Consiglio grandi opere per Perugia, Fioroni, la città ha bisogno di una nuova visione

Non si può pensare a progetti svincolati l’uno dall’altro

Consiglio grandi opere per Perugia, Fioroni, la città ha bisogno di una nuova visione

Consiglio grandi opere per Perugia, Fioroni, la città ha bisogno di una nuova visione

PERUGIA – Si è discusso delle “Grandi opere per Perugia. Fondi Nazionali ed Europei per la nostra città” questo pomeriggio nel corso della seduta del Consiglio comunale “aperto”. I cittadini, i rappresentanti delle Associazioni e delle Istituzioni hanno avuto la possibilità di confrontarsi sull’argomento particolarmente sentito ed attuale. Ad aprire i lavori la relazione dell’assessore Michele Fioroni, basata su due concetti: visione ed ecosistema. Secondo Fioroni Perugia ha bisogno di una nuova visione e di un nuovo ecosistema; per questo non si può pensare a progetti svincolati l’uno dall’altro, ma necessariamente inseriti in un contesto complessivo. Questo è quanto si sta facendo a Perugia per recuperare il tempo perduto e ridare ai giovani delle occasioni concrete.

Perugia, in questo contesto, ha a disposizione un elemento di competitività straordinario, ossia la banda larga; sfruttando al meglio questo fattore va costruito un ecosistema specifico, fatto di innovazione e di spazi dedicati ai giovani in collaborazione con l’Università, patrimonio straordinario di ricerca e sapere. Insomma l’obiettivo dell’Amministrazione è dare spazio alle energie latenti sul territorio, mettendo contenuti veri in progetti ambiziosi.

L’assessore Francesco Calabrese, nella sua relazione, ha sottolineato come a Perugia sono già partiti grandi progetti ed altri ne verranno. Mai come oggi, infatti, nel Capoluogo sono aperti così tanti cantieri. Nell’ambito dei grandi progetti, Calabrese si è concentrato su quello per San Francesco al Prato, monumento tra i più importanti della città, ma forse non sufficientemente conosciuto visto che è chiuso da decenni. Lì al suo interno erano state realizzate le cappelle delle più importanti famiglie della città, con opere dei più grandi maestri dell’epoca. Ed allora, proprio per recuperare questo pezzo di storia, si sta pensando ad incrementare il recupero della struttura che non sarà solo auditorium. Tutto da studiare, invece, il secondo stralcio dei lavori nella parte sotterranea; l’idea originaria di realizzare lì delle sale convegni non sembra rispondere alla vocazione dell’area.

Quanto al progetto-Arconi Calabrese ha ribadito che dopo decenni di parole, finalmente il mercato coperto a breve tornerà a vivere. Sarebbe bene quindi rimandare tutti i giudizi a quando i lavori saranno conclusi e l’opera completata e non oggi che è visibile il solo scheletro della struttura. Terza ed ultima relazione a cura dell’assessore regionale Antonio Bartolini che ha sottolineato come la giunta regionale abbia per Perugia un’attenzione particolare, trattandosi del Capoluogo dell’Umbria. Non a caso sono significative le risorse che l’Ente regionale ha riservato a Perugia, secondo tre filoni: attrattore culturale, luogo di innovazione e sviluppo economico, sede di trasporti ed infrastrutture.

Sotto il primo profilo vanno citati i progetti per il mercato coperto, San Francesco al Prato, il Turreno, quest’ultimo vicino alla concretizzazione. Altri fondi significativi riguardano Sant’Andrea delle Fratte, Agenda urbana, l’edilizia scolastica, con al centro la Carducci, il Pieralli ed il Pascal. Per le grandi infrastrutture di trasporto massima attenzione per l’Aeroporto: grazie ad un accordo di programma lo scalo avrà a disposizione una sua stazione ferroviaria. Infine a cura di Anas si lavorerà per il raddoppio dello svincolo di collestrada e parte del nodo di Perugia.

