Ciprini (M5s): “Sulla commistione tra politica e Coop, il Mise fa orecchie da mercante”

Il Governo si è limitato a sottolineare che è stato avviato un tavolo di lavoro per il rafforzamento di presidi

Ciprini (M5s): “Sulla commistione tra politica e Coop, il Mise fa orecchie da mercante”

Ciprini (M5s): “Sulla commistione tra politica e Coop, il Mise fa orecchie da mercante”

L’intreccio di interessi esistenti fra le cooperative rosse, la classe dirigente, le istituzioni governative e le amministrazioni locali, non è certo una novità. In seguito allo scandalo di “Mafia Capitale”, questa intricata matassa, che costituisce un palese e colossale conflitto di interessi, ha dato vita ad un filone di indagini su tutto il territorio nazionale che ha portato alla scoperta di vere e proprie attività capitalistiche che finanziano e procurano voti alla sinistra, in cambio di una legislazione privilegiata in campo fiscale e di un’assegnazione preferenziale degli appalti pubblici. Una sorta di ‘economia di scambio’, a danno delle aziende non cooperative, con finanziamenti erogati che non hanno alcuna giustificazione in una normale economia.

A questo punto, la domanda sorge spontanea. Nel mare magnum del malaffare, nessuno ha subodorato l’anomala crescita esponenziale dell’impero politico-finanziario-aziendale? No. Non se ne sono accorti i media, che fingono di ignorare che si sia creata nel tempo un’area economica privilegiata e, a quanto pare, nemmeno lo stesso Mise a cui è stata presentata nei giorni scorsi un’interpellanza urgente dalla capogruppo in Commissione lavoro, Tiziana Ciprini, sulle problematiche del mondo consortile e sul dilagante fenomeno delle false cooperative.

“Il Governo – spiega Ciprini – si è limitato a sottolineare che è stato avviato un tavolo di lavoro per il rafforzamento di presidi volti a contrastare le cooperative fittizie e per garantire l’attività di vigilanza, a difesa dei diritti dei lavoratori.

E’ evidente che, più che i dipendenti, si difendano gli operosi interessi tra il mondo delle cooperative e il modo della politica. Infatti è così che Renzi, nativo della Toscana, terra rossa e di massoneria, ha nominato come Ministro del lavoro Poletti, che è stato presidente della Legacoop di Imola, poi presidente regionale e vicepresidente nazionale, nonché presidente nazionale di Legacoop e presidente di Coopfond.

Questo dimostra quanto sia stretto, in barba alle varie normative, il legame tra società cooperative e carriera politica. E, molto spesso, l’esperienza lavorativa in ambito verticistico nel mondo delle cooperative risulta essere propedeutico per una buona carriera politica.

Ecco che la presidente della regione Umbria, ex dirigente di Legacoop, si fa finanziare le campagne dai consorzi e va alle inaugurazioni delle Coop, secondo un sistema clientelare ben rodato. Il M5S – ha ricordato Ciprini – ha portato avanti una straordinaria battaglia affinché, nella nuova normativa sul terzo settore, fossero inserite norme sulla trasparenza, sull’anticorruzione e l’antimafia, soprattutto per far sì che venissero applicate a quelle realtà che si trovano a svolgere servizi pubblici essenziali, ma abbiamo trovato l’ostacolo del Governo”.

Ciprini

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*