Carla Casciari (Pd) interviene sulle donazioni del sangue del cordone ombelicale

Nella seduta di oggi dell'Assemblea legislativa, dedicata al Question time, il consigliere Casciari ha esposto la propria interrogazione

Immigrazione, Casciari (Pd): "difendere il modello di accoglienza umbro"

Carla Casciari (Pd) interviene sulle donazioni del sangue del cordone ombelicale Perugia – Nella seduta di oggi dell’Assemblea legislativa, dedicata al Question time, il consigliere Carla Casciari (Pd) ha esposto la propria interrogazione relativa alle “donazioni del sangue del cordone ombelicale”, chiedendo all’assessore alla Sanità, Luca Barberini, di conoscere “il numero dei punti nascita dell’Umbria accreditati per la raccolta; il numero delle donazioni effettuate nell’ultimo anno e se la Giunta intende realizzare una campagna d’informazione e sensibilizzazione sul tema”.

 

Illustrando l’atto ispettivo, Casciari ha definito quello della donazione del sangue cordonale, “un tema abbastanza sensibile” e che è consentito, in Italia, “a scopo solidaristico, cioè la donazione viene messa a disposizione della collettività, mentre è consentito il prelievo e la conservazione per autotrapianto tra consanguinei e nascituro. Il prelievo e la conservazione rientrano nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) quindi completamente gratuiti. L’uso autologo non è consentito in Italia perché per mancanza di evidenze scientifiche. Viene però autorizzato l’espianto e l’autorizzazione del sangue cordonale ai fini della conservazione presso banche private operanti all’estero. Questa operazione, non riconosciuta nei Lea, è a carico dei genitori, previa però autorizzazione dalla direzione sanitaria del Centro nascita, quindi c’è comunque un controllo, seppure indiretto, della Regione. Il prelievo di sangue cordonale permette l’istituzione di registri nazionali e internazionali di donatori volontari che permettono la possibilità di trapianto tra familiari (compatibilità di circa 25 per cento), quindi è fondamentale avere a disposizione una banca nazionale e ancora meglio internazionale, che rappresentano veri e propri archivi collegati tra loro nei quali c’è maggiore possibilità di trovare un donatore compatibile. In Italia esistono 19 banche pubbliche, collegate in un network, che si chiama Italian Cord Blood Network”.

 

L’assessore Barberini ha concordato con Casciari sulla “disinformazione nella comunità regionale. In Italia – ha spiegato – è consentita unicamente la conservazione di sangue cordonale presso banche pubbliche per uso eterologo, da destinarsi a chi ne ha necessità, e solo in casi limitati per uso autologo dedicato, cioè personale, oppure se tra consanguinei del nascituro vi sia una patologia per la quale è riconosciuto tecnicamente valido e appropriato l’utilizzo terapeutico delle cellule staminali. La conservazione per uso autologo, cioè indistinto, senza alcuna limitazione, è possibile solamente in banche private che sono collocate esclusivamente all’estero, ma l’utilizzo di queste cellule in banche private è praticamente nullo. I centri umbri autorizzati per la raccolta di sangue cordonale (eterologo e autologo dedicato), sono Città di Castello e Branca. La conservazione viene effettuata presso la banca dell’ospedale ‘Careggi’ di Firenze; i punti nasciti di Perugia, Foligno, Spoleto, Terni, conservano il sangue cordonale presso l’ospedale Umberto I di Roma. Per quanto riguarda i dati nel 2016, nel primo semestre, le donazioni presso l’Umberto I sono 34, le donazioni presso l’ospedale ‘Careggi’ di Firenze sono state 121. In Umbria le donazioni per uso eterologo stanno aumentando. Le donazioni autologhe in Umbria, esportate in banche estere, sono state 124 nel 2015, mentre nel solo primo semestre queste stesse donazioni si sono ridotte a 40, evidente una contrazione del fenomeno. Intendiamo dunque procedere attraverso una corretta informazione alle partorienti e alle famiglie. È intenzione della Giunta e dell’assessorato promuovere una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutta la popolazione, evidenziando l’importanza della donazione eterologa, cercando di rappresentare la effettiva utilità, peraltro molto parziale e scarsamente utilizzabile, della donazione su banche estere”.

 

Il consigliere Casciari, nella replica, ha rimarcato “la precisione e la puntualità dei dati che dimostrano come ci sia una vasta area dell’Umbria che ha bisogno ancora di coltivare la cultura del prelievo di cellule cordonali. Auspico che la campagna informativa annunciata dall’assessore possa arrivare non solo alle famiglie, ma anche e soprattutto alle ostetriche che sono in contatto con la mamma e che mettono poi in atto le manovre indispensabili al prelievo”.

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