Tanti i soggetti che sono intervenuti nel corso della giornata. Gabriella Mecucci (giornalista) ha invitato a portare avanti il progetto di  Perugia città della musica, mentre ha criticato aspramente l’intervento sugli Arconi. Fabio Maria Ciuffini (cittadino) ha rivolto un invito a non intervenire sui contenitori vuoti a “spot”, ma secondo una visione generale.

Candido Balucca (cittadino) ha precisato che le grandi visioni dell’attuale giunta non sono mai state illustrare ai cittadini, spesso ignari di cosa si voglia fare per la città con i finanziamenti. Per Primo Tenca (Mutuo soccorso) il progetto sugli arconi va rivisto perché rischia di determinare un pericoloso precedente, rovinando un monumento cittadino.

Infine lancia l’idea di spostare la pista di atletica a pian di Massiano, riservando il Santa Giuliana per i grandi eventi, come Eurococholate. Francesco Masciarelli (architetto) ha sottolineato l’importanza della partecipazione, ritenendo che la città vada progettata insieme alla comunità. Andrea Calabro (energie per l’Italia) ritiene che la priorità per Perugia sia la mobilità: dunque sarebbe utile riprendere il progetto della metropolitana di superficie.

Giovanni Tarpani (associazione start) ha precisato che in pochi conoscono i contenuti dei cinque grandi progetti per la città, oggetto della seduta, né si sa quale sia la visione generale di Perugia dell’attuale giunta. Anna Palmieri (cittadina), da amante del ciclismo, ha mosso critiche sullo stato manutentivo delle strade e dei marciapiedi.

L’ex senatore Leonardo Caponi ha espresso qualche critica nei confronti delle tre relazioni degli assessori, ritenendole non in sintonia con la situazione di Perugia e con lo stato d’animo dei perugini, di profonda insoddisfazione. Per Caponi si parla di grandi opere, ma manca un tema che le unifichi.

Andrea Sergi (cittadino) ha evidenziato la scarsa opportunità del progetto degli Arconi per come verrà realizzato, ritenendo che un luogo di studio come la biblioteca non dovrebbe essere visibile dall’esterno, come invece sarà. Infine Paolo Lattaioli (cittadino ed ingegnere) si è espresso a favore dei progetti per San Francesco al Prato e mercato coperto, mentre ha espresso perplessità per quelli di Fontivegge, area della città in grande difficoltà proprio per la sua conformazione.

INTERVENTI DEI CONSIGLIERI

Il primo intervento consiliare è stato a cura di Piero Sorcini, secondo cui il primo grande “progetto” che dovrà essere realizzato a Perugia dovrà essere la rivisitazione del prg, necessaria per gettare le basi per un nuovo futuro. Il consigliere di Fdi ha auspicato che l’Amministrazione continui a favorire il recupero dell’esistente, evitando nuove costruzioni visto che il mercato è già saturo. Nell’apprezzare la proposta di Perugia come città della musica, Sorcini ha espresso perplessità per la soluzione progettuale degli Arconi basata sul cemento armato.

Bori ha detto di non aver capito dagli interventi degli assessori comunali come si intendono investire in  concreto i 40 milioni di euro che arriveranno a Perugia grazie ai finanziamenti europei, nazionali e regionali. Fino a qualche decennio fa, ha ricordato il consigliere Pd, Perugia aveva tre straordinarie vocazioni: una città dedicata ai giovani grazie alla presenza di tante istituzioni virtuose (le due università, l’aba, il conservatorio); il capitalismo familiare; la capacità di progettare e, dunque, di ben investire le risorse a disposizione.

Oggi queste vocazioni sono perdute e la sensazione è che l’Amministrazione non sappia come investire somme ingenti come i 40 milioni citati perché ha perduto il rapporto con i suoi cittadini. Bori ha criticato gli interventi sugli Arconi (invasivi) e fontivegge (privi di contenuti). Il capogruppo Pd Mencaroni ha sottolineato che è fondamentale ascoltare i cittadini, perché sono loro ad avere a cuore il bene di Perugia. Secondo il consigliere le risorse a disposizione non devono essere solamente spese, ma utilizzate bene per valorizzare le ricchezze di Perugia, come ad esempio il paesaggio.

