Centri antiviolenza, Flamini/Prc: “Dichiarazioni Marini e Cardinali confermano nostre preoccupazioni”

Il “comunicato di servizio” dell’Associazione Libera…Mente Donna lo dice con chiarezza

Flamini: "È ufficiale, l'inceneritore in Umbria si farà. Grazie Renzi e Marini"

Centri antiviolenza, Flamini/Prc: “Dichiarazioni Marini e Cardinali confermano nostre preoccupazioni”. Da Enrico Flamini, Segretario Regionale di Rifondazione comunista dell’Umbria – Le dichiarazioni della Presidente Marini e della senatrice Cardinali confermano gran parte delle nostre preoccupazioni sulla situazione dei centri antiviolenza. Intanto, come abbiamo già avuto modo di dire, è assolutamente vero che la Regione e gli enti si sono impegnati con contributi straordinari per intervenire sulla questione. Resta il fatto che il “comunicato di servizio” dell’Associazione Libera…Mente Donna dice con chiarezza che i Centri Antiviolenza di Terni e Perugia ridurranno l’attività a partire da lunedì 8 agosto 2016.

E la ridurranno a causa del mancato riparto del fondo nazionale antiviolenza. Detto questo, la senatrice Cardinali ci risponde accusandoci di strumentalizzazione e di mancata informazione. La prima, per la verità, è un’accusa che non stupisce: parte in automatico per difendere sempre e comunque Renzi e il suo governo. La seconda, invece, appare quantomeno controversa e di difficile comprensione. In effetti, il mancato riparto del fondo nazionale è soprattutto una responsabilità del governo. Non ce la si cava sempre dando la responsabilità a qualcun altro ricorrendo a questioni tecniche e ragionieristiche.

Così come non possono essere le regioni virtuose a dover pagare per ritardi o mancata trasparenza altrui. Nonostante questo, però, il Piano nazionale contro la violenza sulle donne è e rimane fermo, sebbene approvato dal governo con tanto di avviso di stanziamento. Nessuno degli addetti ai lavori ha saputo più nulla. E’ vero. La ministra Boschi ha assunto la delega alle Pari opportunità lo scorso 10 maggio. Ma è vero anche che fino a quella data il governo non aveva neppure un rappresentante sulle questioni di genere.

Tra l’altro la ministra Boschi in un post su facebook del 9 giugno annunciava che “Il governo ha istituito la commissione che dovrà valutare i progetti di attuazione del piano anti violenza che mette a disposizione 12 milioni di euro per il contrasto alla violenza sulle donne”. Ecco perché i mancati trasferimenti vanno chiamati con il loro nome. Sarà forse che il governo e la ministra in primis sono troppo impegnati a sostenere il SI al referendum costituzionale per sbloccare la questione.

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