Cerimonia posa della “prima pietra” del complesso interparrocchiale San Giovanni Paolo II

Il cardinale Gualtiero Bassetti: «Sulla pietra angolare siamo appoggiati tutti noi, piccole pietre»

Cerimonia posa della “prima pietra” del complesso interparrocchiale San Giovanni Paolo II PERUGIA – Quest’anno per la comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve la solennità dell’Immacolata Concezione ha segnato l’avvio della costruzione di una nuova chiesa, un evento che è sempre vissuto con gioia e, soprattutto, di ringraziamento al Signore. Nel pomeriggio dell’8 dicembre il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti ha presenziato la cerimonia della posa della “prima pietra” del complesso interparrocchiale dell’Unità pastorale di Prepo-Ponte della Pietra-San Faustino, alla periferia sud di Perugia, intitolato a san Giovanni Paolo II, il grande e indimenticabile Papa molto devoto della Beata Vergine Maria.

Il cardinale ha benedetto e posto al suolo la “prima pietra”, un mattone proveniente dalla Porta Santa della Basilica vaticana di San Pietro risalente al Giubileo del 2000. Il porporato ha parlato di «pietra angolare» sulla quale «siamo appoggiati tutti noi, piccole pietre – ha detto –, per formare un unico edificio spirituale animato dallo Spirito Santo. Quando è importante il gesto che stiamo per compiere in questo suolo benedetto: la “pietra” che mettiamo nella terra è Gesù, la pietra angolare che ci regge tutti». Il presule ha poi posto una domanda: «Questa nostra epoca è ancora un’epoca in cui si devono costruire chiese e non ne abbiamo già tante a Perugia e nei dintorni?». La risposta è giunta dallo stesso arcivescovo nel ricordare che tra pochi giorni i cristiani rivivranno «il mistero dell’incarnazione di Gesù e della sua venuta sulla terra non solo per stabilire un rapporto personale con noi, ma soprattutto per costruirci popolo, comunità, famiglia. E il popolo e la famiglia di Dio hanno bisogno di una casa in cui sono accolti, dove ascoltare la Parola di Dio, ricevere i sacramenti… La vogliamo fare bella questa chiesa, il progetto è meraviglioso e forse anche un po’ superiore alle nostre forze». Il cardinale, nell’omelia, ha sottolineato che «tutti i cristiani, nel fare la propria professione di fede in Gesù Cristo, hanno il compito di fondare la Chiesa come l’apostolo Pietro a cui il Signore disse: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”».

Alla cerimonia della posa della “prima pietra” hanno partecipato numerosi fedeli insieme al sindaco di Perugia Andrea Romizi e ad altri rappresentanti delle Istituzioni civili e religiose locali. Il primo cittadino ha augurato alla comunità interparrocchiale guidata dai parroci mons. Giuseppe Gioia, don Fabrizio Crocioni e mons. Francesco Spingola, «di essere davvero un avvio per tutti coloro che vivranno questo luogo al di là della loro fede e devozione, ma anche con la capacità di ritrovare il piacere di stare insieme a livello sociale, aggregativo e culturale, creando legami forti di comunità. Questo è l’auspicio che, come primo cittadino, rivolgo ad una zona di Perugia che sta particolarmente a cuore a tutti».

Tra i sacerdoti diocesani presenti anche mons. Fabio Quaresima, vicario episcopale della Seconda Zona pastorale dell’Archidiocesi, e don Riccardo Pascolini, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile e responsabile del Coordinamento degli Oratori perugini. Don Pascolini ha parlato della posa di «questa “prima pietra” vista dagli occhi dei bambini, perché, una volta costruito questo complesso, oltre alla chiesa, ci sarà anche un nuovo oratorio, quindi, un “presidio” e una realtà capace di offrire ai ragazzi un percorso di formazione, studio, socializzazione e gioco. E’ la bellezza di vedere dagli occhi dei bambini il fatto che loro oggi toccano e giocano con questa terra sulla quale sorgerà un edificio che vedranno crescere dal niente, ma poi lo lasceranno ai loro figli e ai figli dei loro figli, una profezia di generazioni …». Don Pascolini ha anche ricordato che «l’oratorio è già collaudato punto di riferimento pastorale, educativo e sociale da undici anni in questa realtà interparrocchiale. Si tratta di una realtà oratoriale già vivacissima al servizio di numerosi giovanissimi e delle loro famiglie, ma un nuovo luogo non farà altro che amplificare e far crescere esponenzialmente le attività che già ci sono, soprattutto la passione educativa in atto proprio dell’oratorio».

Questo nuovo complesso interparrocchiale, i cui lavori inizieranno nella prossima primavera, avrà una superficie di 2.500 mq con l’aula liturgica di 700 mq (500 posti a sedere) e un salone polifunzionale di quasi 500 mq. Le attività pastorali, caritative ed oratoriali saranno ospitate in un edificio a due piani, contiguo al quale sorgerà la casa canonica e di accoglienza di tre piani. Il progetto è a cura dell’architetto Paolo Marciano e la direzione dei lavoro è affidata all’ingegnere Paolo Anderlini, per la cui realizzazione occorreranno circa 6 milioni di euro finanziati per il 70% dalla CEI, attraverso il fondo per l’edilizia di culto dell’8xMille, e il restante 30% da fedeli e privati benefattori. Al riguardo è stato avviato il progetto “Anche noi per amore” che permette a famiglie, comunità e gruppi di persone di “impegnarsi liberamente” a sostenere la realizzazione del complesso ed è stata anche costituita l’associazione non lucrativa “GP2 & friends”.

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