Commissione approva piano Semplificazione 2016-’18

La Prima commissione consiliare, presieduta da Andrea Smacchi, ha approvato con 6 voti favorevoli (Smacchi, Leonelli, Solinas, Guasticchi, Casciari-Pd, Nevi-Fi) e un astenuto (Carbonari-M5S) il Piano triennale di Semplificazione 2016-2018

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Commissione approva piano Semplificazione 2016-’18

La Prima commissione consiliare, presieduta da Andrea Smacchi, ha approvato con 6 voti favorevoli (Smacchi, Leonelli, Solinas, Guasticchi, Casciari-Pd, Nevi-Fi) e un astenuto (Carbonari-M5S) il Piano triennale di Semplificazione 2016-2018, che ora approderà in Aula nel mese di maggio. Relatore di maggioranza Andrea Smacchi (PD), Maria Grazia Carbonari (M5S) per la minoranza. Alla seduta era presente l’assessore Antonio Bartolini che, illustrando l’atto, ha spiegato come “da settembre scorso ci sono stati una serie di INCONTRI PARTECIPATIVI con gli stakeholders per acquisire le problematiche e capire la situazione.

In base a queste l’assessorato ha predisposto delle linee guida che sono state messe sul sito della Regione per la partecipazione con il metodo notice-and-comment, ricevendo 48 contributi e attraverso un blog per un attento dialogo con i cittadini. Inoltre c’è stata un’analisi del PRECEDENTE PIANO DI SEMPLIFICAZIONE. L’Umbria è considerata a livello nazionale come una delle Regioni più avanzate sotto questo profilo.

L’esperienza della scorsa legislatura è un buon inizio, ma ha presentato delle problematiche. La prima problematica è il problema della percezione di quello che si è fatto, che non è stato avvertito dalle imprese e dal mondo produttivo, che non conoscono quali strumenti di semplificazioni sono stati portati avanti. La seconda problematica è che questi processi di semplificazione sono stati portati avanti da coloro che dovrebbero essere semplificati, con idee non sempre consone a quelle dei cittadini. Per questo serve costruire le misure attuative insieme a cittadini e stakeholders, attivando dei TAVOLI TEMATICI con lavori che devono essere pubblici, trasparenti e continuamente aperti al pubblico e alla valutazione dei cittadini. Spesso la semplificazione viene fatta all’interno di tecnocrazie e non arriva ai bisogni dei portatori di interessi, cittadini o imprese che siano”.

LE LINEE GUIDA DEL PIANO INNOVAZIONE: Trasformare i problemi in soluzioni, comprendere le criticità e offrire risposte efficaci e concrete. Un nuovo modo di agire orientato al cambiamento radicale, per restituire alla pubblica amministrazione in suo ruolo di servizio, avviando una nuova stagione che metta al centro le richieste di cittadini e imprese.

TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE: Attivare forme di controllo democratico sullo svolgimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse, come presupposto per la piena partecipazione dei cittadini. Attivare un processo che stimoli la collaborazione tra pubblica amministrazione e cittadino, consentendo a quest’ultimo di contribuire attivamente, con critiche e proposta, a migliorare la qualità dei servizi.

ALLEGGERIRE I CITTADINI: restituire loro il tempo sottratto da oneri e adempimenti burocratici per migliorare la qualità della vita e migliorare il rapporto con la Pa. Puntare sull’erogazione digitale dei servizi, a partire da quelli sanitari, evitando file agli sportelli e consentendo la gestione da dispositivi mobili. RIDURRE I COSTI: definire una amministrazione regionale più semplice, meno costosa e in grado di dare risposte rapide ai bisogni dei cittadini, riducendo il carico burocratico in eccesso ed evitando di introdurre oneri non necessari nelle procedure di erogazione dei servizi.

SBLOCCARE LE IMPRESE: sciogliere una serie di nodi legislativi, amministrativi e organizzativi, facilitando lo svolgimento ordinario dell’attività di impresa. Ricorrere alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie per ottenere sostanziali cambiamenti nelle modalità operative e accelerazioni nello svolgimento delle procedure.