Perari si è detto deluso dal dibattito visto che di fatto non si è parlato di grandi progetti per Perugia. Ciò è lo specchio del fatto che molti ignorano quelli che sono i reali problemi e le esigenze della città. Secondo il capogruppo di FI ben vengano le riqualificazioni dei contenitori vuoti presenti nell’acropoli e progetti di assoluto respiro come la banda larga, finanziata dal governo nazionale ma che l’Amministrazione ha saputo intercettare. Secondo Perari, comunque, per uscire dalla situazione difficile ereditata dalle precedenti Amministrazioni servono nuovi modelli di sviluppo economico. Qualche perplessità il capogruppo l’ha espressa per l’intervento sugli Arconi che andavano lasciati, a suo dire, nello stato originario.

Per Rosetti occorre potenziare la fase partecipativa, cosa che finora non è stata fatta per una precisa volontà politica. Al contrario il rapporto con i cittadini è fondamentale per capire quali siano le vocazioni, le tradizioni e le radici di una città.

A parere della capogruppo M5S in un momento storico drammatico come quello attuale non si può pensare di risolvere i problemi riempiendo alcuni contenitori vuoti con meri progetti culturali, senza che ciò si accompagni a politiche di sviluppo economico specifiche in grado di far ripartire la città ove devono tornare i “cervelli” e le idee. Anche Pietrelli ritiene che la partecipazione debba essere fatta prima delle progettazioni e non dopo, perché in questo secondo caso si trasforma in giustificazione.

Di questo modo di fare Perugia sta pagando le conseguenze a caro prezzo, specie nell’ambito della mobilità e dell’accessibilità. E’ tempo quindi di imparare dagli errori del passato per scrivere una storia nuova al servizio delle esigenze dei cittadini.

Secondo Nucciarelli, pur avendo la giunta certamente una visione d’insieme della città, tuttavia la stessa non è emersa nel corso delle relazioni introduttive. Il consigliere ha sottolineato che alcuni cantieri sono ormai in essere da tantissimi anni, come ad esempio San Francesco al Prato; tuttavia nonostante ciò permangono dei problemi. Il nuovo auditorium, ad esempio, non avrà lo spazio fisico per ospitare un palcoscenico adatto alle grandi orchestre con ciò vanificando la vocazione dell’area. E’ bene, dunque, che si pensi a realizzare questo spazio vitale in altra sede come può essere il Turreno. Quanto agli Arconi, Nucciarelli ha sottolineato che, quando si è alle prese con monumenti storici, si dovrebbe sempre pensare a non sconvolgere l’esistente. Ha quindi auspicato la revisione del progetto.

Secondo Numerini quella attuale è un’occasione storica per la città che potrà entro breve tempo vedere riqualificati contenitori vuoti da decenni. Il capogruppo di Progetto Perugia, quindi, ha detto di condividere l’operato dell’Amministrazione contro cui si sono levate critiche ingenerose. E’ il caso del mercato coperto, struttura per la quale non si è fatto nulla per decenni e che ora è vicina alla sua riqualificazione. Questo deve essere motivo di orgoglio per la città e le Amministrazioni interessate.

Insomma la verità è che per anni i progetti sono rimasti chiusi nei cassetti e solamente oggi grazie alle capacità dell’attuale Amministrazione molti di essi stanno venendo alla luce concretamente. Numerini ha respinto al mittente le critiche in merito alla scarsa manutenzione stradale, visto che in tale settore negli ultimi tre anni sono state investite ingenti risorse con interventi continui che proseguono anche oggi. Infine il capogruppo ha invitato tutti ad avere un minimo di pazienza, perché non è pensabile di pretendere che in tre anni si possano risolvere tutti i problemi ereditati da decenni di immobilismo.

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