipato dai Comuni di Terni, Narni e Spoleto, dalla Provincia di Terni e, appunto, da Sviluppumbria (ossia dalla Regione Umbria) e nel 2013 fu messo in liquidazione con perdite per 20 milioni e debiti per 30.

In sede di assestamento di bilancio ci insospettì molto l’incremento di indebitamento della Regione che in parte andava al Consorzio TNS e pensammo subito ad un salvataggio e, per questo motivo, denunciammo prontamente in un esposto alle autorità competenti le anomalie riscontrate nella nostra indagine sulle partecipate regionali.

Arriva ora la richiesta risarcitoria da parte di Sviluppumbria, ossia, è bene ricordarlo, la Regione Umbria, dove si enucleano tutta una serie di “nefandezze” contabili a carico degli amministratori.

“Perché così in ritardo? – chiedono i consiglieri M5S – Perché la Regione prende atto di tale disastrosa situazione solo adesso? Tale tardiva fermezza e risolutezza sarà forse collegata agli esiti dell’esposto che abbiamo pochi mesi fa presentato?”.

Ci sembra che la Regione – chiudono Liberati e Carbonari – stia cercando di mettere le mani avanti nell’ipotesi di possibili sviluppi giudiziari della vicenda. Ne sapremo di più nei giorni a venire e, comunque, continuiamo ad investigare.
Noi, come solito, l’avevamo già detto molto prima.

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