Le RICHIESTE VENUTE DALLA PARTECIPAZIONE: più ascolto e partecipazione, più trasparenza, più cooperazione ed integrazione tra enti, risultati più tangibili, un sistema di regole chiare e coerenti, più coerenza tra le attività, tempi certi, meno costi amministrativi e burocratici, controlli più armonizzati e un Suape effettivo e efficiente. Per rispondere a queste esigenze abbiamo immaginato delle MISURE, a partire dall’introduzione di un tavolo generale della semplificazione. Dobbiamo scardinare la nostra macchina burocratica. Solo con l’apertura agli stakeholders riusciremo a farlo. Questo metodo richiede anche maggiore TRASPARENZA, con check list di autovalutazione, un accesso alle informazioni più chiaro e completo, lo sviluppo di un canale ‘come fare per..’, un sistema informativo regionale per la gestione dei procedimenti amministrativi. Oggi le amministrazioni non dialogano. Questo è un problema, perché serve più COOPERAZIONE E INTEGRAZIONE tra gli enti, che non può prescindere dal completamento delle azioni infrastrutturali a partire dalla diffusione della banda larga, cosa su cui stiamo lavorando molto con Perugia che sarà città-prototipo per Enel. Servono risultati più tangibili. Ma tutto questo è possibile farlo solo con la RIQUALIFICAZIONE E FORMAZIONE DEL PERSONALE, sulla quale punteremo molto. Inoltre serve un sistema di regole chiare e coerenti e più coerenza tra le attività. Importante poi avere TEMPI CERTI dei procedimenti amministrativi, e credo che con le procedure informatiche possiamo fornire la tracciatura e il tempo finale. Infine dobbiamo raggiungere l’obiettivo di avere MENO COSTI, con la misurazione degli oneri amministrativi per abbatterli. Puntiamo di approvare il Piano triennale a maggio in modo da poter partire con il piano annuale a giugno prossimo”.

GLI INTERVENTI CLAUDIO RICCI (RP): “In Italia è necessaria una forte spinta verso la semplificazione. Basti pensare che il costo per la burocrazia raggiunge il quattro per cento del fatturato delle nostre imprese, e che nel nostro Paese ci sono ben 13milioni di certificati non utili all’anno. Questi sono elementi centrali che rallentano lo sviluppo. Il documento presentato oggi parla di metodi e tecnologia, che si concretizzano con la formazione e la cultura diffusa della semplificazione, basilare per raggiungere il risultato. Servono indicatori adeguati perché il punto più basso della catena individua il livello di qualità. Importante la trasparenza che elimina il sospetto da parte dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione”.

MARIA GRAZIA CARBONARI (M5S): “Apprezziamo questo passo in avanti, è uno sforzo importante. Però gli aspetti economici sono importanti, in particolare i costi amministrativi da abbattere. Auspico che si cerchi di attivare un processo che riduca i costi della pubblica amministrazione e che ci sia la possibilità di commisurare le premialità che vengono date ai dirigenti sulla base di effettivi miglioramenti. Per questo serve che gli obbiettivi vengano chiariti prima e non dopo. Spesso noi abbiamo tante leggi, ma non abbiamo mai la sanzione: chiediamo che venga premiato chi fa bene e che venga penalizzato chi non fa bene. Anche i dirigenti devono lavorare per obiettivi”.

DICHIARAZIONI DI VOTO RAFFAELE NEVI (FI): “Votiamo a favore nella speranza che il piano per la semplificazione venga finalmente attuato, visto che il precedente è finito male. Tutti chiedono di vedere la semplificazione e la trasparenza. Confido che nei prossimi anni trovino un’attuazione concreta. Vorrei che si viaggiasse con una marcia totalmente diversa rispetto al passato”.

GIACOMO LEONELLI (PD): “Il nostro voto sarà favorevole per sottolineare lo sforzo positivo che è stato fatto su un atto importante e significativo che marca un’azione politica ben chiara, vista la necessità che ha l’Umbria di compiere un salto di qualità sulla semplificazione. In Aula porremo l’accento sulla trasparenza e sul rinnovato rapporto con i cittadini, ma anche sugli strumenti utili alla valutazione delle performance dell’apparato tecnico, visto che puntiamo ad un sistema sempre più meritocratico”.

ANDREA LIBERATI (M5S): “Ci asterremo perché ci sono ancora tante ingessature. Attendiamo di vedere l’applicazione di questo sistema che in termini teorici rappresenta avanzamento, ma lascia ancora molti spazi di grossa riflessione. Vogliamo vederlo attivato per constatare quali criticità presenta. Attualmente la trasparenza non esiste neanche per noi consiglieri che sul web abbiamo problemi anche per trovare determine dirigenziali”.

ATTILIO SOLINAS (PD): “Il mio voto sarà favorevole. Bene il metodo di confronto e l’interlocuzione con gli stakeholders, che andrebbe utilizzato sempre anche nel mondo della sanità. Il confronto è sempre utile. Apprezzabile la verifica della trasparenza. Sottolineo la necessità delle verifiche nel tempo, sempre con gli stakeholders. Bene la digitalizzazione, anche con il fascicolo sanitario elettronico, ma attenzione agli anziani e a tutte quelle fasce che non hanno alfabetizzazione informatica e potrebbero avere difficoltà di accesso”.

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